Notizie, commenti, considerazioni e opinioni sul mondo del modellismo e dell'automobilismo, a cura di David Tarallo. ATTENZIONE, NUOVO SITO DAL 28 LUGLIO 2021: www.pitlaneitalia.com
18 dicembre 2016
Rassegna stampa: AutoModélisme Hors-Série n°4 La compil' des Nouveautés 2016
Giunge al suo quarto numero il quaderno fuori-serie di Auto Modélisme, che comprende la raccolta di tutte le recensioni uscite nel corso dell'annata 2016 del mensile pubblicato da Hommell. E' un volume di 130 pagine dove le varie recensioni sono divise per scala e genere (turismo 1:43, corsa 1:43, varianti corsa 1:43, grandi scale). Chissà se nel prossimo numero la scala 1:18, in piena espansione, avrà un settore tutto proprio. In ogni caso, La compil' costituisce un utilissimo strumento di lavoro e consultazione, per i professionisti e anche per i collezionisti. Quest'anno, come bonus, abbiamo un'introduzione di una ventina di pagine dove la redazione suggerisce i modello "indispensabili", altrimenti detti "coupe de coeur". Da una parte è gradevole, dall'altra è triste: siamo in presenza di modelli esclusivamente industriali (se mai un resincast tirato in 250 esemplari possa essere ancora definito come tale), quasi tutti in 1:18, testimonianza di un mondo che cambia, non tanto per il dilagante strapotere di questa scala, quanto perché oggi come oggi le collezioni si arricchiscono degli stessi modelli nello stesso tempo negli stessi luoghi, che si abiti in Italia, negli Stati Uniti, in Giappone o in Bahrein.
La tipologia dei collezionisti sta cambiando, di questo mi sono in parte occupato nell'editoriale del prossimo numero di Modelli Auto, in uscita a giorni e penso che ritornerò presto sull'argomento. Rientrando in tema, consiglio l'acquisto di questa compilazione, destinata a tornare utile soprattutto a distanza di qualche anno. Il costo in Italia è di € 19,90.
16 dicembre 2016
Focus su: Aston Martin DB2 1952 di Tecnomodel in scala 1:18
Nei giorni precedenti ci siamo già occupati di altre due novità Tecnomodel in scala 1:18, la De Tomaso Mangusta e l'Alfa Romeo Junior Zagato. Contemporaneamente a questi due modelli è uscita l'Aston Martin DB2 del 1952, disponibile in piccole serie di differenti colori, variamente combinati con diverse tonalità d'interni: argento metallizzato con interni rossi (100 esemplari), verde inglese con interni sabbia (100 esemplari), celeste metallizzato con interni celesti (75 esemplari) e verde chiaro metallizzato con interni verdi (75 esemplari). Si tratta anche in questo caso di un bel modello con tante finezze, incluse delle ruote a raggi di buona fattura con un gallettone più che dignitoso. Belli gli interni, con un cruscotto particolarmente ben riuscito. La finitura generale e la verniciatura sono veramente esenti da ogni critica. Tra le soluzioni abbastanza particolari, i rivestimenti dei paraurti in fotoincisione, a simulare, in modo piuttosto efficace, i listelli; fotoincisa anche la griglia del motore. Purtroppo questi modelli non riescono a liberarsi degli orrendi plotteraggi che riproducono montanti laterali e deflettori (vedi in particolare una delle foto della gallery in calce): dev'essere una problematica tecnica cui committenti e fabbriche cinesi non sono ancora riusciti a venire a capo, verosimilmente per una questione di costi.
Peccato, perché è l'unica stonatura che guasta non poco modelli di questa marca, ma anche di altri produttori, da OttOmobile a Laudoracing, tanto per citarne un altro paio. Speriamo che in un prossimo futuro si riesca a proporre una soluzione maggiormente in linea con tutti gli altri dettagli. Detto questo, si impone un'altra considerazione generale: ormai si può tranquillamente parlare di "scuola" del resincast cinese, visto che modelli di diversi fabbricanti presentano più o meno tutti le stesse soluzioni tecniche, lo stesso grado di finitura e non di rado anche le stesse tipologie di confezione.
Non è assolutamente un male, è un semplice fatto che indica come in realtà anche da quelle parti la produzione si sia via via "razionalizzata", escludendo magari certe fabbriche poco competitive, sia a livello economico, sia perché non rispondenti alle richieste tecniche e qualitative dei marchi committenti.
14 dicembre 2016
Le prime moto 1:43 di Spark: Honda RC213V Repsol 2016
Premetto che di moto ci capisco ben poco, ma quando Spark ha annunciato le sue prime riproduzioni in 1:43 delle protagoniste della stagione 2016 della MotoGP, ho iniziato ad attenderle fin da subito con impazienza. Ed ecco a dicembre le prime due uscite, le Honda RC213V di Marquez e Pedrosa, cui seguiranno praticamente tutti i concorrenti della MotoGP, alcune stradali e verosimilmente, se l'iniziativa avrà successo, credo che Spark non si limiterà all'attualità ma andrà a scavare nel ricchissimo passato ancora quasi completamente vergine in scala 1:43. Vi immaginate le moto di Franco Uncini, Hailwood, Agostini, Spencer, Surtees pronte ad essere messe in vetrina accanto alle auto? La prospettiva è quantomeno intrigante.
Analizziamo nei particolari una delle due novità, la moto di Pedrosa; il modello riproduce il mezzo col quale lo spagnolo, partito ottavo nel GP di San Marino a Misano Adriatico, ha conquistato un'eccezionale vittoria.
