Criticata spesso a casaccio dagli invidiosi, nonostante gli inevitabili incidenti di percorso che solo chi non fa nulla riesce a evitare, BBR prosegue in modo instancabile in un processo di ricerca tecnologico che ha pochi eguali nel nostro settore. Idee chiare e strategie consone ad una grande azienda riflettono una lunga esperienza che costituisce il vero valore aggiunto di BBR. E' di imminente uscita - a marcare stretta la concorrenza di MR Collection/Looksmart! - la Ferrari 288 GTO in scala 1:18, in rosso (500 pezzi in confezione normale e 300 con vetrinetta) e in giallo Modena (150 pezzi con confezione normale e 48 con vetrinetta). Nel comunicato ufficiale, BBR così descrive alcune caratteristiche del modello: "Per la realizzazione di questo automodello l'azienda BBR ha sperimentato e trovato soluzioni tecnologicamente avanzate, che hanno richiesto tempo per arrivare alla soluzione ottimale. Le griglie anteriori e quella posteriore che copre il motore sono in vero metallo, come sulla macchina vera e sono realizzate con stampo in acciaio che taglia e piega tutte le alette con una perfetta inclinazione. [...] BBR Exclusive Car Models non si è limitata alla parte esterna, ma anche il cruscotto, verniciato con particolare vernice sembra vero. I sedili costituiti da ben 12 pezzi, il poggiatesta è assemblato su due aste di acciaio uguale, ma in scala 1/18, alla vera 288 GTO". Il modello sarà disponibile verso il 20 aprile.
Notizie, commenti, considerazioni e opinioni sul mondo del modellismo e dell'automobilismo, a cura di David Tarallo. ATTENZIONE, NUOVO SITO DAL 28 LUGLIO 2021: www.pitlaneitalia.com
07 aprile 2016
06 aprile 2016
Comunicazione di servizio: foto di articoli postati con Blogpress
Ho notato oggi che i non moltissimi articoli postati dall'iPad utilizzando Blogpress non caricano più le foto. Non è un gran problema visto che si tratta per lo più di post riguardanti rassegna stampa e poco altro.
Porsche 917/10 scala 1:43 di Minichamps: le prime due versioni
Contemporaneamente alla 917/20 di cui leggete in questo link , Minichamps ha introdotto le prime due versioni della 917/10. Per questo modello valgono gli stessi giudizi formulati nell'articolo sulla 917/20. Anche in questo caso le due referenze sono già esaurite presso Ripa: si tratta di due versioni particolarmente iconiche, la vincitrice della serie Can-Am 1972 con George Follmer e la vincente della gara del Nurburgring Interserie 1973 con Willi Kauhsen. La prima, in edizione limitata a 500 esemplari, è stata delle tre 917 di Minichamps quella che forse sorprendentemente ha riscosso il maggiore successo; la seconda ha la tiratura più bassa (250 pezzi) ed è la versione con meno appeal internazionale. Ecco una serie di immagini dei due modelli, cui senza dubbio farà seguito una nutrita messe di altre versioni (la 917/10 è una vettura ampiamente sfruttabile):
05 aprile 2016
Focus su: Porsche 917/20 Jaegermeister Insterserie 1973 Minichamps 1:43
Annunciate da una vita, finalmente escono le Porsche 917/10 e 917/20 di Minichamps in scala 1:43. Non nella serie in metallo, come probabilmente la ditta tedesca aveva preventivato ai tempi dei tempi, ma nella gamma Evolution, in resina, assemblate quindi da Spark. Direi che si tratta di una decisione saggia, visti e considerati anche i numerosi difetti di fabbricazione dei modelli in zamac, dai quali neanche un marchio prestigioso come Minichamps è stato esente. Volendo fare una battuta, potremmo dire che Minichamps torna alle origini, dato che erano state proprio le Porsche 917/20 le prime referenze in catalogo quando ad Aachen si producevano kit in metallo bianco. Forse è per questo che molti collezionisti della prima ora aspettavano con impazienza questo modello, e hanno dovuto attenderlo per anni. Oggi le tirature sono decisamente più basse e la resina costituisce il materiale migliore per una produzione di questo tipo. Delle 917/10 parliamo in un altro post (link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.it/2016/04/porsche-91710-scala-143-di-minichamps.html). Stavolta ci focalizziamo sulla 917/20, e la prima versione uscita è la numero di catalogo 437 736107, che riproduce la versione Jagermeister vittoriosa alla Sudwest Pokal di Hockenheim nell'Interserie del 1973.
