12 aprile 2021

Looksmart annuncia le Ferrari SF21 Formula 1 2021 in 1:43 e in 1:18

Looksmart ha annunciato per il terzo trimestre 2021 l'uscita della Ferrari SF21 Formula 1 in versione GP del Bahrein (Charles Leclerc e Carlos Sainz jr). I modelli saranno disponibili sia in 1:43 sia in 1:18. 



11 aprile 2021

Rassegna stampa: Modelli Auto n.143 (primo trimestre 2021)

Pensare che l'edizione del primo trimestre di Modelli Auto era quella del Salone di Norimberga mette un po' di tristezza. Ora che siamo in piena nuova normalità (dalla quale non si tornerà mai indietro) i giornalisti non dovranno più scarpinare alle fiere in cerca di notizie e novità ma potranno starsene comodamente seduti a casa senza fare un metro. Vuoi mettere gli sbattimenti in meno. Modelli Auto inizia il 2021 con una ricca edizione, cinquantotto pagine piene di argomenti interessanti e sviluppati con passione. In questo numero si celebrano i settant'anni di Formula 1 con una bella retrospettiva di modelli 1:43 ben montati e commentati con competenza; si prosegue poi con dei focus su Brooklin Models, Profil24 e con un articolo che presenta le creazioni di Vincenzo Lupo, modellista che da anni si dedica alla realizzazione di vetture particolari, rare e semisconosciute che popolano le gare in salita e gli slalom italiani. L'articolo tecnico è consacrato alla BMW M3 GTR GT2 di Jeff Koons di Le Mans 2010, un'elaborazione su base JPS di Gualtiero Negri per la collezione di Piero Tecchio. 

Non mancano, naturalmente le recensioni e un paio di schede di documentazione, stavolta incentrate sull'asta Artcurial che si è tenuta a Parigi agli inizi dello scorso febbraio. A sette anni dalla sua ripresa, Modelli Auto si sta ancora evolvendo, cercando di migliorarsi. Il filo conduttore è quello di pensare, volta per volta, una rivista che proponga contenuti difficili da trovare sul web, che ha le sue logiche e la sua dimensione. Una testata cartacea non deve né imitare né inseguire la rete, altrimenti muore. 


Credo che un periodico tradizionale debba piuttosto inventarsi un proprio percorso, non certo ignorando la presenza di Intenet ma cercando una complementarità. Non è un compito facile, perché la sfida a volte si gioca su sfumature, e non è detto che si trovi sempre la chiave della riuscita, ma l'indipendenza concettuale (che non significa ovviamente isolamento) è l'unico modo per giustificare la presenza della carta stampata in un mondo che sembra fare di tutto per imporre l'effimero anche nell'atto della lettura. Si potrebbe parafrasare lo slogan con cui un garbato Luciano Rispoli concludeva ogni puntata di "Parola mia": Internet è Internet, ma una buona rivista è sempre una buona rivista

09 aprile 2021

"Un poisson pas comme les autres": Alpine A310 GTP un anno dopo. Spark S5683


Le sortite di Spark non sono mai casuali. Giusto un anno fa il blog parlava dell'Alpine-Renault A310 GTP di Le Mans 1977, novità che andò ben presto esaurita visto l'interesse specifico della versione (l'articolo potete leggerlo a questo link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.com/2020/04/un-poisson-pas-comme-les-autres-lalpine.html ). Ebbene, oggi seconda parte. Stessa auto, stessa gara un anno dopo, il 1978. Abbandonata la livrea ittica, l'Alpine A310 di Bernard Decure si presenta con una nuova decorazione tipica di quell'epoca, con una banda di varie tonalità di blu degradanti dall'azzurro al celeste, un po' come quelle che si vedevano sulle Ford Zakspeed, salvo che in quel caso il colore dominante è il bianco e non il nero. 



Rispetto all'anno precedente, la A310 è alleggerita di una ventina di chili e abbassata di sette centimetri. Il motore ha guadagnato circa trenta cavalli, passando a 290. Ma in questo caso, malgrado l'impegno di Denis Morin e Guillaume De Saint Pierre, l'Alpine, iscritta in GTP, non riesce a qualificarsi, molto penalizzata dalla mancanza di velocità di punta sull'Hunaudières. Dopo Le Mans, la A310 di Decure parteciperà ad altre gare meno importanti, principalmente rally e salite. 