Il modello, in resina con una buona dose di fotoincisioni e di piccolissime parti in plastica, è davvero minuscolo. Per le moto siamo abituati alle grandi scale e l'effetto è un po' bizzarro. L'intricata doppia livrea Repsol-Red Bull è realizzata benissimo con decals applicate in maniera meticolosa, così come ci si sorprende davanti a una miriade di dettagli che lascia ammirati: ci sono i cavi dei freni, i dischi fotoincisi con i loro supporti, la catena in fotoincisione finissima, le parti in metallo grezzo riprodotte con grande realismo, e chi più ne ha più ne metta.
Il modello è presentato in modo elegante in un piccolo cofanetto, fornito di base in gomma e supporto fotoinciso. La scatola riporta i colori della scuderia e i dati del pilota.
Non c'è dubbio che anche stavolta Spark ha pensato a tutto, anche se qualche pecca c'è: la tampografia che simula la luce dell'uscita d'aria laterale è sfasata rispetto all'incavo; una piccola NACA è riprodotta solo con una tampografia (probabilmente esistono versioni della RC213V senza questa presa d'aria, ammetto la mia ignoranza in materia).
A mio parere perfetto il tono dell'arancio fluo dello sponsor Repsol, col quale sono colorati i anche i magnifici cerchi. Molto, molto belli i pneumatici con i loro loghi Michelin. Guardando le foto del GP di San Marino 2016, verrebbe da obiettare che manca la telecamerina posta dietro il pilota, ma si tratta forse di una scelta precisa da parte di Spark. Appuntamento ora con le prossime uscite, e siamo convinti che il pubblico degli appassionati (anche di automobilismo...) si sarà già ingolosito a dovere.
13 dicembre 2016
Focus su: De Tomaso Mangusta 1967 di Tecnomodel 1:18
Ci siamo occupati ieri dell'Alfa Romeo Junior Zagato di Tecnomodel in scala 1:18. Stavolta vi presentiamo una gallery della De Tomaso Mangusta, uscita praticamente in contemporanea con l'Alfa. Della Mangusta sono disponibili i colori blu metallizzato, arancione, rosso e argento. Il modello presenta le stesse caratteristiche della Junior Zagato di cui potete visualizzare articolo e gallery nel thread di ieri 12 dicembre 2016. Le tecniche costruttive (resincast) sono le stesse, così come è invariata la presentazione e i materiali utilizzati per i dettagli. Ho scelto per la presentazione la versione blu metallizzata, sulla quale si possono particolarmente apprezzare gli interni chiari. Tecnomodel continua quindi a pieno ritmo la produzione di modelli inediti in scala 1:18, che vanno esauriti nel giro di poche settimane data la tiratura sempre molto limitata.
12 dicembre 2016
Focus su: Alfa Romeo Junior Zagato 1300 (1971) di Tecnomodel scala 1:18
In questi ultimi mesi Tecnomodel è stata particolarmente attiva nel settore dei resincast in 1:18, proponendo sia una scelta di vetture da competizione quasi tutte inedite in questa scala, sia diverse auto stradali, come De Tomaso Pantera, Aston Martin DB2 (torneremo su entrambe con articoli specifici) e Alfa Romeo Junior Zagato 1300. Quest'ultima è uscita da pochissimo in quattro colori: giallo, blu, rosso e argento, in serie molto limitate: la versione in giallo Piper che presentiamo in questo thread, ad esempio, è stata realizzata in soli 60 esemplari numerati (come quella argento), tanto per rendersi conto delle quantità prodotte. La versione blu è disponibile in soli 30 esemplari, mentre della rossa, verosimilmente la più richiesta, sono stati fatti 150 pezzi. La formula è quella di sempre: forme azzeccate, numero limitato di componenti per ridurre le fasi del montaggio, verniciatura impeccabile, particolari "giusti" e il gioco è fatto. Questi modello stanno giustamente ottenendo il successo che meritano, a prezzi accettabili e soprattutto con una qualità generale più che buona.
| Ottimamente interpretate le forme angolose della Junior Zagato: il giallo Piper rende perfettamente giustizia alle linee moderne di questa Alfa Romeo speciale. |
| Il modello Tecnomodel in scala 1:18 presenta una pulizia di montaggio davvero invidiabile. |
| Perfetto l'incollaggio delle superfici vetrate. La scritta posteriore Alfa Romeo è cromata. |
| I vetri laterali col deflettore plotterato non sono bellissimi, ma questa è la tendenza su questo tipo di modelli: una tendenza che comunque limita il realismo. |
| Buona la "stesura" dei vetri, che non presentano eccessive onsulazioni. Davvero perfetta la sistemazione dei vari cristalli. |
| Le razze del volante sono fotoincise, cosa spesso trascurata in altri resincast della concorrenza. Molto buoni gli interni, con una resa realistica delle varie imbottiture. |
| Un particolare che rivela la pulizia della sistemazione del lunotto posteriore. |
| Perfetti i gruppi ottici posteriori. Anche la scritta "Junior Z" è cromata. |
| Molto belli anche i cerchi, con lo stemmino Alfa tampografato. |
| I pneumatici sono in materiale gommoso duro, con una spalla corretta. Attraverso gli occhielli si intravedono i dischi dei freni in fotoincisione. |
| Fotoincisi anche i tergicristalli. |
| Il complicato frontale della Junior Zagato è perfettamente reso con una combinazione di parti in plastica e della protezione in plexiglass plotterata. |
| Il taglio a macchina degli occhielli della protezione anteriore in plexiglass assicura una precisione non altrimenti ottenibile. |
| Lo stemma Alfa Romeo sul frontale è un capolavoro. |
| Ottimo lo specchietto in plastica cromata. |
| Da questa prospettiva si possono apprezzare i sedili molto ben stampati. |
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