12 aprile 2013

Visita (breve) a Grand Prix Models


La visita a GPM resta un classico per chi va a Silverstone, soprattutto ora che la sede è nella vicinissima Banbury. 
A Silverstone per il doppio appuntamento WEC/ELMS, non potevo lasciarmi sfuggire l'occasione per una rapida visita a Grand Prix Models, giusto 25 chilometri dal circuito. Di una mia precedente visita potete leggere qui . Diciamo che stavolta non è che si siano particolarmente distinti né per simpatia né per disponibilità. Mark Chitty, tutto sommato si salva, ma André Marot ha sfiorato la cafonaggine. Pazienza, si vede che i tempi di Brian Harvey sono passati. E tutto sommato i miei affari li ho fatti, ma non è che ne sia uscito entusiasta. Peraltro non vi ho trovato niente di particolarmente interessante, anzi, secondo me si sono messi sullo stomaco in tutti questi anni talmente tanta di quella roba invendibile (almeno ai prezzi a cui la propongono loro) che ben difficilmente riusciranno a smaltirla in tempi appena accettabili.
Molti i modelli praticamente invendibili, almeno a certi prezzi. 
I soliti MG Model, tanto per fare un esempio, a prezzi stratosferici (troppi passaggi, a volte ne basta anche uno solo in più per rendere non competitivo un modello), ancora parecchi kit resi obsoleti dall'uscita di modelli Spark, e così via. Insomma, stamani, complice l'aria più tardo-autunnale che primaverile, non ho visto un bell'ambiente. C'erano, sì, diversi visitatori su appuntamento, molti dei quali arrivati da queste parti proprio per la gara di Silverstone, ma non mi pare di avere visto nessun acquisto degno di nota. Certo, continua l'attività per corrispondenza, ma penso che la decisione di molti marchi di vendere per conto proprio, abbia colpito particolarmente realtà come questa. La tradizione c'è, la competenza - si suppone - anche, sebbene certe scelte fatte di recente siano abbastanza discutibili. Purtroppo però, fanno notare gli stessi gestori, un mercato bizzarro come questo, ha tendenze spesso impossibili da prevedere: "modelli che sembrerebbero dei best seller non interessano a nessuno, mentre di altri sui quali non avresti scommesso niente, ti arrivano magari trenta ordini." E se questo stato di cose lo ammette gente che in teoria dovrebbe sapere bene come gira il mercato, significa che la situazione è quantomeno fluida.
Stamani mancava totalmente lo spirito che ha caratterizzato questo posto in un passato neanche troppo lontano. Sarà stata una semplice giornataccia oppure i segni del cambiamento stanno arrivando anche qui? Al pian terreno, come sempre, ci si occupava degli ordini per corrispondenza. Erano arrivate anche due Porsche 911 Carrera RSR montate da GPM Studio su base Gamma, purtroppo mancanti di alcune decals. A questo proposito, è abbastanza triste notare come la serie dei GPM Studio abbia ormai assunto un ruolo decisamente marginale; le serie di 5/10 esemplari, ormai, non si fanno quasi più (l'ultima, una McLaren F.1 su base Tameo, risale alla fine del 2011), e anche i montaggi singoli si contano sulle dita di una mano. Un panorama ben diverso anche solo rispetto alla fine degli anni novanta quando le scatole con la mitica etichetta "built by GPM Studio" erano un sinonimo di distinzione e di raffinatezza. La cose cambiano, in montatori hanno molto meno lavoro e anche dei kit semplici hanno tempi di consegna lunghissimi (diversi mesi) perché ormai il lavoro viene svolto nei ritagli di tempo. Ho approfittato della visita di persona per portarmi via la Reynard F.Indy 1998 di Formula Models, montata molto bene da Colin Fraser, oltre ad un paio di kit che molto probabilmente mi monterà Francis Bensignor con l'impegno e l'entusiasmo che lo contraddistinguono. I modelli giapponesi, come mi diceva un simpatico cliente sardo proprio ieri sera, li lasciamo volentieri ad altri.
La finestra che dà sulle scale che conducono al primo piano. In evidenza, i numeri più recenti di Four Small Wheels. 

Ancora parecchi kit vecchi e nuovi, fra cui Provence Miniatures, Yaw, Mini Racing, Arena, Tron e così via. 

Un mix di antico e moderno, almeno nella concezione: kit, diecast e "resincast". 

Ampia la scelta di kit Provence Miniatures e dell'australiana Automodelli Studio. 

Kit Arena, Renaissance, Mini Racing e Yow. 

La sezione degli speciali montati non offriva praticamente nulla di nuovo né di particolarmente attraente. I montati GPM Studio, che un tempo erano molto richiesti, ormai vengono fatti col contagocce e spesso pure piuttosto male, almeno per il prezzo richiesto. Un vero peccato, ma il mercato - lo si può capire - ha le proprie esigenze. 
Qui e sotto: ancora la sezione di modelli speciali montati, 


6 commenti:

  1. Difficile dimenticare Brian Harvey, soprannominato da Mario Alquati lo squalo. Le vecchie volpi del settore si sono rintanate oramai in tane più o meno confortevoli, lasciando ad altri il compito di vendere modelli come cicoria al mercato. Ad Ilford andai da Lambert in Ley Street, erano tempi in cui la crisi sembrava solo quella americana di vecchia data.
    L'assortimento era talmente vario ed abbondante, al pari della competenza, che visitare certi negozi tramutava il viaggio in una tappa davvero divertente.
    Ma i tempi, come si sa, cambiano....

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    1. Tanto per restare in tema animalesco, direi che è il bue che dà di cornuto all'asino... Erano tutti, a loro modo, degli squali, ma era gente che sapeva cogliere l'occasione al volo. Proprio a quella prima generazione di venditori (che all'origine erano collezionisti e appassionati) va ascritto il merito di aver intuito delle opportunità che ad altri potevano essere sfuggite, letteralmente inventandosi un mercato.

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  2. Una domanda per voi esperti,nella mia collezione di KIT,fa bella mostra di se' una JAGUAR GR.A di WALKINSHAW,quella classica bianca/verde sponsor MOTUL,marchiata PROVENCE EXCLUSIVE GPM,per caso fu una produzione speciale creata per il negozio di
    cui si parla in questo post?
    Oltre la JAGUAR mi pare che anche STARTER produsse in esclusiva per GPM alcune BMW M3 del BTCC anni 80.Vero?
    By Marcoparra

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  3. Sì, è vero. La Jaguar fa parte di una serie limitata fatta da GPM.

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  4. David,si ricorda per caso quanto costavano i nuovi GPM Studio? Indicativamente...

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    1. Erano parecchio cari. L'ultima edizione della McLaren di Watson del 1981, fatta su base Tameo, di cui parlo nell'articolo, costava 210 sterline un paio di anni fa. In generale, tutti i GPM Studio avevano (e hanno ancora) un prezzo alto. Solo che negli anni novanta, GPM aveva dei buoni montatori, oggi a prezzi alti corrisponde un livello di finitura mediocre, tranne che per le serie in più pezzi come appunto la McLaren, che conserva la qualità di un tempo.

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