18 luglio 2019

Scarperia saluta i protagonisti del Campionato Italiano Turismo Endurance alla vigilia del weekend all'Autodromo del Mugello


 Una volta si diceva che l'autodromo del Mugello era una realtà svincolata dal territorio, quasi una cattedrale nel deserto. Da vent'anni a questa parte molte cose sono cambiate, almeno per quanto riguarda le aree adiacenti alla pista. Basti pensare alle tante iniziative organizzate nella settimana della MotoGP, ma le attività non si limitano al mondiale delle due ruote. Si cerca di rendere partecipi i centri attorno alla pista (Scarperia in primis, ma anche Borgo San Lorenzo e San Piero a Sieve) in occasione delle varie gare. Certo, al Mugello ormai gli eventi di primissimo piano sono pochi ma ci sono sempre i campionati italiani e quest'anno tornano dopo alcuni anni di assenza le finali mondiali Ferrari in autunno. 


Questo weekend è in programma il Campionato Italiano GT, il TCR, la Carrera Cup e altre serie. I protagonisti dell'Italiano TCR hanno sfilato oggi alle ore 18 con le loro auto per Via Roma a Scarperia, arrivando davanti al Palazzo dei Vicari dove le vetture sono rimaste esposte per un paio d'ore. I piloti sono stati accolti dalle chiarine del comune e poi dalle autorità comunali all'interno del Palazzo dei Vicari. Questo è un modo come un altro, semplice ma efficace, per avvicinare lo sport motoristico alla gente, attirando anche i turisti che in questo periodo dell'anno non mancano. 










17 luglio 2019

E' scomparso Georges Harris, decano dei piloti belgi


E' mancato all'età di 98 anni Georges Harris. Nato il 7 maggio 1921, era il decano dei piloti belgi. Soprannonimato "Monsieur Trajectoire" dai suoi conterranei per la puntigliosità della sua tecnica di guida, si era espresso ai massimi livelli sia in pista sia su strada nei rally. Si fece notare per la prima volta nel 1956, allorché batté un record sul giro stabilito da un altro pilota belga, allora di riferimento: Paul Frère. Da quel momento entrò nell'orbita dell'Equipe Nationale Belge, con i cui colori disputò la 24 Ore di Le Mans 1957 con una Ferrari 500 TRC insieme a Lucien Bianchi, conquistando una settima posizione assoluta e la vittoria nella categoria 2 litri. 
Ripeté l'exploit a Le Mans nel 1962, allorché concluse in quattordicesima posizione e prima di categoria 1300cc al volante di una Simca-Abarth condivisa con Claude Dubois. Vincitore nel 1961 della Liège-Sofia-Liège insieme a Lucien Bianchi, era stato anche compagno di equipaggio di Jacky Ickx al Tour de France Auto 1963.

Raceland Gold Edition di Spark: le prossime uscite, fra cui la Konrad e la Brun Gruppo C

Pubblichiamo le anteprime delle prossime uscite dei modelli 1:43 e 1:43 della serie Gold, realizzata da Spark in esclusiva per Raceland. Spiccano, come vedete, la Konrad e la Brun Gruppo C, cui dedicheremo, al momento della commercializzazione, dei thread a parte.
Questo il dettaglio dei singoli modelli. La data di uscita è una stima. Le foto dei modelli in 1:43 corrispondono al pre-serie definitivo, già approvato.

Opel Kadett C GT/E Gr5 Div.II Zolder Guenther Knippschild (1:43, sett./ott. 2019)





Konrad-Lamborghini KM011 Gr.C Magny Cours 1991 Johansson/Konrad (1:43, fine luglio 2019)








Brun-Judd C91 Gr.C Repsol Magny Cours 1991 Larrauri (1:43, fine luglio 2019)





Penske-Cosworth PC4 Formula 1 ATS Racing GP Germania 1977 Heyer (1:43, fine luglio 2019)




Ford Mustang Zakspeed Turbo Miller 200 Miglia di Norimberga Norisring 1981 J.Paul jr (data di uscita non specificata)





Eurobrun-Judd ER189 Formula 1 JSK GP San Marino 1990 Roberto Moreno (settembre 2019 circa)





Ecco infine alcune immagini del prossimo modello 1:18 (configurazione non definitiva, soggetta a modifiche).

