10 maggio 2020

Elogio della varietà: un vero modellista deve sapersi destreggiare in tutti i campi

Meri Kits, Fiat 124 Abarth Rally Monte
Carlo 1976. 

Esistono modellisti che sebbene abbiano scelto delle scale di riferimento, non amano confinarsi entro soggetti troppo definiti. In Toscana ne abbiamo diversi: sto pensando ad esempio ad Alberto Sarti di Prato, che durante la sua lunga esperienza ha affrontato praticamente di tutto, dai kit in plastica ai classici speciali in 1:43 fino ad arrivare a roba decisamente impegnativa come la Ferrari Daytona Gruppo 4 della Titan in 1:12.
Autobianchi Bianchina di Klaxon. 
Ancora una Bianchina di Klaxon. 


Su Fabrizio De Gennaro si potrebbe fare quasi lo stesso discorso, sebbene il suo centro d'interesse tematico restino le case automobilistiche italiane; è in ogni caso un campo davvero vasto, e per questo De Gennaro ha quasi sempre privilegiato la scala 1:43, ma senza darsi per il resto troppe limitazioni in materia di tecniche realizzative. Lui affronta con lo stesso spirito il montaggio di un kit in resina o di uno in metallo bianco o un'elaborazione più o meno radicale basata su un qualsiasi modello possa essere giudicato adatto, sia esso un diecast da edicola, un artigianale o un vecchio Mercury malmesso. In questo periodo di forzata inattività sociale, Fabrizio ne ha approfittato per scavare un po' nella sua fornitissima soffitta, che contiene una caterva di kit in attesa di essere montati da... quanto tempo? Venti, trenta, a volte quarant'anni.
Kit Valerio Barnini, Fiat Abarth 695 SS Assetto Corsa. 
L'Abarth di Barnini con la Fiat-Abarth 1000 TCR
24h Spa 1970 di Provence Moulage, soggetto poi ripreso
da vari produttori, fra cui Remember.  
Presentiamo qui una scelta dei suoi montaggi più recenti, che spaziano, come vedete, dalla Bianchina di Klaxon alle Alfa Romeo 155 Superturismo di BBR, passando per Barnini, Provence Moulage e Meri Kits. Un gusto del kit che non si è perso, e se ci si mette buona volontà, capacità tecnica e documentazione, i risultati possono essere superiori ai resincast che si trovano già montati. Certo, a volte questo tipo di modello va saputo "leggere", e soprattutto bisogna essere disposti a capire delle scelte tecniche che oggi sembrano non più di moda, ma che forse assicurano una maggior tenuta nel tempo rispetto ad altre trovate moderne.
Alfa Romeo 155 TS Superturismo 1994
Antonio Tamburini, kit BBR. 
BBR seguì tutto lo sviluppo agonistico
della 155 TS di classe D2 (Superurismo). 

BBR, Alfa Romeo 155 TS Superturismo 1995
Antonio Tamburini. 
I kit BBR di metà anni novanta proponevano
già soluzioni tecnicamente avanzate rispetto alla
concorrenza. 
Riprendere in mano alcuni vecchi kit consente oltretutto di apprezzare il valore di alcuni marchi come BBR, che già a metà anni novanta riuscivano a fornire dei modelli perfetti dal punto di vista non solo della prototipazione e della qualità della resina, ma anche come facilità di montaggio, nonostante l'abbondanza di dettagli fotoincisi e di altri pezzi aggiuntivi. Già allora quei modelli erano concepiti per un montaggio "veloce" e senza problemi, proprio per rendere la produzione dei factory built più veloce e fluida possibile.
Elaborazione su base edicola, OM con sponde basse. 
I camion da edicola si prestano a trasformazioni
interessanti. 


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