Un po' di storia non guasterà: secondo vari esperti questa vettura sarebbe in realtà la 917/30-001, ovvero l'esemplare a passo variabile che era servita a Mark Donohue per lo sviluppo della vittoriosa vettura Can-Am nell'inverno 1972-73. Tra l'altro nel programma della Sudwest Pokal, la vettura figura come 917/10...
Vic Elford non era un regolare dell'Interserie, ma nella gara di Hockenheim, il 15 luglio 1973, ottenne la vittoria per somma di risultati, dopo un secondo posto nella prima manche e un primo nella seconda. Della 917/20 Interserie è prevista prossimamente la versione Martini, in uscita a giorni, e non c'è dubbio che fra Minichamps, Truescale e Spark altre ne verranno fuori, nelle serie ufficiali e speciali. Limitato a soli 380 esemplari, il modello è andato rapidamente esaurito presso gli importatori (Ripa l'ha finita in un paio di giorni, insieme alle prime due 917/10 uscite contemporaneamente). Diciamo che si tratta del classico "modello-meteora", destinato ad essere ricercato dai collezionisti. Per un soggetto simile, 380 esemplari sembrerebbero davvero pochi, ma forse Minichamps ha voluto essere prudente, tanto più che lo stampo potrà essere ammortizzato a dovere con altre versioni esistenti.
[in questo blog è disponibile anche una gallery della versione Martini Interserie 1974: http://grandiepiccoleauto.blogspot.it/2016/04/focus-su-porsche-91720-martini-racing.html ]
Lasciamo quindi la parola alle immagini:
| Eccola qua la prima versione della 917/20 di Minichamps. Questa versione l'aveva annunciata Truescale ma evidentemente deve esserci stato un passaggio di testimone. |
| Tutta la struttura del retrotreno è riprodotta in plastica. |
| Ottima la verniciatura. Questo modello si contraddistingue per la quasi assenza di fotoincisioni. |
| La decorazione è in decals. |
| Come emerge da queste foto, il livello di finiture è molto alto. |
| Ricco di dettagli l'abitacolo; le cinture di sicurezza sono in decal, ma vengono applicate su stampi in rilievo, salvando così l'effetto. |
| Ancora una vista della parte posteriore, ben dettagliata fra motore e struttura del telaio. |
| La verniciatura è perfetta. |
| Notare il parabrezza in colore giallo trasparente, forse un po' troppo alto rispetto alla vettura reale. |
| Gli specchietti retrovisori hanno la parte interna riflettente. |
| Le coperture delle prese d'aria NACA sono in plastica dipinta, così come i supporti dell'ala posteriore. |
| Il fondino è semplificato, giusto il minimo indispensabile. Ciò che resta a vista, comunque, va più che bene. |
| Buon realismo per i supporti dell'ala posteriore. |
| Il modello è presentato sulla classica base in plastica Minichamps e anche la scatola è la stessa della produzione in zamac. |
| Solo 380 esemplari per questa prima versione della Porsche 917/20. Già esaurito il modello presso Minichamps e presso l'importatore italiano Ripa. |
| In fotoincisione è realizzato il manettino dello staccabatteria... |
| ...e anche il comando esterno del sistema di estinzione. |
| Ottima la riproduzione della ventola del motore, caratteristica che già i collezionisti apprezzavano nelle prime 917 in zamac, di inizio anni 2000. |
| Precisi e netti i riempimenti in nero opaco delle varie entrate e uscite d'aria. |
| Belli gli pneumatici col marchio del fabbricante tampografato. |
| I caratteristici cerchi della 917; dietro si intravede il disco freno fotoinciso. |
| Nulla da dire sul livello generale del dettaglio. |
| I rivetti di fissaggio dell'ala posteriore fanno tutt'uno con la decal Jagermeister. Una soluzione forse non ottimale, ma bisogna pur sempre accettare certi compromessi. |
04 aprile 2016
Intermezzo storico: Alfa Romeo 33TT12 1975 factory built di A.B.C.
