08 novembre 2015

Rassegna stampa: The Journal del Dinky Toys Collectors' Association

L'annata 2015 di The journal, organo del DTCA

Da sempre il Regno Unito è una referenza nel campo dei modelli obsoleti; forse insieme alla Francia, è la nazione dove la storia delle marche di un tempo è stata meglio approfondita e dove si trova una buona parte dei collezionisti più competenti. Il fatto che molte case siano nate e prosperate in questi due paesi può essere una spiegazione, ma mi vengono in mente Politoys, Mercury, Dugu e tanti altri gloriosi marchi italiani e penso che ci sia ancora una diversità nell'approccio fra il collezionista italiano e altri appassionati di paesi, che mostrano indubbiamente una maggiore maturità di scelta e di informazione. Sarebbe un argomento da approfondire.
Una delle associazioni più interessanti in Inghilterra è il Dinky Toys Collectors' Association (DTCA), esistente ormai da molti anni e che si è ritagliato uno spazio di prestigio, anche con un notiziario semplicemente chiamato "The journal", inviato per posta ai soci. 
The journal n.59: articolo sul Douglas DC3 (Dinky 60T)
The journal esce a gennaio, aprile, luglio e ottobre con foliazione di 20/24 pagine. Vi si trovano articoli storici molto ben documentati, cronache di attività, approfondimenti su singoli modelli, commenti, impressioni, interviste e molto altro. Nell'ultimo numero (il 59 dell'intera serie), tanto per fare un esempio, si parla in modo approfondito del Douglas DC3 (Dinky 60T) e dell'uscita sotto altri marchi della Rover 3500 dopo la chiusura della Dinky. The journal è una lettura che mi sento di consigliare a tutti gli appassionati della storia del modellismo, e ricordo anche il sito ufficiale del Dinky Toys Collectors' Association: http://dtcawebsite.org , che di recente è stato rinnovato nella grafica e nei contenuti. 
The journal n.56: Dinky 141 Vauxhall Victor Estate nella rara versione promozionale Lightning Fasteners Ltd.

The journal n.57: disegni tecnici dei Dinky 25H e 25K

06 novembre 2015

Focus su: Alfa Romeo Giulietta 2.0 di Laudoracing Model scala 1:18 (LM094B)

Attesissima dagli appassionati, è finalmente uscita la Giulietta di Laudoracing Model in scala 1:18. Tre le versioni disponibili, la 2.0 (referenza LM094B) e due "cattive" Turbodelta (LM094 e LM094C), di cui ci occupiamo in un articolo a parte, leggibile a questo link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.it/2015/11/focus-su-alfa-romeo-giulietta-20.html . Direi che con questi modelli, Laudoracing ha raggiunto un equilibrio e una maturità che sono pregio dei leader del mercato, e speriamo che proprio la risposta dei collezionisti possa premiare gli sforzi di questo produttore con passaporto francese ma dal cuore italiano. La serie LM094B è stata prodotta in 500 esemplari, e non è escluso che in un prossimo futuro escano altre varianti di colore della 2000.

Evoluzione della Giulietta due litri

La carriera della versione due litri "Super" (tipo 116A1) dell'innovativa berlina di Arese, equipaggiata con lo stesso motore tipo 01655 dell'Alfetta, iniziò all'estero ma a partire dal 1980-81 fu proposta anche sul mercato italiano, con la denominazione "Nuova Giulietta L 2.0" (tipo 116A1A); per la versione successiva, in produzione dal 1982, l'Alfa rispolverò addirittura la gloriosa sigla TI, ma la vita della Giulietta 2.0 Ti fu di corta durata, forse per non interferire troppo sulle vendite dell'Alfetta, che iniziava a patire l'anzianità di progetto. La Giulietta Ti beneficiava di tutta una serie di migliorie estetiche e funzionali rispetto alla L 2.0; la produzione, come detto, fu piuttosto limitata.

Un'immagine promozionale d'epoca della Giulietta.

Fu nel 1984 che l'Alfa Romeo presentò un'ennesima e definitiva configurazione della Giulietta due litri, chiamata semplicemente 2.0; non cambiavano le caratteristiche del motore, ma si introducevano diversi miglioramenti a livello di carrozzeria, di interni e di confort, anche per reggere il passo con la più recente 33 Quadrifoglio Verde, presentata lo stesso anno. L'ultimo esemplare di Giulietta 2.0 lasciò le fabbriche Alfa Romeo nel 1985.


