Dopo l'uscita del terzo volume dei quaderni di Sportscar Spectacles, Model Factory Hiro ha già annunciato l'uscita imminente del quarto volume, che tratterà ancora l'argomento Porsche 917, ma stavolta focalizzandosi su Daytona, Watkins Glen e Can-Am 1970 e altre gare selezionate. Ecco l'anteprima della copertina:
Notizie, commenti, considerazioni e opinioni sul mondo del modellismo e dell'automobilismo, a cura di David Tarallo. ATTENZIONE, NUOVO SITO DAL 28 LUGLIO 2021: www.pitlaneitalia.com
09 giugno 2013
08 giugno 2013
Una scatola marrone, la Colonna Traiana e un quadrifoglio fotoinciso
Per la maggior parte di noi occidentali, il mondo dell'1:43 giapponese resta un mistero. E stavolta non sto parlando delle creazioni di Hayakawa, Momose o Kamimura, ma in generale del sistema di distribuzione, dei marchi, dei collezionisti, dei negozi e di tutto il resto che ruota attorno al settore. E' un mondo che è sempre rimasto abbastanza separato da quello europeo, e non credo solo per il fatto della lingua o dell'alfabeto; secondo me è un fatto di mentalità, di cultura. Su ebay, ad esempio, hanno sempre circolato pochi collezionisti giapponesi. Essi preferiscono i siti locali e alla peggio si affidano ad agenzie che piazzano le offerte per conto terzi. Qualche contatto, sporadicamente, ce l'ho avuto, ma non sono mai riuscito a farmi un'idea precisa di come funzionino le cose laggiù. Ho l'impressione che la migliore soluzione per provare a capirlo sarebbe la solita: andare di persona e cercare di osservare. Poi ci sono i luoghi comuni, ma anche dei tentativi, secondo me abbastanza affascinanti, anche se non del tutto soddisfacenti, di spiegare certe caratteristiche con degli elementi di semiologia o di sociologia (ricordate "L'impero dei segni" di Roland Barthes?). Applicare la "mentalità" giapponese al concetto di collezionismo è un esercizio difficile, che sfocia nel puramente teorico, col rischio, appunto, di scivolare nel più vieto cliché. Però qualcosa di vero ci deve essere. Precisione, attenzione, un minimo di ossessività. E anche un'attrazione per il simbolo, per il particolare al posto del generale; il dettaglio che cattura, lo si capisce anche dal modo di impostare la grafica, di osservare certe cose. E' qualcosa che chi non conosce bene la cultura giapponese (come appunto il sottoscritto) può solo intuire.
A cosa serve tutto questo discorso?
A fotografare un pacco chiuso. Come farebbero forse "loro". Anzi, come fanno davvero, perché li ho visti fotografare buste, etichette, nastrini e pubblicarli in forum, blog, siti.
La rivista Model Car, qualcuno ce l'avrà presente, è un capolavoro di arte visiva. Del resto se vi ricordate i cartoni animati - Grand Prix, tanto per rimanere in tema - potrete farvi un'idea di come a volte il dettaglio assuma un ruolo primario nella struttura comunicativa. E' quella che alcuni critici d'arte, come Richard Brilliant, ma non solo lui, chiamano "funzione iconica". Leggete ad esempio la sua lettura sulla Colonna Traiana nel libro "Narrare per immagini"; in fondo certi aspetti del modellismo non sono lontani da altri concetti normalmente considerati più seri! Tutto questo mi è venuto in mente leggendo cosa?
La rivista Model Car, qualcuno ce l'avrà presente, è un capolavoro di arte visiva. Del resto se vi ricordate i cartoni animati - Grand Prix, tanto per rimanere in tema - potrete farvi un'idea di come a volte il dettaglio assuma un ruolo primario nella struttura comunicativa. E' quella che alcuni critici d'arte, come Richard Brilliant, ma non solo lui, chiamano "funzione iconica". Leggete ad esempio la sua lettura sulla Colonna Traiana nel libro "Narrare per immagini"; in fondo certi aspetti del modellismo non sono lontani da altri concetti normalmente considerati più seri! Tutto questo mi è venuto in mente leggendo cosa?
I leaflet acclusi nel pacco, spedito da Raccoon, per chi non l'avesse capito, spettacolari nella loro potenza grafica.
