06 gennaio 2013

Prossimamente sul blog...

...la storia della Starter.

12 commenti:

  1. Ora, io non vorrei fare come quei bambini odiosi a cui hai appena regalato un bel giocattolo e subito iniziano a dire "ma voglio anche quell'altro..." però non posso fare a meno di chiedere: quando sarà conclusa la storia dei francesi, ci sarà anche qualche articolo sugli inglesi? Mi sembrano anche loro non privi di interesse... poi a suo tempo c'erano stati alcuni commenti di PolTron su Jhon Day che, anche se non erano stati sviluppati, mi avevano incuriosito...

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  2. Finalmente si vedono argomenti, a chi come me, li ha vissuti, fa piacere ripercorrerli, chi non li conosce, apprende, avete cominciato da metà strada, io avrei cominciato da un viaggio in Inghilterra e da quegli strani sacchetti di plastica, spillati con una fascia di cartoncino bianco, che in pochi casi riportavano il contenuto scritto a lapis, con dentro pochi pezzi in metallo, essenziali per costruire un modellino. All'inizio degli anni novanta ho fatto una ricerca, su produttori di speciali, aiutato dalle riviste e cataloghi che avevo in casa, ne ho recensiti trecentocinquanta circa, alcuni hanno prodotto uno due modelli poi sono scomparsi, la maggior parte hanno prosperato fino all'arrivo dei prodotti industriali più concorrenziali. C'è materiale da divulgare per anni, cominciate a rimboccarvi le maniche, e entrare nell'ordine di idee, che c'è da lavorare molto, e riscuotere solo su...cesso.
    Accetto di essere considerato un rompipalle, solo se avete un modellino in più, che io non ho, o un libro che io non ho, altrimenti risparmiate il fiato.
    MADYERO.
    P.S Uffa! Ogni volta mi prometto di non farmi coinvolgere, poi ci casco sempre.
    Ho visto la città tappezzata di manifesti con la mia faccia, con su scritto " Per un'Italia migliore". David la prossima volta che andiamo a mangiare fuori, proviamo dire "Paga il partito", oh! Ragazzi non siam mica qui friggere le patatine con l'olio di gomito! Non possiamo mica fare il ponte de Messina con le feste del calendario!
    Buona befana........

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  3. Non è che avessimo l'ambizione di raccontare da subito tutta la storia del kit. Alla fine, quando la storia di Starter e Provence Moulage (argomento successivo) saranno completate, i lettori avranno una panoramica di un settore ben preciso, ossia il kit in resina del filone provenzale (mi sembra di parlare di letteratura); insomma, qualcosa che sta in piedi da sé. Quanto ai kit inglesi, l'idea è senz'altro buona, ma da un lato ci sono già pubblicazioni che ne parlano; dall'altro, per ottenere qualcosa di originale bisognerebbe fare il passo successivo, che è quello di parlare coi diretti interessati, tipo Brian Harvey, Peter Kenna o altri. E io questi li vedo solo quando vado in Inghilterra, per cui cercherò di sfruttare l'occasione. La storia di una marca non è fatta solo di liste di modelli prodotti: bisogna, nei limiti del possibile, ricercare anche i come e i perché.
    La prossima volta, Luigi, proverò a dire "paga il partito", vediamo cosa succede. Magari ci credono.

    PS Sei sicuro di avere ANCHE tutti i modelli che ho io?

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    1. A mio avviso state togliendo argomenti a qualcosa che sta per nascere.
      Mi sorge il dubbio che stiate gettando la spugna.

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    2. Non saranno mai le idee a mancare. Aspettando, ci teniamo in allenamento :)

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    3. Rispondendoti, preciso che non ci sono solo kit inglesi, ma anche tedeschi e spagnoli (chi non ricorda gli stupendi modelos 3j), americani, e sopratutto italiani, chi di voi sa cosa ha fatto la marca Colibrì? A giudicare dall'interesse suscitato da questo filone c'è da farci un pensiero, altrimenti poi sono costretto a scrivere un libro su la storia del modellismo speciale, dopo aver scritto un manuale per il montaggio speciali, e qualche libro sulla storia del Mondiale Marche, come dico io con le foto di tutti i partecipanti alla gara, e poche porole, scherzi a parte, presentare periodicamente la storia di una marca mi sembra buono, io ho ironizzato sul fatto impegno, perchè conoscendo la cosa, capisco lo sforzo richiesto. I personaggi da te citati, si possono ignorare, anche perchè molti sono andati a prendere il caffè con Brignano.
      Per il "paga il partito" ci devo essere io, e se avvertiamo che deve arrivare un personggio politico, e ci presentiamo con tre auto blu noleggiate e la scorta, si può fare....
      Consiglio della sera: mai mettersi a scribacchiare al pc, con i tegami sui fornelli accesi, si rischia di fare un fumata.
      PIERLUIGI MADYRSANI

