Notizie, commenti, considerazioni e opinioni sul mondo del modellismo e dell'automobilismo, a cura di David Tarallo. ATTENZIONE, NUOVO SITO DAL 28 LUGLIO 2021: www.pitlaneitalia.com
02 luglio 2017
Piaggio Porter vetrato I Serie di No Name 1:43
Lasciando il facile compito di stabilire l'origine del marchio No Name agli appassionati di quiz, presentiamo un modello insolito, realizzato in resina con vari particolari fotoincisi e in metallo bianco. Uno speciale tradizionale, che riproduce il popolare Piaggio Porter prima serie (costruito in collaborazione con Daihatsu) nella configurazione vetrata. Non è un inedito assoluto, vista la presenza in un passato più o meno recente del Pinko (famiglia Pego) e di alcune uscite da edicola, ma il No Name si contraddistingue per alcune raffinatezze assenti sugli altri modelli.
Citiamo ad esempio i cerchi, in metallo bianco, molto ben definiti, i fari anteriori di tipo ottico e gli interni, dalle giuste forme. La produzione di questo Piaggio Porter è estremamente limitata, con colori che corrispondono alla gamma dell'epoca.
Si tratta di un'aggiunta importante in ogni collezione di veicoli commerciali e un capitolo di interessante nella storia del marchio di Pontedera.
27 giugno 2017
Inestimables Dinky Toys Argus 2017 di Stéphane Brochard
Il 2017 vede l'uscita, presso le Editions LVA, dell'aggiornamento del ben noto volume di Stéphane Brochard, dedicato ai risultati ottenuti dalle vendite di modelli Dinky Toys. Il criterio di classificazione è quello già conosciuto: vengono tenute in conto le risultanze minime e massime di vendite all'asta avvenute fra il 1999 e il 2016, con la specifica del mese/anno di vendita, le condizioni del modello e le sue caratteristiche. Come detto già in passato, non è una guida esaustiva della produzione Dinky, ma un "termometro" attendibile delle tendenze del mercato.
| Quasi 380 pagine dense di informazioni sui risultati delle vendite in un arco di oltre 15 anni. |
| Esempio di una scheda. |
26 giugno 2017
Ferrari 250 LM Piper/Attwood Le Mans 1968 #21 LOOKSMART LSLM042 1:43
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| Le Ferrari 250 LM di Piper e Attwood alla 24 Ore di Le Mans 1968 |
| Appena uscito dopo una lunga attesa, il modello Looksmart. |
| Corretti i doppi terminali di scarico fini. |
| A Looksmart non sono sfuggiti i cerchi con le razze alleggerite. |
E anche il Tokoloshe (commercializzato poi anche sotto altre etichette, da Remember a MG Model) non cessò di evolversi, ricevendo ad esempio il bollo portanumero sulla fiancata destra correttamente bordato di nero con le cifre anch'esse bordate. Le ultimissime versioni hanno ricevuto anche i due piccoli fari posteriori rossi che in alcune immagini si intravedono incassati nella parte posteriore. Il modello di Codolo a un certo punto fu commercializzato anche in kit; nel frattempo il soggetto piacque ad altri produttori, compresi quelli da edicola, che lo declinarono in alcune interpretazioni più o meno esatte. L'uscita del Looksmart, classico resincast in scala 1:43, vorrebbe forse mettere una parola definitiva su questo tema, anche se abbiamo visto che spesso i modelli del marchio lombardo, pur fatti molto bene, peccano stranamente in piccoli, banali dettagli che ne inficiano almeno in parte il valore.
| Belli i gruppi ottici anteriori. |
| La scritta Goodyear è tampografata. |
In effetti anche in questo caso ci sono luci e ombre. Ombre piccole, intendiamoci, ma abbastanza fastidiose su un modello che al pubblico viene venduto a circa 100 euro (si tratta essenzialmente di uno Spark il cui prezzo è gonfiato dall'incombere della licenza ufficiale Ferrari, come se l'altra licenza 24 Ore di Le Mans non fosse abbastanza).
| Il deflettore laterale molto realistico, tipico dettaglio dei resincast moderni. |
| Le decals sono stampate in gruppi, ma il film si nota poco. |
Rispetto al Tokoloshe/Remember il modello presenta delle bombature più accentuate sui passaruota posteriori; per il resto le linee coincidono abbastanza, impreziosite da una verniciatura molto ben fatta, liscia, uniforme e non eccessivamente lucida. La decorazione della vettura non pone più misteri e tanti piccoli dettagli sono resi con ottimo realismo, dai deflettori dei vetri laterali ai gruppi ottici, dal volante (corretta la corona nera, ma è stata lasciata la foggia classica mentre si trattava di un esemplare più moderno) alle calotte dei fari con la bordatura nera. Mancano le già citate luci posteriori, prerogativa come abbiamo detto dei Remember più recenti, mentre ovviamente non sono sfuggite a Looksmart le razze dei cerchi, vuote per esigenze di alleggerimento; molto fini e realistiche le lucine di illuminazione numero.
| La linea è sempre soggetta a interpretazioni più o meno convincenti. Forse il posteriore un po' troppo tozzo? Continuiamo a ritenere più esatte le linee del Tokoloshe. |
Le scritte Goodyear sulle gomme sono tampografate; i gallettoni sono fotoincisi: triangolari quelli posteriori (tipo Ferrari 330 P4), più classici quelli anteriori, e ci risiamo (per l'ennesima volta!) con la parte di sinistra corretta e quella di destra alla rovescia. Siamo nel 2017 e ancora non è stato risolto questo banale problema. Si dirà che la correzione è facile e posso essere d'accordo, ma allora se è facile per un qualsiasi modellista dotato di un minimo di manualità perché non dovrebbe esserlo per una casa costruttrice dai grandi numeri come Looksmart? Mistero.