Gli ordini hanno uno spirito. Da Raccoon non puoi ordinare uno Spark. Da Raccoon devono arrivarti dei kit MFH, delle pubblicazioni di Car Graphics, dei modelli Vision o altre cose simili. E' come quando ordini da Cartima il libro Einfach eine geile Zeit insieme ad uno Spark per il mercato tedesco; oppure un Marsh Model e un SMTS da GPM. Quelli devono arrivare da lì e vanno bene insieme. Insomma, esiste un'ikebana delle ordinazioni e a sconvolgere gli elementi si rischiano le accozzaglie.
Gli ordini hanno uno spirito. Da Raccoon non puoi ordinare uno Spark. Da Raccoon devono arrivarti dei kit MFH, delle pubblicazioni di Car Graphics, dei modelli Vision o altre cose simili. E' come quando ordini da Cartima il libro Einfach eine geile Zeit insieme ad uno Spark per il mercato tedesco; oppure un Marsh Model e un SMTS da GPM. Quelli devono arrivare da lì e vanno bene insieme. Insomma, esiste un'ikebana delle ordinazioni e a sconvolgere gli elementi si rischiano le accozzaglie.
Aprendo la confezione dell'Alfa Romeo Giulia GTA 1300 Junior di Vision, uscita ora, trovi un quadrifoglio fotoinciso.
E' una sorta di rappresentazione iconica - stavolta materiale - di quei famosi fermi-immagine che quando guardavamo Takaya Todoroki ci costringevano a inchiodare lo sguardo su un particolare. Un particolare che lampeggia, che indica se stesso ma che rimanda ad un mondo immaginario eppure anche così presente. Senza il quadrifoglio fotoinciso, la GTA 1300 Junior non sarebbe la stessa. E' come un'essenza; il desiderio dell'iper-essenza. Non è solo un gadget: è la porta dell'immaginazione.
Lasciamo questo tipo di considerazioni. Dietro al gadget esiste - siamo prosaici, noi che ci abbuffiamo di pizze - un signor modello. Con una pulizia di montaggio che probabilmente nemmeno i migliori BBR riuscirebbero a eguagliare. Con un potere evocativo "forte". In questo breve post ho iniziato a descrivere particolari (leaflet, quadrifogli) finendo - direbbe qualcuno - per trascurare il modello. Ma oggi non parlerò di linee, di particolari giusti o sbagliati, di assetti realistici o da rivedere. Non sarebbe educato.
07 giugno 2013
Toh, chi si rivede: Spark
Se Le Mans è il Natale dell'endurance, per certi versi lo è anche per i collezionisti dei modelli di ultima generazione. In coincidenza con la gara della Sarthe, i produttori di resincast preparano le novità più attese, magari annunciate mesi prima a Norimberga. E se Spark, in questi ultimi mesi, sembrava aver rallentato leggermente il ritmo, in queste settimane si sta ampiamente rifacendo sui programmi resi noti fra la fine del 2012 e l'inizio del 2013.
Non che l'azienda di Ripert fosse rimasta con le mani in mano, anche perché le commesse da importatori nazionali, team, sponsor e così via hanno seguito come sempre il loro iter...
![]() |
| Lungamente atteso, il Delta Wing di Spark in versione Le Mans 2012 è ormai di imminente uscita. Ci sarà anche una versione in scala 1:18? |
Non che l'azienda di Ripert fosse rimasta con le mani in mano, anche perché le commesse da importatori nazionali, team, sponsor e così via hanno seguito come sempre il loro iter...
| Col marchio Reve Collection è appena uscita la Beta Montecarlo Turbo Gruppo 5 coda corta del Giro d'Italia 1979 . |
05 giugno 2013
Alpine A210 Le Mans 1966 di Francis Bensignor: capitolo conclusivo
Mais avant de passer à la délicate opération peinture, une dernière petite retouche sur les jantes avant me semble utile.
Elles sont en white métal et reproduisent les flasques de roues typiques des Alpine A210 mais sur photos elles me paraissent plus arrondies sur leurs bords.
Je décide de faire les petites retouches, avec mon bon vieux sintofer…
Un modèle Mini Racing qui d’origine, est selon moi, juste un peu trop basique en regard de la voiture qu’il représente et qui aurait dû être traité avec un niveau de finition supérieur.
Tout semble fait avec le service minimum : la reproduction du châssis, sa fixation à la caisse, le compartiment moteur, le plancher, et certains détails sur la caisse. Mais même si la carrosserie accuse un manque de longueur de près de 4mm, l’allure est assez bien représentée…reste mon interprétation des carénages de roues pour cette numéro 47…j’avoue encore garder un tout petit doute, mais à la vue des 2 seuls documents d’époque que l’on trouve sur le Net, et qui montre la voiture à ce niveau, je ne suis pas trop inquiet. Je me suis lancé après avoir proposé la modification à David…qui m’a fait confiance. Bien des personnes doivent posséder des photos de cette Alpine 47…si l’une d’elles lit ceci un jour, j’espère que je ne passerai pas pour un âne !
