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27 luglio 2021

In vendita una Renault 4CV Hot-Rod, fantasiosa elaborazione di André-Marie Ruf dell'epoca pre-AMR



Negli anni settanta, ancora prima di fondare la AMR, André-Marie Ruf elaborava, come facevano tutti gli appassionati dell'epoca, quei pochi modelli industriali che passava il convento. Alcune elaborazioni erano rigorose repliche di vetture reali, mentre in altri casi Ruf dava libero sfogo alla fantasia ricavando colorati mostri, a metà strada - potremmo dire - fra i dragster e le hot-rod. Alcuni di questi modelli, peraltro ben documentati nel libro a fascicoli uscito ormai diversi anni fa, sono sopravvissuti e di tanto in tanto cambiano di proprietario. 



Proprio in questi giorni ne è apparso in vendita uno, basato su una Renault 4CV, estremamente fantasioso e provvisto già di un logo AMR "quasi ufficiale", dipinto a mano sul tetto sopra il lunotto posteriore...

Le elaborazioni su base 4CV finora conosciute sono sette. Questa è datata 1° aprile (!) 1973.  

Questo il link ai dettagli: http://modelart111.com/product_info.php?products_id=2659

20 luglio 2021

I quadri di Bernd Luz in esposizione a Monza: la storia dell'autodromo attraverso i campioni

Piacciano o non piacciano, i quadri a tema automobilistico sono per gli artisti un'occasione di accedere a un pubblico ampio, fatto di appassionati facoltosi. Nella sala stampa dell'Autodromo di Monza è esposta una selezione di quadri di Bernd Luz, pittore tedesco che potremmo inserire nella corrente della pop art. Le tele presenti celebrano personaggi e auto di tutte le epoche e di varie categorie, che si siano distinti sul circuito monzese: da Nuvolari a Peterson, da Fangio a Villeneuve, passando per la Ferrari 250 GTO o la 330 P4, Luz propone una carrellata di quelle che potremmo definire, banalmente, leggende dell'automobilismo. Difficile fornire un parere sulla validità artistica di tutto questo. Probabilmente queste opere sono destinate agli atelier o ai salotti di qualche ricco americano, lo stesso magari che si compra un Vettriano o un Ponno. Se non altro, le opere di Luz sono ben fatte e molto colorate. Visto che siamo su uno spazio dove non necessariamente deve prevalere l'oggettività della notizia, se proprio dovessi scegliere, penso che preferirei il quadro dedicato a Nuvolari e alle sue Alfa Romeo vittoriose negli anni trenta. 

foto David Tarallo


















09 luglio 2021

Serie limitate? Un utile repertorio web

I modellisti sono spesso alla ricerca di documentazione sulle serie limitate delle vetture stradali. Negli anni centinaia di piccole serie si sono succedute nei listini, destinate a durare lo spazio di un solo anno se non giusto di qualche mese. Non è facile orientarsi in questa selva di versioni e sotto-versioni, soprattutto nel caso di costruttori generalisti quali Fiat, Peugeot, Renault o Citroen, che dagli anni settanta inondano il mercato di decorazioni, livree e allestimenti "speciali". Esiste un repertorio francese, http://www.autos-series-limitees.fr/ che, nato addirittura nel 2002, elenca ormai più di 4800 serie limitate, catalogate per marchio. Per ogni versione si forniscono alcune foto e dei dati che possono variare da una semplice nota a dettagli molto più abbondanti nel caso l'autore sia in possesso di cataloghi o di altro materiale di prima mano. 

Il sito è tutt'altro che completo (giusto in una veloce occhiata di un paio di minuti mi sono venute in mente una decina di vetture non recensite) e la grafica è probabilmente ancora quella del 2002. Ma a parte questo, Autos-series-limitées può costituire un buon punto di riferimento per gli appassionati di rarità. 