Il modello Laudoracing

Dal punto di vista costruttivo, la Giulietta di Laudoracing ripropone i canoni ormai consueti dei resincast in scala 1:18: carrozzeria e parti principali in solida resina (piuttosto pesante!), altri dettagli in plastica. L'impressione che se ne ha aprendo la scatola, è quella di un modello indubbiamente giusto, e probabilmente fra i migliori prodotti da Laudoracing dall'inizio fino a oggi. Come al solito lasciamo la parola alle immagini, commentandole una per una. Ricordiamo che il modello può essere acquistato direttamente sul sito Laudoracing (http://www.laudoracing-models.com/index.php ) al prezzo di € 92,90 più spese di spedizione.

Le linee delle vetture anni settanta-primi anni ottanta sono sempre molto complesse a rendere in scala.
Laudoracing è riuscita nell'intento di riprodurre la Giulietta in scala 1:18.

Da questa vista di tre quarti anteriore si apprezza il generale equilibrio del modello.

La versione riprodotta da Laudoracing è la 2.0 del 1984, rimasta in produzione fino al 1985.

Come sempre, i gruppi ottici sono un vero successo. Di estremo realismo anche le scritte e i vari stemmi sul modello.
Nella scatola sono forniti uno scudo anteriore cromato di riserva e un altro stemma rotondo Alfa Romeo.

L'ultima versione della Giulietta 2 litri aveva uno spoiler anteriore piuttosto vistoso con incorporati i fendinebbia rettangolari. Ottimo l'effetto di trompe l'oeil della calandra, ottenuto mixando nero e alluminio.

L'assoluta trasparenza dei vetri, incollati con precisione. Corretto il cruscotto provvisto del contenitore ovoidale a sbalzo,
corretto nell'ultima versione della Giulietta 2000.

I vetri laterali hanno le cornici nere, un particolare storicamente
corretto su questa vettura.

Un close up sulla maniglia della portiera con serratura: tutto dipinto con soddisfacente pulizia. Il volante è un tradizionale "tipo corsa" a tre razze: la foggia dei volanti nella produzione Alfa variava abbastanza spesso. Più noto è forse il volante con la parte centrale rotonda e massiccia, ma anche questo sul modello è ben documentato.

Perfetti i cerchi, con bottone centrale cromato recante il marchio Alfa e valvola di gonfiaggio. Notare anche l'esattezza dell'indicatore di direzione laterale, in vera plastica trasparente. La Giulietta di Laudoracing si contraddistingue per soluzioni semplici ma di grande realismo. Sarebbe interessante riprodurre un'ultimissima serie con i bellissimi cerchi a disco quasi del tutto piatto, con gli occhielli seminascosti all'interno del profilo.

Ancora un'immagine che permette di apprezzare la precisione degli incastri tra portiere e vetri laterali.

Il fondo della vettura è riprodotto nei suoi dettagli essenziali. Non è la precisione della meccanica che si richiede a questi modelli, ma il minimo indispensabile c'è. Riprodotto con finezza il terminale di scarico.

Si poteva produrre la Giulietta in un colore differente dal rosso? Ma le idee per eventuali altre versioni non mancano, dal luci di bosco metallizzato al testa di moro, dal blu Posillipo al beige visone, fino ad altri classici della colorazione Alfa. I colori cambiavano con le serie, ma ottenere la documentazione necessaria non sarà un problema per il team di Laudoracing e i suoi collaboratori.

Si apprezza lo schema bicolore della selleria. Le grondaie sono tampografate in colore alluminio.

Bellissimo lo specchietto, con le caratteristiche scanalature; in 1:18 questo particolare deve essere riprodotto con tutti i crismi e Laudoracing non delude le attese.

Ancora una vista dello specchietto, insieme all'indicatore di direzione. Da questa foto si apprezzerà anche l'esattezza dei tagli della carrozzeria.

La base dell'antenna e la caratteristica modanatura in plastica nera semilucida, elementi riportati sul modello. Notare la doppia cornice del vetro posteriore, nera con "baco" alluminio.

Bellissima la scritta Giulietta 2.0: notare il realismo dell'insieme.

Difficile fare una critica al posteriore. L'armonia delle varie parti riprodotte è evidente.