03 giugno 2013
Porsche 908/03 Joest Racing Le Mans 1976 #17 di Spark
Alla 24 Ore di Le Mans, la squadra ufficiale Porsche scherò due esemplari della nuova 936, oltre alla 935 Gruppo 5. Brevemente, tanto la storia è nota, fu proprio una delle due 936, pilotata da Jacky Ickx e Gijs Van Lennep a ottenere la vittoria assoluta, battendo una concorrenza per la verità non troppo agguerrita. I team privati Porsche che volevano continuare a competere nei prototipi, ormai riuniti in Gruppo 6, dovettero arrangiarsi con materiale ormai datato: Reinhold Joest iscrisse la 908/03 normalmente utilizzata in quella stagione, per Ernst Kraus e Guenther Stecckoenig, che terminarono la gara al 7° posto, un risultato di tutto rispetto e comunque sempre meglio dell'altra 908/03, portata in gara dal team di Egon Evertz, costretta al ritiro per noie al motore.
Recentemente Spark aveva già riprodotto la vettura di Joest in configurazione Le Mans 1975 (art. S1994); ora tocca alla macchina del 1975 (S1997), che dovrebbe essere lo stesso telaio (le fonti riportano che si tratta della 008) impiegato nel 1976 e poi negli anni successivi, fino a terminare la propria carriera nel DRM addirittura nel 1982.
Lasciamo la parola alle immagini, in una carrellata che probabilmente non troverete altrove!
![]() |
| Kraus e Stecckoenig rimediarono un onorevole settimo posto a Le Mans 1976 con la Porsche 908/03 del team di Reinhold Joest. |
Recentemente Spark aveva già riprodotto la vettura di Joest in configurazione Le Mans 1975 (art. S1994); ora tocca alla macchina del 1975 (S1997), che dovrebbe essere lo stesso telaio (le fonti riportano che si tratta della 008) impiegato nel 1976 e poi negli anni successivi, fino a terminare la propria carriera nel DRM addirittura nel 1982.
Lasciamo la parola alle immagini, in una carrellata che probabilmente non troverete altrove!
| E' stato simulato il nastro adesivo bianco che serviva a fissare meglio la portiera lato "passeggero". |
| Alcuni dettagli difficilmente visibili nella maggior parte delle foto; la coda lunga nasconde in pratica il retrotreno, riprodotto con elementi in plastica e in fotoincisione. |
| Altro particolare sulla punzonatura dell'ACO, riprodotta con grandissima definizione. Forse un po' troppo lucide le gomme, di materia piuttosto dura. |
| Molto belli i gruppi ottici anteriori, con l'indicatore di direzione. La protezione in plexiglas è applicata con notevole pulizia. |
| Il modello ha indubbiamente quello che gli inglesi chiamerebbero "correct stance". Insomma, "c'è". La griglia anteriore di protezione è riprodotta in fotoincisione. |
| Questa immagine evidenzia il tirante della "pinna" laterale... |
| ...ancora meglio visibile in quest'altra foto. |
| "Manufactured under license from JOEST RACING Gmbh": questa mi mancava. |
Caccia all'errore (Mc Laren Le Mans 1996): soluzioni
L' "errore" (o il particolare) come al solito sarà fatto passare per insignificante. E' normale.
Ecco in ogni caso ciò che le due foto pubblicate ieri hanno mostrato riguardo - nel frattempo molti l'avranno capito - un montaggio di prestigio sul forum Duegi. La decisione di pubblicare qui queste poche note l'ho presa per non scatenare il solito bailamme nel forum, col rischio di trasformare per l'ennesima volta un sito delegato alla discussione modellistica in una viuzza di San Frediano (i non fiorentini mi perdonino ma ogni sito ha le conventicole che si merita e qui c'è quella gigliata). E l'intento non è certo quello di distruggere divertendosi a criticare, ma piuttosto quello di segnalare per l'ennesima volta che a capacità tecniche fuori dall'ordinario non corrisponde una preparazione storica adeguata. Su modelli di quel livello anche un particolare come questo conta molto. Nelle didascalie leggete i commenti specifici.
Iscriviti a:
Post (Atom)



QE9s3HD)RqBRhJ7V,zE!~~60_35.jpg)












