16 dicembre 2012

Tout passe tout casse tout lasse tout se remplace

Ho iniziato a collezionare modelli (scientemente perché collezionista ci sono nato) nel 1977, a sei anni; ho iniziato a collezionare AMR nel 2006, ossia 19 anni dopo. In mezzo ci sono stati molti cambiamenti, molte battute d'arresto, ripensamenti, correzioni di rotta e marce indietro. E' normale. Per sei anni, fino a oggi, ho trovato nei modelli AMR una risposta alle mie esigenze, pur non avendo del tutto abbandonato altri filoni che mi accompagnano da sempre. Iniziai a interessarmi agli AMR quasi casualmente, dopo un momento di "crisi" nel quale mi ero accorto che i vari diecast (soprattutto Minichamps) coi quali avevo inzeppato la collezione erano né più né meno che un accumulo inutile di robaccia. Oggi penso la stessa cosa dei Minichamps ma sono andato oltre. Riguardo gli AMR e non mi emozionano più. Perché? Sostanzialmente perché stanno tornando alla ribalta vecchie passioni. Innanzitutto quella per certe auto che AMR non ha mai riprodotto: il mio pane sono le auto da competizione (soprattutto endurance) fra gli anni sessanta e ottanta; sono nato e cresciuto con i kit Provence Moulage e Starter, con montaggi spesso anonimi ma rispettosi di un certo rigore storico e compravo un AMR non perché era un AMR ma perché riproduceva un modello che mancava nella mia raccolta. La scelta di AMR fu una scelta quasi obbligata in un periodo in cui temevo che i vecchi kit montati e i nuovi diecast nella mia collezione non avrebbero retto l'urto del tempo. Negli AMR trovai sicurezze che non avrei trovato in un Ixo o in un Minichamps. Mi avvicinai a quel mondo e vi trovai collezionisti di lunga data, persone più o meno gradevoli, commercianti che volevano farmi credere che Cristo è morto dal sonno e se non ci credevo di incazzavano dandomi dell'incompetente, montatori di grande prestigio e inconcludenti wanna-be con nessun futuro davanti a sé. D'accordo. Mi sono divertito. Ho percorso quel mondo col massimo della leggerezza possibile, e anche col massimo della curiosità. Ho imparato molte cose e le competenze acquisite non se ne andranno. Ma ora è tempo di passare oltre, non necessariamente cercando cose nuove, ma riscoprendo parte di quelle vecchie, valorizzandole e guardandole con occhi più maturi dopo aver scartato definitivamente ciò che prima di tutto questo creava problemi. Riassumendo molto, sento l'esigenza di qualcosa di più semplice, forse anche di meno costoso. Mi sono stufato dei cosiddetti montatori top che prendono 400 o 500 euro a montaggio, delle basette che costano 50 euro e dei falsi idoli che un certo tipo di mentalità da parvenu ha creato, non so a beneficio di chi. E' pieno di gente che segue ciecamente le mode, anche in questo settore. Dici una cosa e sei mesi dopo li vedi muoversi sul sentiero che avevi intrapreso; parli di un montatore, e lentamente lasciano il proprio per avvicinarsi alla star di turno. Basta. A me piacciono le auto e il collezionismo è un modo per averle tutte in casa. In questo momento, per me vale più un montaggio di Renardy, onesto e condotto magari in collaborazione col sottoscritto, che dieci Daytona sbudellate da qualche genio francese o qualche montaggio magnificato dal re dei broker americani. Basta, basta, basta. A me piacciono gli Spark, col loro inimitabile rapporto qualità/prezzo. Coi soldi di un montaggio di Hayakawa ci faccio mille altre cose. E' questione di priorità. Non sono fra quei poveri di spirito che danno di "tonno" a chi spende tali cifre in modelli. Sono arrivato a una spanna dal farlo per concludere che non lo farei. Non aggiungo la parola "mai" solo per onestà intellettuale. Torno indietro nel tempo a ciò che ero prima del 2006: stessa passione di oggi, collezione diversa. Recuperare certe cose del passato non significa fare dei passi indietro, ma piuttosto aver ripreso in chiave diversa una vecchia dimensione. Il recupero della semplicità dopo un lungo percorso è diverso dalla conservazione della semplicità per mera mancanza di nuove esperienze.