30 giugno 2021

Lancia Flavia Coupé e Brabham BT33: l'effetto un po' emozionante dell'armonia casuale

Riordinando alcuni modelli, ho scattato questa foto un po' casuale (e, lo so, neanche troppo bella, ma l'ho fatta col cellulare) con due pezzi che più diversi non potrebbero essere. Una Brabham BT33 di FDS e una Lancia Flavia Coupé di Tron. Entrambi montati con cura in tempi recenti. La Brabham di FDS, come al solito, ha richiesto una buona dose d'inventiva e anche di imprecazioni per farla stare insieme, mentre la Lancia è il classico kit italiano fatto con cura anche se non facilissimo da assemblare. Penso che insieme i due modelli stiano bene. Non certo per un'affinità di soggetti, appunto, né per altre caratteristiche tecniche (l'FDS è in metallo bianco, la Lancia è in resina) ma semplicemente perché entrambi rappresentano con l'originalità e l'unicità di ciascun modello montato. Chiamatela armonia. Non ho mai avuto vetrine per paura degli effetti di polvere e luce, che sui modelli possono essere pesanti, ma ogni tanto mi diverto a metterne due o tre l'uno accanto all'altro, giusto per vedere l'effetto che fa. E l'effetto è sempre qualcosa di emozionante, anche quando si tratta di modelli di modesto lignaggio come questi. 

29 giugno 2021

Non chiamatelo holy grail. Ma se vi capita non fatevelo sfuggire: The world of 43rd di John Simons



Non sono molti i manuali che si focalizzano esclusivamente sulla costruzione dei modelli speciali, anzi probabilmente si contano sulle dita di una... mezza mano. Il più famoso è The world of 43rd, redatto e parzialmente scritto da John Simons di Marsh Models. La terza edizione del 1996 credo sia l'ultima. Su Facebook questa pubblicazione è ovviamente diventata un "holy grail", ma non dategli retta: sono gli stessi che parlano di holy grail a proposito di uno Spark di tre anni fa o di un Make-Up fatto per conto qualche oscuro club giapponese. Ma a parte i ridicoli vezzi contemporanei, questo, che più che un libro è un quaderno in A4 di una cinquantina di pagine, oggi ha un interesse anche storico, perché ormai i suoi venticinque e passa anni ce li ha tutti. 



I vari capitoli spiegato passo passo il montaggio di modelli in resina e in metallo bianco, dallo studio dei pezzi alla verniciatura, dalla posa decals a quella dei vetri, dal superdettaglio alle tecniche di base dei diorami, senza dimenticare i figurini (all'epoca i Denizen andavano per la maggiore). La parte finale è ancora più tecnica e spiega come nasce un modello partendo dal master fino agli stampaggi e alla fabbricazione delle fotoincisioni e alla stampa delle decals. La maggior parte dei capitoli sono opera di Simons, ma altri autori dell'opuscolo sono Colin Fraser, Stephen Barnett, Chub Pearson, Tim Dyke, John Allen, Chris Arnott, John Stockton e Robin Stretton. Insomma, non proprio gli ultimi arrivati. 



La premessa è di Brian Harvey, e da sola merita il prezzo del biglietto. In due magistrali colonne, Harvey ripercorre con grande spirito di sintesi le ragioni dell'esistenza dei modelli speciali e il loro ruolo nel modellismo. Certo, siamo nel 1996, e la linea di demarcazione fra speciali e industriali era molto più netta di quanto non lo sia oggi. Particolare gustoso del libretto sono le pubblicità dell'epoca: parecchi negozi ormai chiusi, marchi prestigiosi scomparsi. La seconda metà degli anni novanta fu per il settore degli speciali un periodo abbastanza strano: il nuovo conviveva ancora abbastanza tranquillamente col vecchio. Si riconoscevano ancora per certi versi gli anni ottanta ma si intravedevano i radicali cambiamenti dei primi anni duemila. 

28 giugno 2021

Fiat 1100/103E TV III Serie: un'elaborazione su base edicola di Fabrizio De Gennaro



Avendo sotto mano una buona documentazione storica, è possibile realizzare elaborazioni relativamente semplici (ma tutt'altro che banali) come questa, appena ultimata da Fabrizio De Gennaro partendo da una Fiat 1100/103 TV I serie da edicola, di cui trovate un'immagine fra quelle pubblicate in questo thread. 