Bmw 320 Turbo Gr.5 Sachs Sporting DRM Div.II Norisring 1978 Ertl (data di uscita non ancora nota)





16 luglio 2019

Il secolo breve. Il museo Mercedes-Benz a Stoccarda


Una visita a Zuffenhausen è stata anche l'occasione, qualche settimana fa, per arrivare al museo Mercedes, a circa un quarto d'ora di auto da quello della Porsche. Ora, quanto il museo Porsche è gioioso, illuminato bene ed è immediatamente empatico, tanto il museo Mercedes è austero, quasi tragico - e illuminato malissimo, il che non è una caratteristica opinabile ma un semplice difetto. Torniamo però alla soggettività. Tragico? Sì. Salendo gli enormi scaloni dell'edificio, mi sono tornate in mente le parole dello storico Hobsbawn e delle sue formule sul secolo breve, che sarebbe il Novecento. Tutta la storia della Mercedes ne è impregnata, di quel secolo breve - e tragico come non mai. Lo spazio di una vita, o poco più. Pace e guerra, sconvolgimenti e nascite, morti di interi sistemi, rivoluzioni, stravolgimenti, accelerazioni inaudite, ritorni al passato repentini. E c'è chi questo secolo breve l'ha percorso tutto, perché esso inizia un po' più tardi della fine dell'Ottocento, e finisce con la caduta del muro di Berlino. Un secolo che è tutta una vita. La Mercedes era lì e l'austero museo - modernissimo ma austero - testimonia con impietosa puntualità lo Zeitgeist di quei decenni. Ho letto svariati libri di memorie. Libri di vite che hanno attraversato coscientemente una, due guerre.




Ogni tanto si apre una finestra e scorrono due o tre decenni di pace, in cui la vita prende un ritmo da calendario arcaico. Gli anni cinquanta, sessanta, settanta. Anche dopo. Ma sempre secolo breve è. Un secolo che porta nei suoi ricordi ancestrali i pericoli o gli scampati pericolo di qualche generazione. Entri nel museo e ti arriva addosso la storia. Forse è la storia alla maniera dei film, mi viene in mente La famiglia di Ettore Scola, ma la sensazione è quella. Periodi lunghi che alla fine di una vita ti guardi indietro e ti sembrano corti, come appunto la durata di un film che ti racconta tutto e magari riesce anche a nasconderti qualcosa, ma tu lo intuisci lo stesso. Si esce dal museo con una sensazione di pesantezza. Tutto lì dentro è terribilmente importante nella sua sostanziale futilità. Non c'è una tuta qualsiasi, ma c'è quella di Fangio. 




C'è una collezione di trofei delle più grandi e più importanti gare automobilistiche della storia. Ci sono la Mille Miglia, la 24 Ore di Le Mans, i prototipi, gli autobus, i camion, le auto da record. Ci sono i tentativi di costruire l'auto sicura. C'è l'assoluto, la grandezza che si scontra con le opere e i giorni. Una sommatoria che determina l'idea di progresso, che passa senza che ce ne rendiamo conto. Tutto questo al museo Porsche non lo trovi. Si dice che ogni marchio porti con sé un'eredità che lo rende leggero o severo, autorevole o frivolo, elegante o confidenziale. Mercedes, almeno una volta, aveva uno spirito autentico, ben riconoscibile. Oggi la gamma potrebbe essere quella di qualsiasi altro costruttore, da BMW ad Alfa Romeo, da Jaguar a Audi. Ma forse chi ha pensato, chi ha progettato questa struttura, qualcosa dell'antico spirito ha dovuto assorbirlo da qualche parte. Ne è venuto fuori un monumento non solo ad una marca di automobili ma al secolo breve.