...trovate una piccola scrostatura, se vi riesce...
Nella mia vita sono tornati a dare allegria i vecchi obsoleti. Vedo Retromobile come una bella occasione per acquisire dei pezzi che ho sempre desiderato. Naturalmente, questo recupero lo vivrò alla mia maniera: solo modelli assolutamente perfetti e non mi farò mancare qualcosa di davvero eccezionale quando ci sarà occasione. Non sarà un semplice accumulo ma uno studio sulla storia delle marche preferite, una collezione composta anche da memorabilia e arricchita da testimonianze di persone che a suo tempo lavorarono in quel settore (a Parigi ho conosciuto un paio di ex-dirigenti di Dinky France, presso i quali ho fotografato cose che neanche vi immaginate - che testimoniano oltretutto come ci sia una certa continuità fra la produzione Dinky e i primi prototipisti del mondo degli speciali; su questo argomento varrà la pena tornare).

So che non è tutto. Ma non mancherà occasione di approfondire due o tre temi.

31 commenti:

  1. Si sa che nella vita tutto cambia appare fondamentale ed irrinunciabile dopo qualche tempo può cambiare completamente aspetto.
    E io per primo ho cambiato spesso tematiche e collezioni, disfacendomi di tutto quello che avevo preso in passato, anche per avere "ossigeno" per poter foraggiare le nuove "avventure".
    Quello che mi sento di consigliarti è di pensare bene a privarti dei pezzi più rari che una volta andati si può fare veramente fatica a ritrovare.
    Per il resto in bocca al lupo per le nuove collezioni!

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  2. Devo ammettere che faccio davvero fatica a capire i tuoi nuovi gusti ma se tu sei felice io lo sono per te.
    Mi dispiace solo che questo blog non sara' piu' il mio punto di riferimento, spero che anche gli altri progetti non siano orientati agli obsoleti...
    ciao
    cico

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  3. 1977 - 2006... ti piacerebbe che fossero 19 anni, eh?!? ;-)
    (Diavolo, piacerebbe anche a me, essendo io una classe '77!)

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  4. E dieci anni oramai che ci conosciamo e fin dai primi tempi che scivevi ho sempre seguito attentantamnete i tuoi scritti e le tue impressioni e ul tuo modo di intendere il collezionismo
    Mi ha sempre impressionato il tuo modo di collezionare modellini che ho classificato come "dinamico", ovvero mutevole nelle tematiche e nei suoi aspetti nel tempo, a dispetto della maggior parte dei collezionisti che sono "statici" nella loro tematica.
    Le tue sono scelte coraggiose, perchè mentre da una parte implicano il distacco da una parte della collezione , una collezione fa parte della storia personale del collezioista e il suo distacco bene o male porta via una piccola parte della propria storia personale, dall'altra consente di esplorare settori e tematiche nuovi e orrizzonti nuovi

    SVR

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    1. Certo, e credo che ogni tanto faccia bene staccarsi, vincere delle resistenze e capire che siamo noi a comandare le cose che abbiamo, non viceversa. Da un po' di tempo mi sentivo al servizio dei miei modelli; quando hai cinque o dieci modelli prestigiosi li puoi gestire bene e non ne sei schiavo; quando nei hai centinaia cominci a farti delle domande, tutto qui.

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  5. I numeri non sono mai stati il mio forte...!
    Per Cico, sono quasi contento; il blog non era nato per essere un punto di riferimento ed è meglio che non lo sia. Ci sono delle cose che capirai nel tempo, quando la tua "anzianità" di collezionista ti avrà fatto venire a noia ciò che ora consideri il non plus ultra. Forse a me succede prima perché ho iniziato prestissimo e ho vissuto in prima persona varie epoche, anche se allora ero davvero molto giovane. Oggi come oggi preferisco concentrarmi su altri aspetti del collezionismo: quello che volevo dire è che nei 30 e passa anni di storia collezionistica, solo gli ultimi cinque o sei sono stati dedicati agli AMR e non sono stati né i più tranquilli né forse i più proficui dal punto di vista umano. Questo interesse mi ha proiettato in una dimensione che non mi piaceva più e che forse non mi apparteneva. Certo, non comprerei mai modelli da edicola né mi farei una collezione di edicolosi più o meno elaborati, pur ammirando ciò che uno come Umberto riesce a ottenere da quei modelli. Ma oggi pensavo alla gioia che nella lontana estate del 1989 provai quando mi arrivò la Porsche 962C SAT-Kremer del Porsche Modell Club: sono quelle le mie radici, che vanno di pari passo con la passione per i vecchi Solido e i vecchi Dinky. Direi che continuerò a ricercare l'eccezionalità con questi ultimi ed è un vero peccato che in Italia ci siano pochi collezionisti che si impegnano seriamente in tali raccolte, lasciando perdere quelli che raccolgono un po' a casaccio tutti i ruderi che trovano nei mercatini. Sento il bisogno di una maggiore fruibilità col modello. Per il momento, in ogni caso, non toccherò i modelli montati di Magnette sulle basi quadrate, che per me rappresentano lo stato dell'arte nel campo dei montaggi più o meno semplici su base AMR; con JPM ho dei progetti in sospeso, così come Jean Liatti e spero presto con Patrick Badot, ma saranno delle eccezioni. Il resto può partire così come è arrivato. Ripeto, si fanno dei lunghi giri e a volte si pensa di essere tornati al punto di partenza, ma in realtà si è fatta molta strada.

