21 giugno 2019

Da edo3000v6 nuove decals per Porsche e Ferrari

Il marchio edo3000v6 di Edoardo Gallini ha presentato da poco due nuove decals generiche per Porsche e Ferrari. 
Con la referenza ED-011 è disponibile un set di decals per i modelli Porsche 911 (1:43) storici e moderni, con scritte 911 e Porsche in font diversi. Un set è composto da un foglietto con le scritte nere, uno cromato e uno oro. 



Con la referenza ED-012 è invece disponibile un foglietto dedicato ai modelli Ferrari, con scritte e simboli in vari formati, adatto a varie scale (1:43, 1:24, 1:20, 1:18, 1:12). 
Queste decals sono disponibili sul sito www.geminimodelcars.com



Hurley Haywood, Peter Gregg e un numero-feticcio


Hurley Haywood a Le Mans nel 2019. Si riconoscono anche
Jacky Ickx, Patrick Dempsey, Wolfgang Ullrich, Hugues de
Chaunac (foto David Tarallo)

Avevo incontrato Hurley Haywood per l'ultima volta alla 24 Ore di Daytona 2003. Forse ci eravamo incrociati ancora da qualche parte, ma non l'avevo notato e non avevo avuto l'occasione di parlarci. Haywood è forse poco conosciuto dal pubblico europeo (men che meno italiano, che preferisce maledire Pirro sui social...) ma è uno che ha vinto tre 24 Ore di Le Mans e non so quante volte la 24 Ore di Daytona. A Le Mans quest'anno era grand marshall e ha portato un po' di quello spirito americano che non sempre si è ben conciliato col modo europeo d'intendere le corse. Ad ogni modo, due delle Porsche 911 RSR ufficiali, iscritte da Porsche of North America, portavano i colori Brumos in onore del concessionario che tante vittorie ha ottenuto col marchio Porsche e anche, ovviamente di Haywood, parte integrante di quei successi. Il numero 59 è uno degli elementi caratterizzanti della scuderia Brumos, il cui nome - forse molti non lo sanno - deriva da Hubert Brundage Motors, che era l'azienda che Peter Gregg aveva rilevato nel 1965 dopo la morte di Brundage.
La livrea storica presente su due delle Porsche ufficiali è composta
da tanti piccoli numeri 59 che formano le due fasce rosse e blu (foto David Tarallo). 
E il 59? "Peter Gregg - racconta Haywood - lavorava all'Office of Naval Intelligence e un giorno, vide un enorme numero 59 dipinto sul ponte di una portaerei; la forma di quelle cifre gli piacque e decise che le vetture del team Brumos avrebbero portato il 59". I colori, bianco con le bande rosse e blu, richiamano chiaramente la bandiera americana.

20 giugno 2019

L'Hypercar di Le Mans e gli intelligentoni social

L'Hypercar Toyota mostrata nel corso della
conferenza stampa di Toyota a Le Mans venerdì
14 giugno 2019 (foto David Tarallo)

Aveva ragione Umberto Eco ma questa ormai non è una novità. Sui social si sente di tutto e di più La novità vera è che l'ACO ha finalmente trovato la quadra al periodo di transizione che rischiava di affossare per sempre il WEC. Scartata l'ipotesi poco attraente delle DPi. il regolamento Hypercar offre molteplici motivi di interesse. Il mondo endurance ogni vent'anni compie un ciclo e si riazzera tutto, o quasi. Si sente dire: "ma non ci saranno più prototipi". Non è vero. Il regolamento consente di realizzare anche delle vetture in esemplare unico. La Toyota GT-One o la Porsche 911 GT1 erano prototipi o GT? E la Dauer-Porsche che vinse a Le Mans nel 1994? Piuttosto c'è da esser contenti che i tre anni di buco siano stati colmati in qualche modo dalle superseason 2018-2019 e 2019-2020. Dalla stagione 2020-2021 (quindi con Le Mans 2021) avremo una nuova era per l'endurance, con Toyota e Aston Martin che già si sono fatti avanti. In particolare Toyota già nel 2018 aveva presentato a Le Mans una concept basata sul regolamente Hypercar e quest'anno ha confermato il proprio impegno.
Toyota è stato il primo costruttore a credere nel
regolamento Hypercar voluto da ACO insieme ai costruttori.
Nella foto (copyright David Tarallo) Shigeki Tomoyama, presidente di
Gazoo Racing Company, illustra a Le Mans la futura
Toyota GR Super Sport Concept. 
Non è una cosa da poco. La classe LMP1 è morta, strozzata dalla complessità e dai costi. Le Hypercar, a giudicare dai primi rendering hanno sufficiente appeal per non far rimpiangere le LMP1. E chissà che questa nuova normativa tecnica non attragga costruttori che da tempo stanno alla finesta, come Peugeot, e altri che se ne sono andati dopo aver vinto tutto.