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    4. Ma i Modelos 3J non erano portoghesi? In ogni caso c'è un bel lavoro da fare, qui o altrove, vedremo presto. L'impegno può essere grosso come tutte le volte che si inizia un lavoro che non è mai stato fatto. Ma l'intento non è quello di scrivere l'enciclopedia britannica, bensì di dare qualche flash su delle realtà che i collezionisti più giovani rischiano di ignorare. Capire anche certe cose di oggi si reggano su delle ragioni del passato, ed è il caso della storia delle marche della Francia meridionale che stiamo tracciando sul blog: esse sono - volenti o nolenti - le radici tecniche e culturali dell'odierna Spark, e rendersene conto significa interpretare meglio e in maniera più equilibrata la realtà di oggi. Molti si chiedono ancora perché il fenomeno Spark abbia avuto tanto successo: la risposta non si trova (o non si trova soltanto) guardandosi attorno oggi; si trova voltandosi indietro e riallacciando tutti i fili che hanno portato la Spark ad essere quella che è oggi attraverso le esperienze del passato. Senza MRF e Record, Spark probabilmente non esisterebbe. Questo, tanto per fare un esempio. Tornando alle auto blu, tu ne hai già una, io forse un'altra la rimedio, ne manca una terza.

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  4. Sì, i Modelos 3J erano portoghesi, in giro le chiamavano le saponette, scolpiti con la mannaia.
    Ho la celebre Porsche Aurora della serie omonima, inguardabile e buona solo per la storia, quindi elevata al ruolo di modello imperdibile.
    Con David si sta cercando di tenersi in allenamento, Arturo, nulla di più. Come sai, noi siamo sempre alla finestra ma dobbiamo e vogliamo dimostrare di avere ancora idee e voglia di fare, altrimenti se e quando arriveremo al dunque, corriamo il rischio di giungere alla meta con l'affanno. Siamo ancora vivi e vegeti, con tante frecce in faretra e bersagli grossi da colpire.
    Ripeto, noi siamo qui, il resto è in altre mani.
    E' chiaro che iniziando a raccontare le fiabe, i "bambini" ne vogliono sempre di più. La narrazione dev'essere attinente alla realtà, magari ancor meglio se proposta attraverso esperienza diretta. Ho la presunzione di aver letteralmente visto nascere la Record, ma forse è meglio chiamarla fortuna. Quindi ciò che ho scritto è certificato da occhi ed orecchi e non dal "sentito dire".
    Sono sempre più convinto che questa è la strada da seguire, per ora siamo due pastorelli con un bastone ciascuno, il cagnetto che saltella qua e là ed un bel gregge di pecore.
    Certo che se potessimo contare su un furgoncino, su una carta carburante e su scarpe adatte, potremmo allargare gregge ed obiettivi fino a spingerci nei grandi mercati delle città che contano.
    Andiamo per gradi, ma ci muoviamo, eccome se ci muoviamo, questo è ciò che vogliamo dimostrare, sono convinto che in questo settore siamo ancora agli inizi e che la fame di sapere sia in continuo aumento.
    Da muri di gomma sono passato a grandi praterie, respirando aria di libertà.
    Non è poco ed il mio augurio per il futuro è che si possa continuare a lavorare così come stiamo facendo ora, con intenti comuni ed il desiderio di affascinare il lettore con argomenti concreti.
    Per l'aria fritta, lasciamo ad altri scaldare le padelle.....

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  5. I 3j erano portoghesi, ne ho ancora un paio da montare ed erano francamente un po' "crudi" anche per l'epoca. Di una resina durissima e fragile: sembra ucontrosenso, mi chi ci ha messo le mani sopra sa cosa intendo.
    Colibrì: una Cisitalia D46 e una Trossi Monaco bastano?
    Chi conosce la Storia è padrone del proprio passato e quindi del presente e perfino del futuro: continuate così.

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  6. Di Modelos 3J ho una Porsche 917/10 Can-Am con tanto di certificato. Penso sia una rarità, è uno dei pochi factory built.

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  7. Mai visto un FB di 3J... potresti postare una nuova serie archeologica...

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  8. Salve a tutti, è vero i modelos 3j erano portoghesi, mi sono sbagliato di qualche kilometro, quello "stupendi" era chiaramente provocatorio, erano veramente intrattabili, ne ho uno con le ruote smorzate, perchè non entrano nei passaruote, chi ne possiede qualcuno, credo lo consideri il peggior acquisto della sua vita. Casper vedo che conosce la materia, bene perchè a volte si a la sensazione di parlare con il muro.
    Il mio intervento era un incitamento a proseguire su questa strada, con calma, perchè presentare una marca di modelli con descrizione accurata, è come fare la tesi di laurea, richiede tempo e risorse. Vi parla uno che ci ha provato prima di voi, e si è dovuto arrendere per il tempo che vuole. Umberto, io di aria fritta, ne ho la casa piena, visto che ho dedicato una vita a questo hobby, e David, che ha scritto un articolo per Automodelisme, su di me, la conosce molllllto bene. Visto che parlerete di Starter, se avete conosciuto personalmente madame Serure,(spero si scriva così) conserverete di lei un bel ricordo.
    Domani bollito, il fritto rimane indigesto, carbone ne abbiamo? Si tanto!
    MADYERO
    P.S. per le auto blu, scorta, autista ci pensa "Matteo", però vuole essere in combriccola.

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