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  6. David, tempo fa facesti un ragionamento simile nel quale si leggeva una certa, se così si può dire, "crisi" collezionistica... Sei passato dagli AMR agli obsoleti, due tipologie di modelli totalmente diversi ma entrambi sono modelli! Questo non per sminuire gli AMR o per esaltare i vari Solidò, Dinky, ma per ribadire in un certo modo quello che hai spiegato te... Ci piacciono le auto, il modellismo, e allora cerchiamo i modelli che più ci affascinano!
    Penso che un acquisto sia magari dettato anche da un ricordo particolare. Che ne so... magari ad una borsa-scambio trovi un vecchio Mercury che avevi quando eri piccolo oppure che non si mai riuscito ad avere e allora non esiti a prenderlo (o riprenderlo).
    Io non riesco a separarmi dai miei modelli, non riesco quindi a dire "Colleziono Ferrari allora mi libero delle 500 o delle Aprilia di Brumm"... perchè dovrei farlo? Certo, il posto per quel che mi riguarda è quello che è ma all'inizio della collezione, ho iniziato nel 1995 a 11 anni, compravo un pò di tutto, mi facevo portare in un paio di noti negozi di modellismo di Firenze e stavo dalle 2 alle 3 ore per scegliere uno o due modelli... ti puoi immaginare la "felicità" di mia madre costretta a stazionare tutto quel tempo per attendere la mia scelta!
    Ho ancora i miei primi due modelli, il primo me lo regalarono i miei a 6 anni (una 500 C di Brumm) ma che tenevo tra le "macchinine" con qui tutti i giorni giocavo alternandomi al Lego, mentre quella che ha fatto scoppiare la scintilla è un 1100 E di Brumm cui sono seguite le altre... partii col metterle in una mensola, poi un ripiano dell'armadio ed infine teche apposite... come potrei liberarmi di loro??? Nono non ci penso proprio!
    Per me una 500 di Brumm vale quando un'F2002 di Tameo montata! Quindi penso che se ti piace un AMR fai bene a prenderlo, perchè è ben realizzato, perchè non lo ha fatto nessun'altro o semplicemente perchè ti piace! Penso quindi che non ci sia una motivazione logica ma che sia invece tutto dettato dall'emozione. Forse, come ti dissi, hai avuto tra le mani tanti modelli AMR montati da artigiani francesi che ci hai ormai "fatto l'occhio".
    Sinceramente non riesco neanche io a riempire la collezione di edicolose però ogni tanto faccio un eccezione, ad esempio della recente raccolta "Ferrari Racing Collection" ho acquistato un annetto fa una 250 GTO '64, ed ora la 458 Grand-Am e prenderò anche la 308 GTB Silhouette, perchè mi piacciono, mi mancano e per quello che costano, e parlando della 458, metto in casa un modello che ancora non ha fatto nessuno...

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  7. Ognuno di noi ha delle linee guida per quanto concerne ogni aspetto della vita, non fa eccezione il modellismo.
    Personalmente acquisto ciò che è alla mia portata e che contestualmente mi piace, emoziona o ha un nesso con quanto ho già in casa, mi lasciano molto perplesso quelle collezioni tipo "tuttominichamps", "tuttoruf" o "tuttoferrari" (per esemplificare).
    Mi lasciano perplesso perché spesso costringono il collezionista a spese ingiustificate (qualitativamente ed economicamente parlando), a ricerche spasmodiche del pezzo raro (quello che giustifica poi l'intera collezione e non il contrario...)ed altre "seghe" mentali che non sto qui a riassumere.
    Detto in due parole: sono stressanti.
    Queste collezioni diventano una missione, un lavoro, smettendo i panni dello svago.
    Gli Spark (ad esempio) mi danno la stessa sensazione di ansia...
    Ma forse è semplicemente che non capisco il collezionismo.
    Fosse per me, metterei obsoleti giocati e Ruf di fianco (in parte già lo faccio mischiando edicolosi elaborati e montati da kit), per me hanno la stessa dignità, lo stesso significato, sia quelli che portano traccia del mio lavoro (pochi), sia quelli che ho semplicemente tolto dalla teca.
    Come collezione non ha senso compiuto, d'accordo, ma, volendo spaccare il capello in quattro, non ho mai sentito di collezioni vendute in blocco...svendute, si, vendute, no...
    Quindi, ritengo, dal punto di vista prettamente pratico, che sia più facile e più remunerativo vendere il singolo pezzo di pregio, ecco.
    Quello che mi colpisce nel discorso di David è la ciclicità che, lo scrivo come fosse il rimprovero del fratello maggiore, non porta mai senno con se, non lascia alcun insegnamento.
    Evidentemente siamo fatti di paste diverse, senza alcuna offesa.
    A. M.