Sulla destra, nella modanatura alla base del montante posteriore, si trova la riproduzione del tappo serbatoio, con tanto di serratura.

Molto ben riprodotto l'effetto delle plastiche dei paraurti e dei fascioni laterali.

Un accurato studio di dimensioni e proporzioni fanno della Giulietta di Laudoracing uno dei più riusciti modelli dell'anno nella scala 1:18.

Rassegna stampa: Auto Modélisme 216


Con Auto Modélisme siamo sempre... in ritardo di un numero, non per mancanza di documentazione (la rivista arriva sempre ai primi del mese a Firenze, grazie al distributore milanese Intercontinental), ma per mera pigrizia! In ogni caso eccoci col numero 216, uscito a ottobre, che propone alcuni spunti di interesse, a partire dall'editoriale del direttore Alain Geslin, consacrato alla sempre maggiore popolarità dei rallycross. Ci si domanderà la ragione di questa deviazione in campo puramente automobilistico, apparentemente lontana dai temi più strettamente modellistici trattati d'abitudine. La risposta è semplice: perché Spark sta mettendo mano anche a questa tematica, sempre più popolare in Francia anche grazie alla regolamentazione FIA, che tra l'altro ne ha cambiato il nome in RallycrossRX. Non è un caso se le schede fotografiche di questo numero 216 siano dedicate ad alcune delle protagoniste del campionato RX. Che questo costituisca un elemento di interesse non sono del tutto sicuro. Spark avrà fatto le sue valutazioni commerciali e come sempre Auto Modélisme si comporta di conseguenza.

L'articolo tematico è dedicato ai 60 anni della Citroën DS (I parte, dal 1955 al 1967; la seconda parte è contenuta nel numero di novembre). Per il resto, Auto Modélisme continua a dedicare molto spazio alle pagine delle novità con brevi recensioni - e non sempre è possibile azzeccarle tutte - in una foliazione sempre molto impegnativa, considerando soprattutto che le uscite sono mensili. D'interesse è la recensione dell'Alfa Romeo 4C in scala 1:18 di AutoArt, presente anche nell'ultimo numero di Modelli Auto (l'esemplare fotografato da Auto Modélisme è rosso, mentre quello di MA - con maggiore originalità - è bianco! Chi l'ha detto che tutte le Alfa debbono essere rosse?). Un paio di pagine sono per il ritorno della Solido nella grande produzione, in 1:43 e in 1:18. Penso sia apprezzabilissima l'idea di affrontare un argomento come le slot in chiave storica e stavolta è il turno dell'Aston Martin DBR1 della Scalextric in scala 1:32.

Rassegna stampa: Modelli Auto 121 (terzo trimestre 2015)

Il numero 121 di Modelli Auto, uscito a fine ottobre.
Ed eccoci al terzo numero 2015 di Modelli Auto, rivista che grazie alla determinazione dell'editore Berto e di un gruppo di collaboratori entusiasti si sforza sempre di proporre contenuti di livello e possibilmente originali. Non è facile, ma a distanza di quasi due anni dalla rinascita, si può dire che la sfida è stata vinta. E' stata vinta perché i contenuti sono stati rinnovati e migliorati; è stata vinta perché contrariamente a quello che alcuni disinformati affermano, la rivista non si basa su una sola figura dominante, ma va avanti grazia alla fattiva collaborazione di un gruppo che sa esprimere competenze di ottimo livello. Fatto questo preambolo, credo utile, veniamo a una breve disamina dei contenuti di questo numero autunnale: la cover story, di cui si è occupato Umberto Cattani, è dedicata a un altro modello CMC, e non un modello qualunque, ma una vettura che i collezionisti attendevano da tempo immemorabile, l'Alfa Romeo 6C 1750 GS.
Cover story: Alfa Romeo 6C 1750 GS di CMC, scala 1:18, un diecast premium, come si suol dire.
Di solito i numeri delle riviste che escono dopo il lavoro dell'estate rischiano di essere dei numeri un po' "balneari", con alcuni contenuti raffazzonati nel tentativo di riempire i vuoti accumulatisi nel corso delle lunghe ferie estive.
Ritratto di Laudoracing Model, azienda francese ma con... testa italiana!
Non è il caso di questa edizione di Modelli Auto, che propone, tra l'altro, un bell'articolo sulle Ferrari a Daytona, scritto da Valerio Comuzzi su una parte della collezione di Elia Casella. Se dovessi scegliere l'articolo più interessante di questo numero 121, indicherei senz'altro il pezzo di Alessandro Prini sul montaggio della Porsche 908/3 Targa Florio 1970 di MFH in scala 1:24. Un lavoro notevole, preciso e documentatissimo. Fabio Pastres per la serie dei montaggi di kit in plastica si occupa stavolta della Mercedes 300 SL di Tamiya, sempre in scala 1:24. Per la serie dei servizi sui fabbricanti, è il turno di Laudoracing Model e della loro innovativa produzione in 1:18. La recensione del modello speciale è dedicata alla Fiat Ritmo 75 Gruppo 2 Giro d'Italia 1978 di Carrara Models, mentre Bruno Libero Boracco ripercorre la storia delle Alfa Romeo Giulietta in scala. Per gli appassionati della Carrera Panamericana, Umberto Cattani pubblica il montaggio di tre kit della Kurtis Kraft 500S del 1953 e 1954, prodotti in modo molto confidenziale dalla spagnola Escuderia 24 in scala 1:43. Questo e molto altro ancora troverete in questo numero 121 di Modelli Auto. La redazione è già al lavoro per il numero 122, in uscita a dicembre.

