10 novembre 2018

Alcune sacrosante riedizioni Spark: si rivede la Porsche 917K Gulf di Le Mans 1970


La produzione standard di Spark non è propriamente in serie limitata né tanto meno numerata, per cui è del tutto logico che un marchio che punta al profitto faccia riedizioni degli articoli che hanno venduto di più. Era già accaduto in passato e l'argomento è tornato di attualità lo scorso giugno quando Spark ha riproposto alcuni suoi cavalli di battaglia quali la Porsche 917/20 di Le Mans 1971 o la 935/78 di Le Mans 1978. Avevamo in quel periodo già anticipato che presto sarebbe toccato alle 917K Gulf che su eBay e altrove hanno toccato quotazioni più che ragguardevoli, alimentando una speculazione del tutto lecita ma che probabilmente è ingiustificata per modelli di questo genere. 

La richiesta delle 917K Gulf di Le Mans 1970 era forte e in una circolare di un paio di giorni fa, il distributore francese Mix Diffusion ha annunciato per ora la riedizione della vettura numero 20 di Siffert/Redman, insieme peraltro alla Dauer 962 vincitrice di Le Mans 1994 e della Porsche 962C Shell-Dunlop numero 17 di Le Mans 1988, oltre ad un'ulteriore produzione della 917/20 Pink Pig e della 935/78 che dal giugno scorso a oggi debbono essere andate di nuovo esaurite. Si può facilmente prevedere che questa sequenza di riedizioni, anche di modelli molto ricercati, non si fermerà qui, ed è probabilmente un bene. Uno Spark ha un suo prezzo e i nuovi esemplari non differiranno in nulla rispetto a quelli usciti qualche anno fa; se ci saranno migliorie, al contrario, esse finiranno per deprezzare i vecchi esemplari, o almeno a calmierare ulteriormente un mercato sempre pronto a creare fenomeni tipici delle bolle speculative. Un modello magari anche corretto in qualche dettaglio è preferibile al vecchio perché qui non si tratta né di rarità né di maggior prestigio dell'edizione originale (fra molte virgolette) rispetto ad una successiva. 

Non pare neanche - ma potrei essere smentito - che su questi modelli si siano fatte modifiche per rimetterli in linea con le migliorie tecniche viste sugli Spark delle generazioni più recenti. Staremo a vedere come il mercato accoglierà il ritorno di modelli che già si facevano desiderare e bene ha fatto chi a fronte di quotazioni sempre più alte raggiunte dalle aste di eBay, ha deciso di temporeggiare, convinto che i treni, in fondo, ripassano quasi tutti. 

06 novembre 2018

Una terza livrea "storica" per le due Porsche 911 RSR a Road Atlanta



Nel settantesimo anniversario della Porsche, la 911 RSR si veste con un'altra livrea "storica". In occasione della Petit Le Mans a Road Atlanta, valida per il campionato IMSA, le due 911 RSR ufficiali hanno ricevuto una colorazione ispirata alla 911 GT1 del 1998, vincente a Le Mans e che siglò la pole proprio sul circuito della Georgia. Makowiecki/Pilet/Tandy e Vanthoor/Jaminet/Bamber sono stati gli equipaggi che hanno condotto le due vetture, differenziate da particolari rossi o gialli, proprio come le 911 GT1 di vent'anni fa. Questa operazione nostalgica chiude l'anno del giubileo Porsche, che per Le Mans aveva decorato due delle 911 RSR ufficiali con le livree che ricordavano le 962/956 Rothmans plurivittoriose alla 24 Ore della Sarthe e la 917/20 Pink Pig del 1971. E se Spark ha già annunciato da tempo le vetture di Le Mans in scala 1:43 e in 1:18, c'è da pensare che anche le 911 di Road Atlanta appariranno presto in catalogo.

Difficile dire se questa iniziativa delle livree storiche sia legata al settantesimo anniversario o se continuerà in futuro: la ricorrenza è stata in ogni caso un'occasione ghiotta per variare dei colori che rischiavano di essere sempre i soliti, facendo anche la felicità dei collezionisti di modelli. Un po' come quando le squadre di calcio cambiano schemi e colori alle maglie. O no? No, forse in quel caso i tifosi "veri" non sono poi così contenti...