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    1. Comprendo la tua opinione A.M. quando dici di mettere di fianco obsoleti giocati e Ruf... anch'io non esito da mettere Bang, BBR, Brumm e Mattel Hot Wheels accanto, semplicemente in ordine di anno (e possibilmente di gara a parità di anno). Io faccio praticamente solo Ferrari per due motivi principali; il primo è che la Rossa è il mio grande amore, il secondo è lo spazio e il portafoglio; per collezionare tutto quello che mi piace dovrei avere un castello a 50 stanze ed il portafogli di Bill Gates! Una tematica me la son dovuta dare per questi due motivi, poi non mi faccio mancare qualche "extra" ma molto raramente tipo qualche Alfa o Lancia magari da corsa...
      Concordo col discorso che diventa a volte stressante perchè quando si prende di mira un modello che manca nella collezione non si sta bene fino a che non entra in casa; e qui, è vero almeno per quanto mi riguarda, finisce lo svago ed inizia l'ansia... ma è più forte di me, quando si accende la scintilla tra me e un modellino, o un libro sulle Rosse, è un casino!!! Me lo sogno anche la notte!

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    2. La ciclicità, Alfonso, è il sale delle cose, ma non voglio entrare nell'argomento. Piuttosto, condivido appieno quando dici che certe collezioni rischiano di diventare un lavoro, una missione o qualcosa che ha ben poco a che vedere col divertimento e con lo svago. Proprio così. Non avevo bisogno di un altro impegno di questo genere e me ne sono accorto quando i segnali di stress cominciavano a essere troppo evidenti. Con gli Spark non ho la stessa sensazione, per il motivo che non sono e non diventerò mai un "collezionista di Spark"; semplicemente, Spark riproduce molte delle vetture che mi interessano di più. In questo, Spark è stata bravissima a colmare delle lacune, allo stesso modo in cui, negli anni ottanta o novanta, non credo che esistessero collezionisti di solo Starter o Provence Moulage. Quel tipo di collezionista acquistava indifferentemente Starter, PM ma anche Tenariv, Jielge, Mini Racing, Neimad, Gaffe e quant'altro. Mentre, già allora, esistevano e si distiguevano benissimo i collezionisti di "solo AMR". E' nata in me anche un'esigenza di maggiore semplicità: quando mi arrivava un pezzo AMR rarissimo c'era sempre l'ansia del come sarà, del "se arriverà intero", se avrà difetti, se non ne avrà. E questo, dopo aver speso centinaia di euro, spesso migliaia. Quando qualcosa non andava bene, bisognava ritrovare il pezzo originale (decal, fotoincisione...) e magari farsela montare da qualcuno che avesse la stessa "mano" di chi aveva montato il modello. Un dispendio di energie, psichiche e materiali, eccezionale, spesso ai limiti della sopportabilità. Ho chiuso con questo mondo; quando mi arriva un kit montato di Renardy, posso smontarlo e fargli tutte le modifiche che voglio, senza che il modello perda valore, anzi. Posso aggiungere dettagli o sostituire qualcosa se ci sono particolari che non mi soddisfano; posso toglierlo da una basetta per montarlo su un'altra base. Posso, insomma, usufruirne come non potrei mai fare con un AMR iper-raro e prestigioso. Che - sia detto fra parentesi - non sempre soddisfa l'occhio, dato che esistono AMR iper-rari e prestigiosi che sono obiettivamente brutti.

      Dall'altra parte c'è la rinata passione per i Dinky, quelli sì di un altro pianeta. Li puoi toccare, maneggiare, se ci cade un granello di polvere sopra non è una tragedia e comunque se ti vengono a noia il loro valore nel tempo lo tengono. Anche se non guarda a queste cose, perché essenzialmente non faccio valutazioni economiche, anche tale aspetto può essere importante: gli AMR, da questo punto di vista, non hanno futuro. Sono troppo legati a una o due generazioni di collezionisti e c'è il concreto rischio che un giorno o l'altro la domanda crolli improvvisamente in assenza di collezionisti che siano in grado di capire l'importanza storica e artigianale di tali modelli. E quel momento - credetemi - non è assolutamente lontano, mentre è oltre mezzo secolo che i Dinky continuano a passare di mano mantenando inalterato il loro valore, anzi aumentandolo man mano che i collezionisti acquisiscono maggiore coscienza anche grazie all'uscita di monografie sempre più dettagliate.