Messaggi al blog e risposte private: siete tanti!


Ricevo numerosi messaggi email relativi al blog e ad altre questioni modellistiche da parte dei lettori. Spesso si tratta di richieste di consulenza, documentazione, pareri e quant'altro. Sono non di rado messaggi lunghi, parecchio articolati, che richiederebbero tempo e a volte ricerche per avere una risposta adeguata. Nella maggior parte dei casi non mi è possibile rispondere, perché le risorse di tempo libero vengono dedicate al blog stesso, che è gratuito e lo sarà sempre, ovviamente. Ma rispondere ai messaggi privati significherebbe sottrarre ulteriore tempo ad altre occupazioni. Sono molto contento di avere tanti lettori, e vi ringrazio per la fiducia che riponete in me; spero tuttavia che possiate capire che non mi è possibile replicare in modo soddisfacente alle questioni singole. Ciao e grazie a tutti. 

Rassegna stampa: AutoModélisme n.257 (giugno 2019)



Il numero di giugno di Automodélisme è sempre quello incentrato sulla 24 Ore di Le Mans, e accompagna i collezionisti verso l'evento più importante della stagione. E' quindi normale che i contenuti siano spesso legati alla gara della Sarthe. Quest'anno si celebrano i cinquant'anni della 917 e la redazione non si fa sfuggire l'occasione dell'anniversario. Lo fa però in maniera piuttosto superficiale, dettata dall'inevitabile fretta di quando si debbono fare troppe cose in troppo poco tempo. Il focus viene orientato su una banalotta collezione di un tizio svizzero, che ci verrà propinata addirittura in tre puntate. La prima parte, uscita ora, verte sulle vetture più tradizionali, dal 1969 al 1971; la seconda sarà sulle partecipazioni Interserie e Can-Am, mentre la terza si concentrerà sulle stranezze. I modelli fotografati sono spesso bruttini e poco attuali, ma il collezionista in questione preferisce non sostituire le miniature non più attuali con altre storicamente meglio documentate. In questo numero non poteva mancare il diorama, anch'esso ambientato sul tema Porsche 917 (e Le Mans).


Si tratta di uno dei soliti presepi che sembrano deliziare certi appassionati. Inutile spenderci troppe parole, questa roba o si ama o si detesta. Per il resto, il numero di giugno di AutoModélisme offre ben poco. Aspettiamo lo speciale su Le Mans 2019, ben più utile per i modellisti e per tutti gli appassionati.

19 giugno 2019

Sette livree storiche per la Porsche 935 Clubsport

Sono 77 gli esemplari costruiti della Porsche 935 Clubsport, una vettura che reinterpreta in chiave moderna la storica Gruppo 5 di Stoccarda. Per la produzione destinata ai clienti, la Porsche ha previsto sette diverse scelte di colori, ispirati ad alcune delle livree del passato. I collezionisti di modelli possono essere contenti, visto che senza dubbio le varie versioni saranno realizzate sulla base 1:43 già esistente. Suscita un po' di perplessità l'ultima, con i colori JPS, che non ci sembrano particolarmente rappresentativi della storia Porsche, ma pazienza. Ecco una piccola gallery delle varie combinazioni.
Ispirazione Le Mans 1970, la prima vittoria assoluta
Porsche alla 24 Ore. 
Dick Barbour Racing: una 935 K3 con i colori
Sachs vinse a Sebring nel 1980. 

Questa livrea celebra Bob Wollek e la sua
935 Kremer con i colori Vaillant. 


Questa non l'abbiamo del tutto capita. 
I colori Interscope sono un classico dell'IMSA. 

Celeste e arancione Gulf. 


Omaggio a Moretti e alle Porsche Momo. 

17 giugno 2019

Speciale Le Mans parte 17: gallery del museo

Del Museo di Le Mans abbiamo già parlato in questo speciale a proposito della mostra sulla BMW. Pubblichiamo qui alcune immagini dell'esposizione permanente. Il museo non è enorme ma si contraddistingue per l'alta qualità delle vetture esposte, molte in condizioni originali, altre ben restaurate (purtroppo a volta senza motivo, ma sono gusti...). Tralasciamo qui tutta la parte dedicata all'anteguerra, che ha anche vetture che con la 24 Ore di Le Mans non hanno a che vedere. Questa piccola carrellata è tutt'altro che esaustiva perché nel museo si trovano anche molti cimeli, diorami, piantine, ricostruzioni. L'amministrazione della struttura cerca costantemente nuove acquisizione, ottimizzandole anche con eventuali vendite. L'obiettivo è quello di focalizzarsi sempre di più sulla storia della 24 Ore con vetture storicamente e tecnicamente importanti. Mostre tematiche vengono allestite annualmente, come quella del 2015 a 30 anni dalla morte di Jean Rondeau o quella del 2019 in occasione del ventennale della vittoria della BMW.