13 giugno 2020

Echi degli anni settanta nella Francia profonda: Mont Blanc e Injectaplastic, un mondo che non esiste più


Non sono un esperto di modelli in plastica degli anni settanta, e fino a questo momento non avevo dedicato loro neanche troppa attenzione, tranne alcune eccezioni forse ancora più antiche, come le produzioni spagnole (Paya, Rico...), alcune delle quali veramente notevoli. Per non parlare poi di alcuni splendidi pezzi nostrani come i Rivarossi e i Pocher nelle scale più grandi, che hanno raggiunto quotazioni da capogiro. Poi c'è tutta una serie di modelli ben più modesti, italiani ma anche francesi, come i Joustra o i Mont Blanc. Ed è proprio di Mont Blanc, la Renault 5 in scala 1:16 circa, teleguidata, nella quale mi sono imbattuto durante uno dei miei giri nella provincia a sud di Le Mans. So che questo marchio produsse diverse versioni della Renault 5, più o meno contemporaneamente all'uscita della vettura reale, fra cui una bellissima Alpine nera coi filetti rossi. Questa che ho trovato è una versione "competizione" di fantasia, e il numero 76 sulla scatola fa pensare all'anno di uscita. Si tratta indubbiamente di un fondo di magazzino, visto che il modello non è mai stato tirato fuori dalla confezione. La rarità dell'oggetto consiste in questo caso quasi unicamente nelle condizioni di conservazione. La particolarità di questo tipo di prodotti era anche la fedeltà di riproduzione. 
Non sono rari modelli anche in scale più grandi che sono stati fatti oggetto di profonde elaborazioni da parte di abili artigiani che ne hanno ricavato pezzi di grande impatto. Del resto esemplari in condizioni mediocri ma ancora integri si trovano senza troppe difficoltà a borse, mercatini e anche su eBay, e vengono via a prezzi ragionevoli. Ho deciso di prenderla, questa Renault 5, anche se esula quasi del tutto dai miei interessi principali. Sono un appassionato di obsoleti, ma delle produzioni più "serie", quelle che all'epoca erano considerate a metà strada fra un giocattolo e una miniatura per collezionisti. Questo della Mont Blanc, invece, è e resta nient'altro che un giocattolo. Ricordo però pezzi di grande pregio prodotti proprio da Mont Blanc, come un'affascinante Citroen SM in 1:12 con le portiere apribili. 
Esistono appassionati non necessariamente specializzati nella raccolta di questo genere di modernariato che hanno in casa qualcosa di simile. Mi viene in mente un caro amico, Pier Luigi Madiai, che nell'aprile 2004 fotografai per un articolo su Automodélisme, insieme ad una grossa Porsche 917 filoguidata.
Ripropongo la foto in questo thread perché credo renda bene lo spirito col quale si possono collezionare anche pezzi che poco o nulla c'entrano con lo spirito generale delle nostre raccolte e spero che Gigi non ne avrà a male se oggi, a distanza di oltre quindici anni, pubblico di nuovo questa immagine che a me pare indicativa di una passione vissuta in modo totalizzante. Quasi casualmente, insieme alla R5 di Mont Blanc ho trovato uno dei quei modelli in plastica "da bazar", come li chiamano in Francia, una Simca 1100 di Injectaplastic, una marca che negli anni settanta fabbricava automobiline un po' semplificate ma fedeli nelle linee, in 1:43 e in scale più grandi. 

Questi erano pezzi destinati alla grande distribuzione come supermercati, bancarelle, tabaccai e simili. Del resto i Norev in plastica si trovavano, anche in Italia, dai tabaccai, ma gli Injectaplastic avevano probabilmente un prezzo ancora più basso. La confezione è in blister ancorato al cartoncino mediante delle semplici graffe in metallo. Anche in questo caso la rarità è data dalle condizioni integre delle confezione. 

Queste produzioni più piccole in materiale plastico ricordano certe marche italiane come la Grisoni di Bologna. I percorsi collezionistici sono infiniti e a volte è bello trovare i fili che legano argomenti apparentemente lontani fra loro. A voi lettori i commenti. 

4 commenti:

  1. Nel filone dei "modelli in plastica da bazar" ho trovato recentemente, dopo oltre 20 anni di ricerche, il modello della Fiat 501 in scala 1/24 prodotta negli anni 60/70 dalla FV.

    Il marchio FV nasceva dai Fratelli Versiglia, 2 fratelli che negli anni 60 abitavano a Milano nel mio stesso palazzo e avevano in cortile un piccolo impianto per la produzione di giocattoli in plastica soffiata.
    Quando si trasferirono a Venegono l'impianto si ingrandì parecchio e l'azienda prese il nome di Verve, tuttora esistente.

    Questo modello mi fu regalato da loro ma è andato perso negli anni, quello che ho trovato è identico anche nel colore a quello che avevo io ed é in condizioni pari al nuovo.
    E' visibile qui: https://ibb.co/hfnLYVV

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    1. Grazie per queste informazioni su un marchio che non conoscevo per niente. Bel modello, la Fiat 501, ben proporzionato.

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  2. La 501 FV fu citata nell'angolo delle curiosità (vera miniera di informazioni su modelli e marchi poco noti allora e dimenticati oggi) del n. 4 di Quattroruotine di maggio-giugno 1969.
    Secondo il trafiletto nacque due anni prima in occasione del lancio della canzone "Torpedo blu". Il modellino è giudicato "una discreta miniatura" che abbonda di parti cromate. Si accenna anche al resto della produzione della FV, giudicato "di scarso interesse modellistico e di poche pretese sul piano qualitativo". Il Catalogo Generale", a pag. 89, elenca questi modelli in due scale:
    -Scala 1/41: Ferrari-Brabham (?) F1
    Autocorsa metallizzata
    Lamborghini Miura (che forse giace in qualche scatolone nel mio garage)
    -Scala 1/20: Fiat 850
    Volkswagen (con sedili)
    Volkswagen (senza sedili)
    Jeep militare
    Jeep con gru
    Jeep con scala
    Jeep con traino
    Jeep con telo
    Fiat 501 torpedo

    A proposito di "sottomarche" di modelli, stimolato da una Itala Palombella in plastica di origine sconosciuta presentata recentemente sul Forum Duegi, ho ricercato e ritrovato tre modelli simili che avevo dimenticato di possedere. Si tratta di due Fiat 130 Hp "F2" e di un triciclo Bernardi i plastica di discreta qualità, come la Palombella chiaramente ispirati agli analoghi Dugu. Purtroppo mancano alcuni dei numerosi particolari che arricchiscono queste miniature che mi pare che facciano il verso alle francesi Cle. Se ricordo bene erano inseriti in sacchetti di plastica da montare nelle uova di Pasqua, ma non recano alcuna indicazione del marchio, solo quelle della vettura vera, ma il triciclo Bernardi è curiosamente definito "Fiat 1896"!.
    Sono a pag. 7 del thread "Museogiocando" di Joker del su citato Forum.
    Scusate lo sproloquio...

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