      Spero in tutti questi interventi di essere riuscito a descrivere un po' i motivi che mi hanno portato a fare certe scelte.

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  8. Ho diversi filoni e tematiche che seguo fin dal 1978, con alti e bassi, ovviamente.
    Oggi, per motivi facilmente intuibili, la raccolta di modelli ha subito una drastica interruzione.
    Non ho molti pezzi, raccolti con un certo metodo.
    Vincitrici a Le Mans, al Montecarlo ed al DTM, Art Car o similari, BMW M1, Carrera Panamericana, tributo ad Ayrton Senna, la storia dei rallies, Gruppi 5 ed una miscellanea più o meno assortita di quello che mi piace, le Porsche hanno un posto di riguardo.
    All'interno ho raccolto di tutto, dai diecast agli speciali ma sempre con un occhio di riguardo per portafoglio ed alla qualità.
    Pochi pezzi all'anno ma significativi, e su questo non transigo. Non raccolgo per il gusto di ammucchiare ma spinto dal sentimento.
    Qualcosa l'ho venduto nel tempo, credo che tutti l'abbiano fatto, conservando comunque l'asse portante della collezione, basata inizialmente sulla produzione AMR e sul marchio Porsche.
    Una tematica che non mi ha mai appassionato è quella legata agli obsoleti, troppo lontani dal concetto di riproduzione in scala, e distanti dalla realtà.
    Anch'io ritengo che il picco per gli AMR sia già stato toccato e chi intende cederli, fa bene a muoversi ora.
    Riguardo i Dinky oppure i Crescent Toys ed anche una certa produzione Corgi, raccoglierli oggi può essere un discreto investimento ma non è facile trovare rarità in condizioni eccellenti senza svenarsi e senza passare tra le grinfie di commercianti attenti e preparati.
    Anche in questo settore, è sempre più raro imbattersi in fondi di magazzino oppure collezioni svendute a pochi euro o dollari.

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    1. Umberto, quando parto per fare una cosa non parto per risparmiare. La voglio fare al meglio. Quando parlo di Dinky non mi aspetto di trovare la mecca fra gli avanzi di magazzino ma mi aspetto di costruirmi una collezione basata su pezzi di grande rilievo, acquistati magari a prezzi alti ma attraverso i canali giusti.

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  9. Premesso che credo che nessuno sia tenuto a giustificare ad altri i motivi che lo spingono a fare determinate scelte. Anche quando cambia idea e direzione un giorno si e uno no.
    Gli interventi precedenti descrivono benissimo tutto quello che è alla base del mio disagio quando sono a contatto con altri modellisti, ma sarebbe meglio dire -altri collezionisti-.
    Ognuno, nel desiderare un modellino di qualcosa, ha le proprie ragioni che spesso lasciano perplesso chi non è spinto dalle stesse motivazioni.
    È normale.
    Per questo motivo parlare di tecnica mi attira molto di più che parlare di filosofia. Parlando di tecnica si può essere più o meno d'accordo ma le idee convergono di più. Le direzioni filosofiche sono infinite così come sono infinite e diverse tra loro le ragioni che possono portare ad ognuna di esse. Magari si può cercare la stessa cosa ma guidati da motivazioni opposte.

    Il punto potrebbe essere chiedersi: cosa ci attrae verso i modellini?
    A me piace un modellino perchè mi porta la ricordo di gare che mi affascinavano quando ero piccolo, perchè rappresenta un'automobile che ho avuto o una che avrei voluto o una che rappresenta un periodo della mia vita, magari anche la Prinz del vicino di casa.
    Una volta scelto il soggetto, nel valutare la riproduzione conta solo la sensazione di realismo che trasmette. Poco importa la provenienza o il valore del modello.
    In altre parole: un'onesta riproduzione dell'utilitaria del vicino di casa è più desiderabile di una spettacolarissima e nobile riproduzione di una supercar di cui non mi interesa nulla.

    Obsoleti? Sarebbe meravilgioso poter avere di nuovo le macchinine con cui giocavo 40 anni fa. Le mie o quelle dei miei amici. Sono oggetti che provocano ricordi e sensazioni anche se un po' ammaccati.
    Un obsoleto in condizioni perfette ma che non faceva parte della mia vita "giocata"? Capacità di provacare ricordi nulla e qualità modellistica altrettanto nulla.