Telaio Porsche 910 in scala 1:43, la più recente realizzazione di Massimo Martini


Il blog procede spesso per filoni, secondo equilibri che non sempre appaiono omogenei. E' anche il bello dell'estemporaneità. Abbiamo parlato di Massimo Martini proprio recentissimamente, presentando una sua elaborazione su base Brumm che ha originato anche qualche commento da parte dei lettori. 


Come molti sanno, sull'ultimo numero di Modelli Auto sono apparsi i telai in scala 1:43 autocostruiti da Martini utilizzando il plasticard. La serie è destinata senza dubbio ad allargarsi; l'interesse attorno a queste realizzazioni è stato parecchio, anche perché non sono tanti i modellisti che si sono cimentati in opere di questo tipo. Presentiamo l'ultimissimo arrivato, il telaio della Porsche 910. Come si è detto, il materiale usato è il plasticard, incollato con colla cianoacrilata e poi dipinto. 

La tecnica è stata sviluppata con l'esperienza: si parte per lo più dalla zona centrale, cercando di non creare scompensi che altrimenti si ripercuoterebbero su tutta la struttura; si fa attenzione a centrare bene i rinforzi a croce, procedendo via via verso l'anteriore e il posteriore. Ci vuole occhio, pratica e un briciolo di fortuna per azzeccarle tutte alla prima o almeno per non rovinare irrimediabilmente tutto. Il plasticard, forse meno "nobile" di altri materiali, si presta tuttavia maggiormente ad essere tagliato senza sbavature e ad essere incollato senza tracce di unione fra una barra e l'altra, come rischia invece di avvenire saldando i metalli. Alla fine il risultato è equivalente e forse anche più convincente di quello che si sarebbe ottenuto saldando per esempio dell'ottone. 

Fra i modelli finora prescelti, il telaio della Porsche 910 è particolarmente d'effetto, perché fa intuire piuttosto bene le linee generali della vettura, come nel caso della 906 Carrera 6, il cui chassis è stato completato qualche tempo fa, insieme ad altri di cui potete vedere le foto nell'ultimo numero di Modelli Auto.  

03 novembre 2018

Porsche 356 Carrera Panamericana 1952: un'interessante elaborazione di Massimo Martini su base Brumm


In materia di Carrera Panamericana esistono dotti thread in svariati forum, in Italia e all'estero. Personalmente non ho mai subito il fascino di questa corsa che invece appassiona tantissimo molti modellisti e collezionisti. Massimo Martini, "porschista" fra i più competenti in circolazione, è sempre alla ricerca di soggetti nuovi o inediti. La rivista Modelli Auto gli ha dedicato un articolo nell'ultimo numero uscito a ottobre, e proponiamo qui alcune foto di una delle sue più recenti elaborazioni, che riguarda appunto una Porsche 356 molto particolare, che corse la III edizione della Carrera, nel 1952. Cerca che ti ricerca, Martini, avendo fra le mani alcuni "rocchetti" (come li chiama lui), ha trovato un paio di foto di questa 356 su un vecchio libro sulla Porsche, e la tentazione di cimentarsi in questa elaborazione è stata troppo forte. La Brumm resta tutto sommato un'ottima base, nonostante gli anni trascorsi dall'uscita di questo modello. Il blog aveva già pubblicato alcune elaborazioni della Carrera Panamericana, proprio su base Porsche 356 Brumm, a cura di Umberto Cattani.


Il risultato è un modello estremamente gradevole, caratterizzato da tutti i passaruota carenati. Martini è poi intervenuto con svariate migliorie all'abitacolo e anche esterne, fra cui la griglia posteriore in fotoincisione al posto di quella di serie, che è in plastica cromata. Le foto originali sono in bianco e nero e questo ovviamente lascia spazio a qualche interpretazione e inevitabili "licenze poetiche".


Interamente realizzata "in casa" la decorazione, un po' con pennello a mano libera (notare la scritta sul posteriore, sotto la targa), un po' con i soliti avanzi di decals che non mancano mai nei cassetti dei modellisti più scafati. Come detto, la mia sostanziale ignoranza sulla Carrera e anche una specie di pigrizia che mi prende quando si parla di questa gara non mi consentono di dire con sicurezza se si tratti di un soggetto del tutto inedito. Resta però a mio parere la qualità dell'elaborazione e la sua originalità.