Rassegna stampa: Tamiya Model Magazine International n.241 (novembre 2015)

Il TMMI n.241 ha come cover story il montaggio del carro
B1 in scala 1:35, da kit Tamiya.

Lo ammetto, il TMMI non smette di affascinarmi: anche se sono pochi gli articoli dedicati alle automobili, la grande diversità delle tecniche illustrate, nonché i tantissimi link a siti di grande interesse, commerciali e non, costituisce una risorsa di grande valore, per modellisti e collezionisti. Il montaggio del kit di un automodello è dedicato stavolta alla Volkswagen Golf GTI MkI della Revell in scala 1:24, una scatola di montaggio che ha riscosso notevole successo, diventando la base per molti miglioramenti e elaborazioni. Ho scelto di includere il TMMI fra le riviste stabilmente presenti nella rassegna stampa del blog per l'alto livello degli articoli e la loro chiarezza didattica, unita alla piacevolezza della scrittura. Ricordo che il TMMI è edito mensilmente in lingua inglese, e in Italia è regolarmente distribuito al prezzo di € 8,10. Ulteriori informazioni sul TMMI sono disponibili sul sito ufficiale www.tamiyamodelmagazine.com .
Il montaggio di un kit di un automodello in plastica è una delle
rubriche fisse di ciascun numero. Stavolta tocca alla Golf della Revell, a cura di Eric Evain.

18 ottobre 2015

Già venti anni: ricordi nel cassetto. Toscana Qui e gli artigiani dell'automodellistmo toscano

Qualche giorno fa Denis Carrara mi ha mostrato un vecchio articolo su tre artigiani dell'automodellismo che scrissi all'inizio del 1995. Denis è stato così gentile da volerlo riproporre nella pagina Facebook ASA (Automodellismo Statico Artigianale), dedicata ai produttori di modelli artigianali:

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.534112570069528.1073741829.512832152197570&type=3

E' stato davvero un tuffo nel passato, quando il confine (o la divisione) tra modelli artigianali e diecast era ben delineata e tutto era probabilmente più semplice e anche più lento. L'ho già scritto nel commento al post di Facebook, questo articolo mi fa ricordare tanti personaggi che segnarono l'inizio della mia carriera giornalistica negli anni novanta: Giorgio Batini, indimenticato cronista della Nazione, scrittore e infaticabile curioso, Orlando Orlandini di Italfotogieffe, per una vita fotografo della Fiorentina, l'intera redazione di Toscana Qui con Maria Novella Batini, Piero Magi, l'editore Bonechi (appassionato e collezionista di Autostoriche) e tante altre persone che mi hanno insegnato e dato tanto. Un ringraziamento particolare lo devo a Denis che è sempre molto attento nei confronti della storia e a quanto pare sa conservare la vecchia carta molto meglio del sottoscritto! Ieri è anche venuto fuori un articolo-intervista con Valerio Barnini pubblicato se non ricordo male in un Four Small Wheels del 1997.