    Negli ultimi 25 anni in cui ho montato, comprato e conseguentemente collezionato modellini, ho modificato spesso il mio modo di vedere le cose. Anche tornando sui miei passi.
    Su quali aspetti? Rigorosamente tecnici: trasparente si, trasparente troppo, trasparente meno. I fari in decal non li sopporto più e neanche quelli posteriori fotoincisi. Le gomme che colano mi deprimono.
    Non mi è mai passato per la testa di aver sbagliato tutto perchè ho montato kit di una marca invece che di un'altra o aver scelto un soggetto invece di un altro.

    Il punto è che anche se ci troviamo qui a parlare di modellini, le nostre aspettative rispetto al modellismo/collezionismo sono tutte diversissime ma tutte comprensibili anche quando non condivisibili.
    E siccome ognuno è libero di cambiare idea come e quando vuole, nulla vieta che fra una decina di anni (i miei cicli sono più lunghi ;) ) mi metta comprare obsoleti mai visti prima.

    Con la consapevolezza di aver esternato poche ideee ma ben confuse... vado a vedere come sono venuti gli stampini...

    Luca

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    1. Ridurre il discorso alla mera tecnica significa non considerare altri aspetti altrettanto importanti e di grande complessità.

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  10. La ciclicità che non porta senno e non lascia alcun insegnamento, non la semplice ciclicità.
    La vita della terra è composta da cicli, all'interno di un anno solare vi sono diversi cicli ed anche la nostra vita è fatta di cicli.
    Permettimi di aggiungere che, se smetti di rincorrere il Ruf d'annata per andare dietro all'obsoleto variante ultra rara tipo "Gronghi rosa", non fai altro che spostare il problema da un punto all'altro, ma il problema rimane.
    Scusa la "fraternale", paternale era un po' troppo...
    Il Fo

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    1. Ne sono cosciente, ma è proprio quello che ho intenzione di fare.

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    2. Mettendosì in quest'ottica diventa marginale il fatto che si stia parlando di modellini.
      Un modellino, un francobollo, un tappo di birra... stessa roba.
      Valori legati alla soggettività e quindi incostanti e funzione di mode e tendenze che, generalemnte, hanno cicli molto brevi.

      Comunque, se è di là che sei (o vuoi essere) attirato... giusto lasciarsi attirare!

      Luca

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  11. Sono davvero curioso di vedere dove andrai...ma non per seguirti...
    Considero gli obsoleti come antiquariato (che ammetto di detestare...) e mi sembra un mondo lontano anni luci da quello che hai frequentato fino a ieri.
    Ribadisco che, se sei contento, io lo sono per te ma continuo a non capire...è come se con un amico per anni si parli di bionde e il giorno dopo mi venga e decantare le lodi di George Clooney :-)))
    Comunque, buon divertimento.

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    1. Dove vuoi che mi porti, Cico... Verso un modo più semplice e più genuino di intendere quest'hobby. Gli AMR hanno occupato 6 anni in 35 complessivi di collezionismo. Tutto sommato una frazione. Inoltre non abbandonerò gli speciali. Ho semplicemente constatato come gran parte dei modelli che costano cifre pari o superiori a 500 euro, quei soldi non li valgono. Ovviamente è una questione di valutazioni personali. Prima pensavo che valessero certe cifre, ore non sarei disposto a spenderle perché gran parte dei cosiddetti montatori top sono una gran presa di culo e vi dimostrerò perché.

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    2. Questo, ovviamente, con tutto i rispetto per chi queste cifre è ancora pronto a pagarle, ma io mi chiamo fuori dal gioco.

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  12. Non abbandonerai gli speciali....ecco, sono piu' tranquillo.
    Massimo rispetto per le tue scelte ma una conversione integrale agli obsoleti sarebbe stata una...perdita...anche in proiezione futura...per chi non e' assolutamente interessato a questo genere di collezionismo.
    Ciao.