Ecco una breve disamina delle caratteristiche principali della A310 Le Mans 1978 di Spark. 

Esterni: La livrea è delle più complicate. Spark, come sempre, si fa un punto d'onore nell'applicare alla perfezione decals che farebbero impazzire la maggior parte dei modellisti. Impeccabile la verniciatura, eccellenti tutti gli incollaggi, praticamente invisibili, e dire che le ampie vetrature, incluse quelle dei fari, e gli innumerevoli dettagli riportati, ce ne sarebbero di pastrocchi da combinare. 



Invece nulla di tutto questo: lo Spark è di una pulizia unica. Osserviamo con piacere come un elemento che era stato criticato dal blog sulla vettura del 1977, ossia i vetri tagliati in plotteraggio unico con le cornici, sia stato ritoccato: i contorni sono ora fotoincisi ed è tutta un'altra cosa. Allora Spark quando vuole (se vuole) riesce a progredire! Doppiamente strana quindi la mossa del gambero in altri modelli - vedi Porsche 911. Speriamo che su altre uscite importanti come le prossime Delta qualcosa si muova. 










Interni: Quelli di un kit montato bene. Rollbar integrale, specchietto retrovisore, estintore e altri piccoli particolari che rivelano che Spark era in possesso di una documentazione specifica molto ricca. Solite cinture in decals, ma in questo caso si notano davvero poco. 

Ruote: Molto belli i Gotti, come del resto sulla vettura del 1977. Cerchio verniciato in alluminio satinato, pastiglia centrale fotoincisa con parte interna arancione. Tutto molto coreografico e poco industriale, valorizzato da pneumatici perfetti, come spalla e larghezza. 




Finiture: Del livello di montaggio è stato già detto. Il modello è lo stesso del 1977, quindi con gli stessi pregi, inclusi i bei supporti in fotoincisione dell'ala posteriore, con relativi tiranti. Specchietti, ganci, faretto rosso sul tetto, scarico con tanto di adesivino Devil, tutto è al suo posto. 




Giudizio finale: con un modello così, vien quasi voglia di continuare a collezionare gli Spark. Quasi. 

08 aprile 2021

Bentley GT in giallo rhadium: una nuova serie limitata Norev in esclusiva per il sito ufficiale

Solo duecento pezzi (ma senza placca numerata per via della particolare confezione in polyfoam): il nuovo modello Norev in esclusiva per il sito ufficiale è una Bentley GT 2018 in giallo rhadium, numero di catalogo 182789, scala 1:18. Già disponibile, il suo prezzo è € 129,00 più spese di spedizione (gratuite a partire da... 130 euro di spesa. Furbi eh?). 



07 aprile 2021

Rassegna stampa: AutoModélisme n.274 (aprile 2021)

E' in distribuzione in questi giorni il numero di aprile di AutoModélisme. Se il numero di marzo, che riprendeva con un nuovo editore un cammino interrotto alla fine del 2020, aveva suscitato pareri contrastanti, non è che l'uscita di aprile abbia diradato definitivamente le nubi delle perplessità. Certo, si apprezza lo sforzo di migliorare i contenuti, e il ritorno di due collaboratori quali Jean-Louis Blaisius e Guillaume Waegermacker apporta una dose supplementare di qualità ed esperienza. Uno dei problemi principali della rivista è una grafica scadente: ci si chiederà cosa possa interessare della grafica a chi cerca contenuti modellistici. 

Mi pare evidente che pubblicare immagini enormi di modelli in scala 1:43 non solo toglie spazio prezioso ai testi, ma rende anche un pessimo servizio ai pezzi fotografati. Neanche un modello della collezione di Piero Tecchio reggerebbe a certi ingrandimenti (o forse uno di quelli sì, ma avete capito il concetto). Che senso ha sparare a una pagina e mezzo un vecchio Mini Racing montato all'inizio degli anni ottanta o un modello speciale casalingo fatto con delle tecniche degne di un RD Marmande o poco ci manca (con tutto il rispetto per Mini Racing e RD Marmande, sia ben chiaro)? AutoModélisme sta ripetendo errori già fatti da altri, e che altri hanno corretto per poter sopravvivere nel modo più consono a un settore che non chiede degli standard da Vogue.

