25 maggio 2020

Le due vite di una Opel Rekord di Dinky France (storie di modelli, episodio 8)

Acquistata in Francia nel 1977, questa Opel Rekord
di Dinky France ha fatto molta strada. 

  • L'Opel Rekord della Dinky France (546) è un modello che mi è sempre piaciuto. La prima la ebbi fra le mani addirittura nel 1977, all'epoca di un viaggio in Francia, fatto con i miei. Avevo sei anni e in un negozio di Nizza trovai una serie incredibile di Dinky degli anni cinquanta e sessanta. Ricordo ancora la macchia gialla delle scatole impilate su un lungo scaffale. All'epoca presumo che modelli di questo tipo si scambiassero più o meno con lo stesso spirito col quale i Vitesse o i Minichamps degli anni novanta cambiano di mano oggi. Oppure no? Forse all'epoca i Dinky e i Corgi del passato ancora abbastanza recente avevano preso già più valore, in proporzione. I contatti fra collezionisti, poi, non erano così facili e ogni paese restava piuttosto isolato in se stesso. Fondamentalmente è quello che è successo a marzo e ad aprile con la quarantena ma per lo meno i collezionisti durante il blackout della democrazia hanno avuto Internet per sfogarsi. Negli anni settanta c'era libertà, nessuno ti controllava a distanza con le app ma se volevi un modello ci mettevi mesi a trovarlo. Meglio oggi o allora? Lasciando la domanda a chi abbia voglia di trovare delle risposte, torniamo a quel negozio di Nizza. Non ho idea di come si chiamasse, ma ricordo come se fosse ora i tre modelli che i miei mi comprarono: la Rekord della Dinky, color salmone con tetto avorio, la Fiat 1200 Gran Luce, sempre di Dinky France (bianca con tetto azzurro metallizzato, ruote concave) e la Volkswagen 1200 TL della Dinky inglese, nel suo bel colore rosso.

Tracce di qualche incontro ravvicinato con i battiscopa
dell'appartamento. L'argento era stato poi ripreso con un
pennarello a punta di vernice...
Questi modelli non durarono a lungo nelle loro condizioni originali, perfette con tanto di scatolina. Iniziai a giocarci sulla cappelliera della nostra macchina mentre da Nizza continuavamo il viaggio verso Marsiglia. I confini, all'epoca, erano ancora i confini: da Ventimiglia in poi cambiava il mondo e te ne accorgevi anche se avevi sei anni. Tutti i tre modelli sono arrivati fino ai nostri giorni, anche se un po' malconci. Alla fine del 2014 ritrovai la Rekord dentro una scatola e decisi di farla restaurare, ma non per riportarla alle condizioni originali - quello non mi interessava - ma per farle vivere una seconda vita in una realtà parallela, con una combinazione di colori mai prevista dalla Dinky. Con Christophe Hubert, specialista di restauri, decidemmo una combinazione di verde chiaro con tetto bianco.
Rieccola al ritorno dalla Francia, con
la sua nuova livrea verde chiaro con tetto bianco. 

A pensarci ora, sarebbe stato meglio farlo avorio, il tetto, ma almeno così nessuno dei due colori nuovi corrisponde al modello d'origine. Il modello aveva anche diverse ammaccature nel metallo, che dovettero essere pareggiate e stuccate. I vetri erano in buone condizioni, per fortuna, mentre le gomme furono sostituite. Un paio di mesi più tardi, il modello tornò indietro a nuova vita restituito. Restavano al ricordo del vecchio, alcune foto fatte prima di inviarlo al restauratore. La Rekord, intanto, continuava ad affascinarmi.A Novegro avevo rinunciato all'acquisto di un esemplare celeste, fatto quasi esclusivamente per il mercato italiano e proposto ad un prezzo molto attraente. Quello, insieme ad un paio di Fiat 1500 di Ediltoys offerti da un venditore spagnolo, sono i miei due principali rimpianti legati alla borsa di Novegro, e credo che resteranno anche gli unici, visto il futuro cupo di questo tipo di manifestazione.
Con la referenza 546, Dinky France
riciclò la Rekord in versione taxi per il mercato
tedesco. Dinky Atlas ne ha fatta una replica per le
sue serie recenti, ma questa è l'originale. 