15 ottobre 2015

Focus su: Kauhsen-Ford Cosworth WK5 F.1 Zolder 1979 di CP-Model

Col numero di catalogo CP110 è disponibile la versione GP del Belgio.
Esiste anche la vettura di Jarama (CP109).
In un'epoca in cui Spark sta monopolizzando il mercato delle Formula 1 in scala 1:43, con la conferma - in una fascia ben diversa - di un marchio ormai storico come Tameo, sembrerebbe quasi impossibile riuscire a far qualcosa di buono e di originale. Eppure Pasquale Catanese, in arte CP-Model, ha accettato la sfida e i risultati sono degni di considerazione. CP-Model ha ormai una nutrita schiera di appassionati e sostenitori, basta guardare il suo profilo su Facebook dove pubblica regolarmente gli aggiornamenti sui montaggi e le novità. Parlare dei modelli di CP-Model significa ripercorrere quella parte di storia della Formula 1 che per molti è la più bella di sempre, ossia il periodo dai primi anni settanta fino alla metà degli anni ottanta (io personalmente sottoscrivo il giudizio). Si tratta di modelli che vanno "capiti". In che senso? Nel senso che ricordano molto gli standard di montaggio degli anni ottanta, ma questo è un pregio. Un periodo in cui i montati di questo genere li facevano case come la Ampersand (chi ricorda le loro bellissime Formula Indy?) o qualche altro raro marchio. Nella mia lunghissima vicenda di collezionista ho visto innumerevoli modelli, passato al vaglio tutte le marche - se non tutte quasi tutte, e lo dico con una certa sicurezza. Ormai raramente qualcosa mi emoziona ma questi CP-Model, nella loro semplicità, hanno uno spirito che altri modelli magari più costosi non hanno.

La Kauhsen WK5


1000km Nuerburgring 2007: Willi Kauhsen (a destra) intervistato
dallo storico tedesco Udo Klinkel (foto David Tarallo).

Uno dei soggetti tipici di CP-Model - e anche una delle uscite più recenti - è la Kauhsen -Ford Cosworth WK5, classica F.1 wing car da "garagisti", assemblata con l'onnipresente V8 inglese, cambio Hewland e monoscocca in alluminio. Willi Kauhsen, conosciuto pilota e team manager nell'ambiente dell'endurance, non è certo passato alla storia per le sue creazioni nella massima formula, ma le sue vetture hanno comunque attratto di tanto in tanto i produttori di modelli 1:43; forse qualcuno ricorderà ancora la F.2 realizzata da AMR nella gamma X-Tenariv tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta. L'interesse della Kauhsen di CP-Model (numero di catalogo CP110) risiede anche nel fatto che questa versione riproduce la vettura con la quale il nostro Brancatelli tentò la fortuna al GP del Belgio a Zolder nel 1979, mancando la qualificazione, esattamente com'era accaduto poco tempo prima al GP di Spagna a Jarama. Furono le uniche due uscite di Brancatelli con la Kauhsen; il pilota italiano, che poi avrebbe costruito una solida carriera nelle gare turismo e Gruppo C, si rivide a Monaco, stavolta al volante di una Merzario, con la quale non riuscì a superare le prequalifiche.

Un modello pulito, simpatico e con un
ottimo rapporto qualità-prezzo.

Il modello CP è in resina con parti in metallo bianco, e dà l'impressione di un'ottima solidità, cosa abbastanza rara quando ci si trova di fronte a una riproduzione di una vettura di formula. Molto buona la verniciatura e accurata la posa delle decals della livrea Schors. Secondo me questi modelli acquistano un senso ancora maggiore esponendone in una vetrina un gruppo di dieci o quindici; è allora che essi sprigionano un fascino particolare, facendo apprezzare l'evoluzione e la varietà delle linee della Formula 1 di quel periodo così vivace. I modelli sono disponibili sia come factory built (prezzo al pubblico circa 78 euro), sia come kit, a 45 euro. Si tratta di un rapporto qualità-prezzo molto invitante, e il kit consente tra l'altro elaborazioni più o meno spinte, tollerando benissimo trasformazioni anche molto radicali.
Applicate con cura le decals dello sponsor Schors.

La confezione è semplice e classica per questo tipo di modelli.

La rifinitura ha fatto notevoli progressi, e i CP-Model delle ultime generazioni non hanno
nulla da invidiare a modelli più costosi.

Davvero apprezzabile la qualità degli pneumatici scelti, e trattati col giusto grado di "usura".

Dettagli giusti al posto giusto e un senso generale di equilibrio.