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  13. My two cents: condivido un po' tutti gli interventi letti finora, perché alla fine la confraternita dei macchininari si rappresenta proprio neile posizioni di chi mi ha precedutoi. Si aggiunga che molti di noi, con capacità da maestro d'arte o da pasticcione, i modelli hanno voluto e potuto costruirseli, e questo aggiunge un plusvalore affettivo importante a molti pezzi delle nostre collezioni. Per esempio, quelle sei Alfa montate un agosto a Milano tanti anni fa, obbligato da motivi di lavoro e famiglia, non partiranno mai dalle mie vetrine. Tanta altra roba invece, superata dall'evoluzione dei prodotti e dal calo di interesse per un determinato settore, è finita imballata in cantina, ma... perché svenderla? Forse regalarla? O tenersela per sapere che c'è e fa parte tangibile del mio passato...Gli obsoleti in realtà per me non esistono: le automobiline superstiti della mia collezione sonola base di partenza, e data l'età anagrafica del soggetto si va nella seconda metà degli anni Cinquanta! Un sacro Graal, un Cent alla Paperon de'Paperoni? Non ci ho pensato: forse, dico forse, potrei accompagnare David nei mercatini di obsoleti alla ricerca di una Cadillac 1/87 della Mercury, giallo limone, che ho come ricordo indelebile dell'infanzia e che, come l'infanzia, ho perduto da tanto tempo.
    Buona giornata, vado a fare colazione con delle madeleines...

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  14. David a dir la verita' dopo le tue parole ero un po' scettico sul discorso obsoleti(io sono uno di quelli che ha la casa piena di Kit Record,Starter,Provence che nn riuscira' mai a montare)cosi' sono corso a vedermi l'ultimo numero di DIECAST COLLECTOR e devo
    dirti che quando ho cominciato a vedere(rivedere) quegli strani camion tipicamente BRITISH marchiati DINKY,CORGI,MATCHBOX che
    come per molti ho posseduto da bambino mi si e' aperto un altro orizzonte............!!!!!
    Come darti torto.
    By Marcoparra

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  15. Cicli?
    Uff... sono un esperto di cicli, forse ne sto attraverso uno proprio in questo momento. E poi, il ciclismo è uno dei miei nuovi diktat.
    Dopo la solita spruzzatina di cotillons vorrei aggiungere inchiostro a inchiostro virtuale.
    (chissà i produttori di inchiostro che fine hanno fatto? a zappare la terra?)
    E' tutta la vita che sento parlare di tematiche. Di scelte.
    Fatte a seconda delle proprie passioni, emozioni, impulsi.
    Chi và nei (miei amati) Rallies, chi nella (mia ex amata) F.1, stradali, polizia, carri armati, carri da traino, carri funebri, Alfa Beta Gamma, Cavallino di su e di giù,
    Mondiali dal 1950 eeeeeetc..
    C'è chi lo fa per portare a casa un pezzetto di storia -- c'è chi lo fa per imitazione -- c'è chi lo fa per moda -- c'è chi lo fa per investire -- c'è chi lo fa per noia -- c'è chi lo fa per competizione (si, ho visto anche questo).
    Si parte con poco e si va nella direzione del molto, anche se oggi è molto raro.
    La grande differenza fra i temi che temizza il nostro David è piuttosto evidente.
    I "montati speciali" -- i "die-cast" -- gli "obsoleti"
    Gli uni fatti a mano e gli altri fatti da industrie o in grande serie.
    Differenze sostanziali che non possono non condizionare la scelta da subito e in proiezione.
    Gli "speciali" fatti a mano, da sempre, sono soggetti a masturbazioni mentali.
    Correttezza storica, grandi e piccoli errori (il tormentone dei Giapponesi è un esempio lampante) e mille altre sfaccettature (si scrive così?). Gli "speciali" stufano di più dei die-cast e i die-cast stufano di più degli obsoleti.
    A prescindere che uno possa o voglia collezionare solo con fini di investimento.
    Ho visto una marea di collezionisti stufarsi degli "speciali" ... di tutti i livelli ... molto meno usuale che ci si stufi degli "obsoleti".
    Il perchè è semplice. Gli "obsoleti" hanno storia, gli "speciali" ancora no. E, forse, è difficile che alcuni speciali hand-made ne abbiano mai una.
    E a noi ci piace la storia.
    Sto scrivendo di getto, con un bradi-cuore in mano e mi scuso se ci fubbero errori o refusi.
    Sempre vostro.
    Forse il mio ultimo intervento in questa congrega prima del Santo Natale quindi tanti cari auguri a tutti.
    Poltron

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  16. La storia dei modelli...Dipende dagli anni? Certamente, secondo l'etimologia del termine. Un AMR, un MRF, un Tameo, un Bosica oppure un SMTS o un SRC ne avranno tra qualche tempo. Forse, è probabile, magari Andrea R oppure Francino ce lo verranno a raccontare.
    Per ora, intendo la storia in altra maniera, narrata da una raccolta in scala. E dev'essere sviluppata senza bugie o sotterfugi.
    Gli obsoleti non sono in grado di trasmettermi quel che cerco in una riproduzione in scala.
    Dopo ogni acquisto, sempre ben ponderato, devo trovare subito una foto e confrontarmi con la realtà.
    Sarà una mania, forse una paranoia, figlia della mia passione per la scala 1/1 che mi ha fatto raccogliere foto, libri e documenti.
    Per questo motivo, privilegio la fedeltà alla perfezione, conscio del fatto che una collezione come la nostra non è mai un investimento e mai lo sarà, chi lo pensava ha imboccato altre strade.
    Solo chi ha vera passione, continua. Tutti gli altri, beh...forse è meglio averli persi lungo il cammino.