Intanto, a compensare il mancato acquisto della Rekord celeste, arrivò dopo un po' di tempo la versione Taxi, rara seppure non rarissima e interessante perché dimostra il tentativo di riciclare un modello vecchiotto in un mercato geograficamente delimitato come quello tedesco (la scatola riporta le descrizioni in tedesco, che non furono modificate neanche quando la Rekord Taxi venne commercializzata anche in Francia). Inutile ricordarvi di Opel Rekord Dinky molto più rare, come una tonalità di blu più scura rispetto a quella "italiana" e le versioni sudafricane, per le quali sono necessarie svariate migliaia di euro.

Presentata la locandina di Rétromobile 2021: in evidenza il 60° anniversario della Jaguar E-Type

E' stata presentata la locandina della 46ma edizione di Rétromobile, che si terrà alla Porte de Versailles dal 3 al 7 febbraio 2021. E' stato un sondaggio pubblico a scegliere il soggetto, la Jaguar E-Type che festeggerà il sessantesimo compleanno. L'alternativa era la Ferrari 335S. E così la locandina di Rétromobile 2021 si presenta celebrando il classico British racing green. Dare notizie di questo tipo ci proietta in una dimensione più normale, della quale abbiamo assolutamente bisogno. Nel 2020 Rétromobile è stato uno dei pochissimi eventi ad essere sfuggito alla buriana del coronavirus. Fra le varie manifestazioni che per ora "ce l'hanno fatta" possiamo ricordare la 24 Ore di Daytona e il salone di Norimberga, tanto per restare nelle aree di interesse del blog.

24 maggio 2020

I primi mezzi commerciali in 1:43 di "nonomologati" (parte 2): OM Leoncino Coca Cola


Il secondo mezzo con cui il marchio "nonomologati" lancia una gamma camion in 1:43 è un OM Leoncino nella vecchia livrea Coca Cola. Base di partenza è il mezzo pubblicitario delle bibite Giommi uscito in edicola. Anche per questo OM non si è trattato di una semplice riverniciatura: è stato ad esempio ricostruito integralmente il tetto con fogli di plasticard, incollati a strati, stuccati e carteggiati. 

La verniciatura è alla nitro, con finitura lucida per la cabina e satinata per il resto. I dettagli in fotoincisione, le decals e le targhe sono stati creati appositamente per il modello. Completo di vetrina, avrà un prezzo al pubblico di € 120,00. Presto disponibile sul sito www.geminimodelcars.com

L'altro OM Leoncino di questa prima serie di mezzi pesanti 1:43 di "nonomologati" è visibile a questo link: https://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2020/05/i-primi-mezzi-commerciali-in-143-di.html

I primi mezzi commerciali in 1:43 di "nonomologati" (parte 1): OM Leoncino Poste Italiane


Dopo alcune edizioni limitate di automodelli di base Gamma, il marchio "nonomologati" fa il suo vero esordio nell'1:43 con creazioni originali, che presenteremo in due thread separati. Il primo mezzo è un OM Leoncino Poste Italiane. La base è il modello da edicola nei colori Grunland, che molti conosceranno. Dell'originale è rimasto ben poco. Le varie modanature sono state tolte e montate in posizioni differenti. E' stato inoltre aperto il vano laterale e ricostruita la carenatura delle ruote posteriori. 