30 ottobre 2018

Rassegna stampa: Modelli Auto n.133 (terzo trimestre 2018)


Uscito verso metà ottobre, il terzo numero del 2018 della rivista Duegi propone diversi spunti di interesse. Malgrado i soliti critici per partito preso, Modelli Auto prosegue il proprio cammino con dei contenuti che dimostrano l'impegno dell'editore e di tutti i collaboratori. Un impegno a volte nascosto, che si traduce in tante ore di lavoro per cercare di mantenere sempre un certo livello di qualità. In questo numero autunnale c'è tanta tecnica, dai montaggi di Massimo Martini alla spettacolare Buick Bug 60 Special realizzata per Piero Tecchio da Alberto Gianfrancesco, fino alla BMW 320i Gruppo 5 in 1:24 su base Tamiya di Alessandro Prini. 


Per quanto riguarda le collezioni, c'è una bella carrellata di Ferrari alla Targa Florio e non mancano naturalmente le recensioni. Chiudono il numero una retrospettiva sulle MGB in scala e la sezione di documentazione, riservata stavolta a due Porsche 911 che hanno corso quest'anno a Le Mans. Appuntamento a dicembre col numero 134. 

Due novità in arrivo a novembre per Tameo Kits: Ferrari 312 B3 e T2 Formula 1

Tameo ha annunciato per novembre due interessanti novità: la prima a uscire, con la referenza SLK122 (gamma Silver Line), sarà la Ferrari 312 B3 F.1 del GP di Spagna 1973 (Jacky Ickx). Seguirà a fine novembre la Ferrari 312 T2 F.1 del GP d'Olanda 1977 (Lauda e Reutemann), numero di catalogo TMK436.




29 ottobre 2018

La Formula Italia di Riccardo Patrese: nuove versioni da Denis Carrara


La Formula Italia è un modello che figura nel catalogo Carrara Models ormai dal 2012, ma il soggetto è stato appena sfruttato, tante sono le versioni storicamente interessanti che se ne possono ricavare. Fino a questo momento, Carrara si era limitato a proporre alcune varianti generiche, in varie colorazioni, e una particolarissima Formula Libre, dotata di appendici aerodinamiche. L'idea di passare un po' di più nel merito frullava in testa a Denis da diverso tempo. Finalmente, dopo svariate ricerche negli archivi, esce ora una triplice versione della vettura pilotata nel 1975 da Riccardo Patrese. In quell'anno il pilota di Padova finì al secondo posto in campionato con 39 punti, sopravanzato solo da Bruno Giacomelli (45 punti).


Il modello, ovviamente in scala 1:43, è distribuito solo montato, come sempre in due livelli di finitura, standard built e special built. Le differenze sono date da alcuni particolari come le cinture di sicurezza e altri dettagli più elaborati nel caso dello special.
Particolarmente curata la parte meccanica, in grande evidenza su vetture di questo tipo. Non mancano cavetti, raccordi e tanti particolari in grado di soddisfare un certo tipo di collezionisti. Questi sono per definizione prodotti di nicchia, certo non per tutti ma proprio per questo particolarmente significativi.

Presentiamo qui le immagini di questi tre nuovi special built:

CM43B-29G vettura n.1, Imola 14 settembre 1975, primo classificato
CM43B-29H vettura n.2, Imola, 14 aprile 1975, non partito (incidente in prova)
CM43B-29I vettura n.3, Magione, 29 giugno 1975, secondo classificato

Si tratta come di consueto di un modello in resina con molte parti in metallo bianco. E' opportuno ricordare che Denis Carrara realizza tutto in proprio, dalla prototipazione allo stampaggio delle componenti fino al montaggio stesso.

Nota: per la genesi della Formula Italia di Carrara Models, rimandiamo a un paio di articoli, del febbraio e maggio 2012: https://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2012/05/formula-italia-di-carrara-models-prime.htmlhttps://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2012/02/anteprima-formula-italia-di-carrara.html