Quanto ai contenuti, restiamo sul banale, ma in questo caso la cadenza mensile impone delle tempistiche che fatalmente incidono sul livello medio degli argomenti: le art car sono qualcosa di visto e rivisto, anche se stavolta aggiornato alle ultime uscite modellistiche. Oltretutto, per definire art car la Porsche 962C sponsorizzata da Lui o le Hesketh Penthouse ci vuol coraggio ma fossero quelli i problemi. Lo scarso approfondimento e la superficialità pervadono sottilmente pagine che vorrebbero dire ma non dicono, che raccontano l'ovvio a chi l'ovvio già lo conosce. 

La rubrica "l'angolino dei lettori" farà vendere copie a chi si vede pubblicare le proprie realizzazioni ma siamo proprio sicuri che interessi a qualcuno, oltre che al diretto interessato, sua moglie e ai quattro sfigati del forum che frequenta, vedere un cruscotto naif o un box in 1:43 che sembra una gabbia per criceti? Sfogliando l'AutoModélisme attuale sembra di vedere una rivista di inizi anni novanta, e stavolta la nostalgia non c'entra: sono i difetti a venire fuori, i tempi sono cambiati. Abbondano foto di modelli montati maldestramente, nulla è approfondito come si dovrebbe e la tecnica latita del tutto o quasi. 

Un articolo pseudo-tecnico è affidato al responsabile dell'Atelier Camara: ne viene fuori un insipido diarino del montaggio di un kit MFH in scala 1:20, dal risultato mediocre, come abbastanza mediocri - purtroppo - sono tutti i modelli che provengono da quel laboratorio. Auto Modélisme per ora è questo o poco più.

Non stiamo a dire che era meglio prima, perché se la rivista ha dovuto cessare l'attività ci sarà stato pure un perché (peraltro legato ai problemi del gruppo editoriale, quindi il caso è abbastanza particolare). Il fatto è che AutoModélisme attuale è una rivista che ancora non ha né capo né coda, indipendentemente dalle qualità o dai difetti della gestione precedente. 



Sono e sarò sempre un convinto sostenitore della carta stampata che secondo me può ancora oggi avere un ruolo ben preciso, parallelo alle correnti del web. Ma giustificare l'esistenza di una testata affermando tautologicamente che "è già bene che esista" significa già condannarla a non si sa quale fine. 

05 aprile 2021

I quarant'anni di Marsh Models: 1981-2021

Proprio oggi ricorrono i quarant'anni di un marchio importante nel settore degli speciali in 1:43, Marsh Models. John e Pam Simons avviarono l'attività il 5 aprile 1981, un periodo molto lontano da quello che stiamo vivendo, in cui il mondo del modellismo era profondamente diverso. Eppure Marsh Models, come diversi altri produttori britannici ha saputo adeguarsi al mercato che cambia, ed è ancora sulla breccia dopo tanto tempo. In questi giorni Marsh Models è impegnata nei montaggi del prossimo modello, la Chaparral McLaren M12 di John Surtees (Bridgehampton 1969), nella foto. 



01 aprile 2021

Rassegna stampa: Echappement Collection #1 (aprile-maggio-giugno 2021): Le phénomène GTI

Con questa pubblicazione la rivista Echappement, passata sotto la proprietà delle Edition Larivière inaugura una serie di speciali trimestrali che si annuncia particolarmente attraente. La prima uscita è dedicata alle "hot-hatchback", ossia le GTI, fenomeno tipico degli anni ottanta-novanta, iniziato con la Volkswagen Golf GTI, la Renault 5 Alpine e altre auto indimenticabili, sempre "emozionali". Sedici modelli vengono passati al vaglio, e le scelte sono anche piacevolmente originali: non mancano ovviamente i classici, quali le già citate Golf e R5, ma vi sono Renault 11 Turbo, Citroen AX GT e anche la Mini Cooper 1.3 delle ultime generazioni. 




Una lettura gradevolissima, attraverso oltre 160 pagine di testi ben scritti e foto fresche, accompagnate da un po' di documentazione d'epoca, soprattutto pubblicitaria (della serie "come eravamo"). In Francia il costo nelle edicole di questo Echappement Collection è di € 12. Da non perdere.