| Confezione tipica dei modelli Looksmart. |
Concludendo, siamo in presenza di un modello con molti pregi, certamente all'altezza del blasone del produttore. Si nota qualche sforzo per staccarsi anche dagli standard Spark, come una maggiore cura generale dei particolari e naturalmente la presentazione più lussuosa, con vetrinetta grande, placchetta metallica e scatola in cartone. Un modello, quindi, che accontenterà la maggior parte dei collezionisti, sebbene ancora oggi un kit Remember montato come si deve potrebbe tranquillamente reggere il confronto.
20 giugno 2017
Le Mans modellistica: case costruttrici e miniature
Se dal punto di vista dell'originalità dell'offerta modellistica l'edizione 2017 di Le Mans ha lasciato parecchio a desiderare, le maggiori case basano ancora una parte importante della promozione del proprio marchio sui modelli in scala. In pole position vi è la Porsche, che ha portato diversi modelli (Spark...) in esposizione ma anche in vendita nell'edificio permanente costruito presso la chicane in entrata del rettifilo. I modelli attirano e fanno colore, arredamento. Ecco qualche esempio di ciò che si poteva trovare nel weekend di Le Mans nelle hospitality Porsche e Toyota.
"Inestimables miniatures et jouets" Argus 2017-2018 di Stéphane Brochard
Forse meno conosciuta rispetto a "Inestimables Dinky Toys" dello stesso autore, questa guida esce periodicamente e si propone di coprire alcune marche importanti del passato, da Corgi a CIJ, da JRD a Quiralu passando per Maerklin, Spot-On, Tekno e Mercury. Questa edizione 2017-2018, uscita da poche settimane, vede aggiungersi il marchio Quiralu, che negli anni 50-60 produsse una piccola serie di modelli diecast, prima di chiudere definitivamente i battenti nel 1962.
Le guide "Inestimables" sono ora edite da LVA, che è l'editore francese che ha in catalogo diverse interessanti testate, fra cui Collectionneur & Chineur. Le guide Argus si basano su un principio molto semplice: riportare le quotazioni massime e minime ottenute dai vari modelli nel corso di aste (on line e non) degli ultimi anni. Non si tratta quindi di quotazioni teoriche, ma di risultati concreti registrati e certificati. Per ogni modello viene indicato il prezzo massimo e minimo raggiunto, corredato di data di vendita (mese-anno) e altre informazioni utili.
Modelli che in questi ultimi 8-10 anni non sono mai stati venduti non compaiono nella lista, che pertanto non è un elenco completo di tutte le varianti dei marchi citati. A 26 euro per 368 pagine, si tratta di uno strumento utilissimo, soprattutto per farsi un'idea delle tendenze di mercato.
Le guide "Inestimables" sono ora edite da LVA, che è l'editore francese che ha in catalogo diverse interessanti testate, fra cui Collectionneur & Chineur. Le guide Argus si basano su un principio molto semplice: riportare le quotazioni massime e minime ottenute dai vari modelli nel corso di aste (on line e non) degli ultimi anni. Non si tratta quindi di quotazioni teoriche, ma di risultati concreti registrati e certificati. Per ogni modello viene indicato il prezzo massimo e minimo raggiunto, corredato di data di vendita (mese-anno) e altre informazioni utili.
Modelli che in questi ultimi 8-10 anni non sono mai stati venduti non compaiono nella lista, che pertanto non è un elenco completo di tutte le varianti dei marchi citati. A 26 euro per 368 pagine, si tratta di uno strumento utilissimo, soprattutto per farsi un'idea delle tendenze di mercato.
16 giugno 2017
Le Mans modellistica 2017: poche novità in una generale piattezza
| La roulotte vintage di Spark nei pressi del villaggio. E' presente un altro punto vendita ufficiale al di là delle tribune, oltre naturalmente il negozio nella piazzetta. |
| Modelissimo: tutto (tanto) a prezzi bassissimi. |
| Pochi libri, assenti alcuni dei più noti venditori, da Chater's a Michel Delannoy. |
| Chi cerca un po' di originalità la trova da Angers, con le elaborazioni su base Solido: soggetti senza tempo. |
Tutto ciò mette un po' di tristezza, anche perché ne risente tutto l'ambiente che pare anno dopo anno un po' più grigio. Da qui a parlare di decadenza ce ne corre, ma attenzione a non sottovalutare i segnali di una crisi che sembra più "filosofica" che finanziaria.
07 giugno 2017
Annunciate le Ferrari 330 P4 Coupé 1967 di Tecnomodel (1/18): per ora quattro versioni
Tecnomodel annuncia uno dei modelli più attesi nella gamma 1:18, la Ferrari 330 P4. Quattro le versioni che dovrebbero essere disponibili già dall'estate: presentazione (TMD1831A), Le Mans 1967 #24 Mairesse/"Beurlys" (TMD1831B), Daytona 1967 #24 Parkes/Scarfiotti (TMD1831C) e Monza 1967 #3 Bandini/Amon (TMD1831D). Indubbiamente la P4 è una pietra miliare nella serie di Ferrari sport-prototipi già presenti nella produzione di Tecnomodel; speriamo che alcuni dettagli possano essere rivisti nei modelli definitivi, basti pensare alla versione di Monza.
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