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  17. Nel mio caso, la passione per gli obsoleti è sempre andata di pari passo con quella per gli speciali. Sono due mondi molto diversi che però si equilibrano fra loro. Negli obsoleti - i Dinky in particolare - mi ha sempre affascinato la caccia al pezzo raro, al colore, a qualche variante poco conosciuta. I kit montati compensavano l'esigenza di una maggiore verosimiglianza e il bisogno di mettere in collezione modelli riproducenti le vetture che amavo di più. L'arrivo dell'era AMR nella mia storia di collezionista è tutto sommato un'anomalia che sta tramontando perché ormai superata da altre esigenze. Gli obsoleti sono per certi versi rassicuranti, perché non vengono mai smentiti: rappresentano un periodo concluso, e nessuno si sogna di confrontarli con le foto per verificarne l'esattezza storica. Sono certamente qualcosa di molto diverso da un kit montato o da un odierno Spark, ma ben difficilmente mi verranno a noia.

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  18. Rassicuranti? Di sicuro.
    Così come è rassicurante un francobollo raro.
    Lo è stato, lo è, lo sarà sempre di più.
    Quello che ho detto in relazione alla "storia" nel mio primo intenvento è questo:
    "E, forse, è difficile che alcuni speciali hand-made ne abbiano mai una"
    Mi riferivo sia ai factory-built che ai kits montati.
    Ma in particolar modo a questi ultimi.
    La ragione è lampante; ogni montatore li assembla a modo suo; quindi di ognun non v'è
    certezza.
    Salvo pochissime eccezioni l'interesse per questi automodelli è inesorabilmente destinato a diminuire e poi a dissolversi, come lacrime nella pioggia.

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    1. Questo è molto vero: i factory built possono mantenere (al limite) il loro valore perché sono la testimonianza ufficiale di un'evoluzione e della storia di un marchio; i kit montati non sono "niente" e sono destinati a essere superati dal progredire delle tecniche e dall'evoluzione del prodotto stesso, salvo qualche rara eccezione.

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  19. Post Scriptum = naturalmente non sempre con "interesse" intendo "valore" -- anche se questi vocaboli vivono spesso una subdola simbiosi.
    Spesso quello che interessa me non interessa un altro a prescindere dal valore dell'oggetto di cui stiamo parlando.
    In conclusione voglio condividere le ragioni che mi hanno portato a iniziare e a smettere di collezionare (anche se spesso il macellaio non mangia carne):
    -- ho iniziato a collezionare obsoleti perchè mi affascinavano, salvo poi sentirmi un po' cretino nel cercare spasmodicamente l'ennesimo colore della Chaparall 2F della Solido... oppure la Brosol Ferrari 500TR solo perchè aveva un fondino diverso... e ho smesso...
    -- ho iniziato a collezionare "speciali" perchè mi appagava la riproduzione storica della tal vettura vista nella tal gara ... e ho smesso perchè non vi era più alcun automodello (alcuno!) che mi soddisfacesse...

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  20. Io la vedo diversamente, pur rispettando ovviamente le vostre opinioni.
    Un francobollo...ha detto giusto il nostro Poltron. Ma collezionare modellini è la stessa cosa di collezionare francobolli o schede telefoniche o tappi della birra? Per me no.
    Chi colleziona modellini lo fa per passione o perchè il loro valore tenga nel tempo? A me il valore non interessa, non devo vendere nulla.
    Il bello di un montaggio fatto per me è proprio quello: è fatto per me e solo per me, rappresenta i miei gusti in quel preciso momento.
    Se fra dieci anni non sarà più di mio gusto pazienza, mi farò fare qualcosa di diverso ma quel modello rappresenterà sempre un parte della mia vita modellistica e lo guarderò sempre con un certo occhio.
    Ho due GTA nella mia collezione che mi ha realizzato un caro amico parecchi anni fa, oggi si potrebbe trovare di meglio ma per me sono un ricordo delle emozioni che mi hanno regalato e sono preziosissimi anche se oggi non hanno alcun valore economico.

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