La verniciatura è stata eseguita con colori alla nitro. Decals, dettagli in fotoincisione e targhe sono specifici. Il modello, completo di vetrinetta, verrà proposto a € 110,00 sul sito www.geminimodelcars.com

L'altro modello uscito in contemporanea con questo delle Poste è visibile a questo link: 
https://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2020/05/i-primi-mezzi-commerciali-in-143-di_24.html



23 maggio 2020

LaudoKit Garage, la nuova gamma di kit 1:18 di Laudoracing Models

Laudoracing Models ha annunciato per il prossimo luglio la commercializzazione dei primi modelli della gamma LaudoKit Garage, che comprenderà scatole di montaggio, almeno inizialmente di prodotti già venduti montati in passato. I primi due soggetti saranno la Fiat 127 Sport 70 HP e l'Alfa Romeo 164 3.0 Q4. 


La notizia è stata accolta con un certo favore da parte dei modellisti. A parte qualche caso sporadico (vedi l'Alfa Romeo 75 V6 3.0 della stessa Laudoracing) è probabilmente la prima volta che un produttore di resincast offre il kit di uno dei suoi modelli. 

Le varie parti in resina saranno da verniciare. Il prezzo al pubblico comunicato è di € 89,30 che non è neanche poco, visto che i modelli finiti di Laudoracing vengono venduti sul sito ufficiale a prezzi intorno ai cento euro (dipende dalla referenza). Il marchio alsaziano ha comunicato anche l'intenzione di estendere la propria offerta alle scale 1:43 e 1:24. 

Ralt-Honda RH6/81 Formula 2 Grand Prix de Pau 1981 Geoff Lees: Spark SF152

Col numero di catalogo SF152 è disponibile
da qualche giorno la Ralt-Honda RH6/81 F.2
in versione Pau 1981 Geoff Lees. 
Quando Spark annunciò a metà novembre 2019 l'uscita di una Ralt di Formula 2, suonò il solito campanello. Basta un niente per riportare indietro la memoria a quegli anni in cui la F.2 era una piccola Formula 1. Anni di vetture spettacolari e di piloti che avrebbero più o meno tutti ottenuto ottimi risultati anche nella categoria superiore. Il mio pallino per le F.2 risale all'uscita dei kit X-Tenariv a fine anni settanta: March, Martini, Kauhsen... e potrete anche rileggere da qualche altra parte in questo blog l'appassionante storia della Minardi di Faster43. Eppure, a parte alcune rarissime eccezioni, come le March 792 prima di Western, poi di Minichamps, le F.2 di fine anni settanta-inizi anni ottanta, sono state del tutto trascurate. 
Lo Spark non teme troppo i close-up: anche il
macro non riesce a scovare imperfezioni notevoli.
Le razze del volante sono fotoincise. 
Perfetto l'allineamento delle ruote e di tutti gli
elementi della sospensione posteriore. Notare gli
scarichi con l'effetto brunito. 

L'arrivo della Ralt-Honda RH6/81 di Spark rappresenta quindi una bella novità, che fa sperare anche in altre uscite simili. Il modello è inserito nella serie francese, ed è in edizione numerata e limitata a cinquecento esemplari. Per fortuna la scatola riporta la dicitura "made in China", garanzia di precisione di montaggio a fronte degli inguacchi made in Madagascar. Con un modello apparentemente semplice come la Ralt, ma che in realtà nasconde non poche insidie è una buona notizia. La versione prescelta è quella relativa al Grand Prix di Pau che Geoff Lees, campione europeo quell'anno, vinse davanti alle March-BMW di Thierry Boutsen e Piero Necchi. 
E' tutto molto pulito e ben assemblato.
L'alluminio delle ali non "spara" eccessivamente. 
Gli agganci per il sollevamento della vettura sono
in fotoincisione. Il resto è in plastica e in resina. 
Nel corso della stagione la RH6/81 subì alcune piccole modifiche di carrozzeria: la troviamo infatti con un airscoop, con due e addirittura senza. A Pau, come in altre occasioni, la vettura aveva il numero di gara ripetuto su una delle plance laterali. Mike Thackwell, compagno di squadra di Lees, finì sesto. 
Validissima la verniciatura e la posa delle decals. 
Il casco di Geoff Lees era un Simpson, tipico dell'epoca. 