Ne è venuta fuori la 1100/103E TV III serie, con alcune modifiche alla carrozzeria, alla calandra (che è di uno Starline) e a significativi dettagli quali le ruote a raggi e i vari fregi. 





26 giugno 2021

Modelli del passato: Ford Mustang Shelby GT350 di Precision Miniatures



Di Precision Miniatures, marca americana che negli anni ottanta si distinse per un'eccellente produzione di kit in metallo bianco, racconteremo prima o poi la storia. Oggi presentiamo un kit uscito intorno al 1982 col numero di catalogo 20, la Ford Mustang Shelby GT500. I kit Precision Miniatures erano particolarmente belli per l'accuratezza e la pulizia delle fusioni, che in un certo senso potremmo comparare agli AMR. I master erano fedeli e il catalogo di Precision è pieno di piccoli capolavori. Nel kit erano forniti anche alcuni pezzi nichelati, nel caso della Mustang vi erano i cerchi, i tergicristalli, i paraurti, il volante, lo specchietto e qualche altro dettaglio. 



Le decals erano stampate da Micro Scale. Ridotto all'essenziale il corredo delle fotoincisioni (specchietto retrovisore interno e deflettori). Per i tempi le istruzioni erano all'avanguardia, diremmo secondo una scuola che aveva attecchito particolarmente in Inghilterra (vedi i kit Grand Prix Models o Scale Racing Cars): foto del modello nelle fasi di montaggio, elenco dettagliato delle varie parti con un esploso molto chiaro e anche un simpatico testo. 




Eravamo molto lontani da certe risicate istruzioni italiane o francesi. Un Precision Miniatures può essere oggi un kit da conservare così com'è oppure da montare secondo lo stile dell'epoca; ma questo tipo di modelli si adattano a mio avviso piuttosto bene anche a progetti più spinti senza sfigurare nei confronti di realizzazioni ben più recenti. I Precision Miniatures si trovano ancora abbastanza bene, e a prezzi accettabili. Un consiglio? E' un marchio che merita un investimento. 






22 giugno 2021

Foto gallery: Michelin PLR 1972 Mille-Pattes 1972 (foto David Tarallo)



Il soggetto è abbastanza conosciuto ed è stato anche già riprodotto più volte in scala, ma può valere la pena pubblicarne una gallery. Si tratta del PLR (poids lourd rapide) “Mille pattes”, utilizzato da Michelin a partire dal 1972 come veicolo test per pneumatici di mezzi pesanti. Le forme potevano ricordare quelle della Citroen ID19 Break, ma con dimensioni davvero impressionanti: 7,27 metri di lunghezza, 2,45 di larghezza e dieci ruote: quattro davanti e quattro dietro come gomme da 205/55x16. Al suo interno erano sistemati equipaggiamenti e macchinari, molto sofisticati all’epoca, per mettere alla frusta le gomme destinate ai camion. La PLR Michelin era equipaggiata con due motori Chevrolet V8 da 350ci da 250 cavalli ciascuno; la trasmissione era sulle ruote posteriori e il cambio era un GM automatico a tre rapporti. 



I tre ponti posteriori erano derivati da quelli della Peugeot 504. La struttura del telaio era composta da longheroni, con carrozzeria in acciaio e cofano in alluminio. Le sospensioni erano a ruote indipendenti, idropneumatiche con una sfera e un cilindro per ruota e quattro sfere per la grossa ruota centrale, utilizzata per le gomme di grande diametro. Il peso raggiungeva i 9150kg e la velocità massima era di 180 km/h. Nel corso dei test, comunque, molto raramente la PLR veniva lanciata a tutta velocità: si percorrevano invece lunghe distanze a medie in ogni caso elevate, di circa 155km/h. L’equipaggio era composto da due persone: il guidatore e un tecnico che si occupava del rilevamento dei dati in cabina. La vettura è oggi esposta al Museo Michelin di Clermont-Ferrand.

Foto David Tarallo