09 gennaio 2019

Cosa significa collezionare: le varianti e il blog dell'Auto Jaune

Il blog dell'Auto Jaune, redatto da Vincent Espinasse (https://autojauneblog.fr/) è una tra le letture più piacevoli del panorama globale dei modelli obsoleti. Vi si distillano rarità, curiosità, ma anche - per fortuna - discorsi sui metodi e sui perché del collezionare. Ognuno colleziona ciò che più gli aggrada, questo è scontato e anche decisivo. Ma il collezionismo dovrebbe andare un po' più in là della casuale sommatoria di acquisti, fatti magari in posti in cui difficilmente si potrà trovare qualcosa di veramente significativo. In Italia avremmo bisogno di maggiore consapevolezza, anche se - mi pare di averlo già detto - i collezionisti di un certo livello amano starsene in disparte con le proprie raccolte, anche notevoli. Va benissimo, ma c'è un mondo là fuori. Fra chi esterna in modo acritico i propri acquisti di bassa qualità su Facebook (vecchi Politoys sbrecciati, Dinky che hanno visto per l'ultima volta una scatola sessan'tanni fa...) e le élite nostrane che non si fanno mai vedere, ci sono i collezionisti divulgatori; Vincent Espinasse è uno dei maggiori conoscitori di modelli obsoleti (chiamiamoli così) in circolazione ed è uno che ama la comunicazione perché crede nei valori della ricerca.

Nel suo blog ci sono sempre informazioni di prima mano, mutuate dai suoi innumerevoli viaggi, contatti, conoscenze e dalla sua collezione che è una delle più straordinarie del mondo, vantando anche prototipi, stampi, prove di colore, insomma tutte cose in grado di fare la differenza, al netto dei modelli che ognuno può trovare nel più banale negozietto sotto casa. L'articolo sulla Chrysler New Yorker di Dinky France, pubblicato tre giorni fa, è un caso tipico: si fa presto a dire che era rossa con gli interni crema. Esistono almeno otto varianti (in questo caso non intenzionali), per non parlare delle scatole con codici di grafica diversi, argomento questo ancora quasi tutto da esplorare e che può essere utilissimo nella datazione delle singole varianti. Ma soprattutto: perché rossa con quegli interni crema e non piuttosto il contrario? So già che qualcuno ribatterà che tutto questo non importa, che è superfluo, che la ciò che conta è avere il modello in mano e magari fotografarlo su Facebook insieme a qualche altro rottame. Ma per fortuna l'argomento può essere trattato in vari modi e la ricerca dei come e dei perché non è mai uno sterile esercizio di erudizione, ma un tentativo importantissimo di dare a ciò che ci interessa una logica e una dignità storica. Vogliamo sempre farci sorpassare da ciò che fanno in Francia o in Gran Bretagna? Beh, non necessariamente. Da qualche anno, ad esempio, esiste il sito Quellidellapolistil, che sta fornendo un contributo essenziale alla conoscenza di certe produzioni di casa nostra, oppure lo spazio di Alberto Spano (Aessemodels) ricchissimo di foto e di informazioni. Segno che qualcosa si sta muovendo. 

2 commenti:

  1. Bellissimo il blog di Vincent Espinasse, grazie per avermelo fatto scoprire.

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    1. Un modo davvero bello e approfondito di affrontare questi argomenti. Per fortuna l'avvento di Internet ha permesso l'avvento di blog di grande valore come quello dell'Autojaune, dove troviamo argomenti che fino a venti o trent'anni fa si sarebbero potuti affrontare solo su supporto cartaceo con tutte le limitazioni che conosciamo bene. La carta conserva un fascino unico ma Internet dà una libertà di spazio e di manovra che una rivista non potrà mai garantire. E se si è dei maniaci della carta, non resta che stamparsi gli argomenti più interessanti, anche perché sul web le pagine vanno e vengono...

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