Il modello è il classico Spark: ottime linee, verniciatura, finitura accurata. La verniciatura bicolore bianco-BRG è perfetta così come applicati in modo impeccabile sono i filetti in decal gialla a delimitare i due colori principali. Tutto il tipico understatement dei modelli Spark è riassunto in questo modello: niente è fuori posto, niente si nota eccessivamente rispetto al resto. L'uso delle fotoincisioni è mirato e discreto: paratie delle ali anteriori e posteriori, radiatori e poco altro. L'alluminio utilizzato per le appendici aerodinamiche è piuttosto spento e questo conferisce al modello ulteriore realismo. 
Ottime le ruote (a tre razze quelle anteriori, a disegno "forato" le posteriori), dotate di pneumatici con le scritte Bridgestone tampografate e dalla superficie un po' rodata, a dare l'impressione di una leggera usura. 
Il retrotreno è veramente ben realizzato, col sistema delle sospensioni, tiranti, barre e braccetti, fra cui spiccano un paio di fotoincisioni applicate con estrema precisione. 
La RH6 fu la prima vettura nata dalla
collaborazione fra il costruttore britannico e
la Honda, che stava facendo le prove generali
per il suo rientro in Formula 1. 

Altre piccole finezze, il parabrezza, la superficie riflettente degli specchietti, gli scarichi e altri elementi della meccanica bruniti. Piaccia o non piaccia, il pilota è realizzato con buon realismo: il casco è il caratteristico Simpson dalle linee squadrate utilizzato da tanti piloti all'epoca; esatta la colorazione rossa e blu della tuta di Lees. Riassumendo, un modello ben fatto, che a molti susciterà ricordi di un tempo ormai lontano, di trasformazione da un periodo ancora ruspante a un'era più tecnologica e organizzata. Ignoro le ragioni per le quali Spark abbia scelto proprio la Ralt RH6. Fra i master a sua disposizione aveva già la RT3 di Formula 3, ma non credo che la ragione sia da ricercare in questo. 
Da questa immagine si può apprezzare
l'equilibrio generale del modello. 
Il bianco Honda si sposa alla perfezione
col British Racing Green. 
Non resta che attendere altre versioni e altri modelli. La vettura di Thackwell sarebbe quasi scontata. Verrebbe da pensare alle RH6 degli anni successivi. Del resto, se ci si facesse trasportare dall'entusiasmo, non si smetterebbe più di sognare le auto di quel periodo: March, Maurer, AGS, Minardi... Chissà. 
La scatola, in formato standard, è quella tipica
della serie francese di Spark. La base è in colore grigio. 

22 maggio 2020

Serie di Porsche 917K e di 936 di Le Mans annunciate da Spark in 1:18

In questi ultimi dieci giorni Spark ha rivelato una buona parte dei programmi relativi agli ultimi mesi del 2020. E' davvero difficile dare conto di tutte le uscite, che potete comunque seguire sui canali ufficiali del produttore e sui vari siti di vendita. Il blog non si pone come scopo principale quello di annunciare le uscite di tutte le novità e non è raro mancarne anche di interessanti. Visto che oggi è la giornata delle notizie... sull'1:18, capita a fagiolo la newsletter di Spark per i commercianti, che riporta alcune Porsche 936 che saranno disponibili nel corso del quarto trimestre 2020. Ecco il dettaglio:

18LM77 Porsche 936/77 Gr.6 Martini Le Mans 1977 #4 Ickx/Barth/Haywood
18LM81 Porsche 936/81 Gr.6 Jules Le Mans 1981 #11 Ickx/Bell
18S418 Porsche 917K Gulf Le Mans 1970 #21 Rodriguez/Kinnunen
18S419 Porsche 917K Gulf Le Mans 1971 #22 Hailwood/Hobbs
18S519 Porsche 936/78 Gr.6 Martini Le Mans 1978 #6 Wollek/Barth/Ickx
18S520 Porsche 936/77 Gr.6 Martini Le Mans 1978 #7 Haywood/Gregg/Joest