| La A.B.C. numero 11a è l'Alfa Romeo 33TT12 lunga del 1975. |
| Le linee del modello sono ben riprese per essere uno speciale di metà anni settanta. Tutto è in resina. L'A.B.C. poteva rivaleggiare col Manou, in metallo bianco. |
| La parte posteriore è ben curata: gruppi ottici dipinti e i due tiranti simulati con due barrette metalliche. |
Quando uscì la 33TT12 di A.B.C. vi erano in catalogo già una decina di modelli: la serie era iniziata con la Fiat Turbina Sperimentale del 1954 (che fu commercializzata anche in kit), per proseguire con l'Alfa Romeo 2300 8C, la Lancia Augusta I Serie, l'Alfa Romeo 512 12 cilindri e altri soggetti più esotici come una Mercedes SSK e una Volkswagen Kubelwagen typ 82 del 1938. Tutta roba assolutamente inedita all'epoca, in un mondo di collezionisti affamato di novità. L'idea di una 33TT12 fu tutto sommato abbastanza normale: si trattava di una vettura italiana campione del mondo, una delle ultime sport prototipo nostrane dopo l'abbandono della Ferrari nel 1973 e sicuramente sarebbe stato un modello destinato a "tirare". Due le varianti proposte, la configurazione corta (catalogo 11) e quella lunga (11a). La tiratura era di circa 300 pezzi per referenza, e il costo di un montato si aggirava sulle 18.000 lire; tanto per fare un confronto, un AMR factory built della famosa serie con le scatole piccole costava in Italia fra le 45 e le 50000 lire, mentre un kit Tron andava sulle 8500 e un diecast Solido dalle 2000 alle 3000 lire.
| Gli interni sono semplificati al massimo: un volante e i sedili sono tutto ciò che si trova nell'abitacolo, il tutto colorato nel canonico nero opaco che imperava all'epoca. |
Lucky Step: un altro marchio di resincast 1:18
Di imminente uscita, distribuiti in Italia da Miniminiera, i Lucky Step, modelli che si collocano nell'ormai ben nota nicchia dei resincast in scala 1:18. La scelta verte su soggetti moderni (con qualche concessione agli anni settanta), soprattutto di vetture speciali, come certe AMG o Ruf. La produzione sarà quasi sempre di 1000 esemplari. Ecco la lista delle uscite di quest'anno:
LS001A Range Rover 1986 Series 1 (verde, aprile)
LS002A Triumph TR6 (verde, aprile)
LS003A Rezvani Beast (rosso, aprile) - solo 500 esemplari
LS004A Mercedes ML63 (argento, maggio)
LS005A AMG Hammer Widebody 1988 (nero, giugno)
LS006A Mercedes ML55 (argento, giugno)
LS007A De Tomaso Mangusta (arancione, luglio)
LS008A TVR Sagaris (rosso, luglio)
LS009 Mercedes C111 (arancione, agosto)
LS010A Lotus 14 Elite (verde, agosto)
LS011A Ruf RTR (blu-nero, ottobre)
LS012A Ruf Dakara (blu, dicembre)
LS014A Maserati Levante S 2016 (blu, luglio)
Dalla presenza delle "A" nella numerazione di catalogo si evince che seguiranno altri colori per quelle vetture che lo permettano. La Mercedes C111 non può essere ovviamente prodotta in altre colorazioni. Il numero 13 è stato espunto per ragioni scaramantiche?
LS001A Range Rover 1986 Series 1 (verde, aprile)
LS002A Triumph TR6 (verde, aprile)
LS003A Rezvani Beast (rosso, aprile) - solo 500 esemplari
LS004A Mercedes ML63 (argento, maggio)
LS005A AMG Hammer Widebody 1988 (nero, giugno)
LS006A Mercedes ML55 (argento, giugno)
LS007A De Tomaso Mangusta (arancione, luglio)
LS008A TVR Sagaris (rosso, luglio)
LS009 Mercedes C111 (arancione, agosto)
LS010A Lotus 14 Elite (verde, agosto)
LS011A Ruf RTR (blu-nero, ottobre)
LS012A Ruf Dakara (blu, dicembre)
LS014A Maserati Levante S 2016 (blu, luglio)
Dalla presenza delle "A" nella numerazione di catalogo si evince che seguiranno altri colori per quelle vetture che lo permettano. La Mercedes C111 non può essere ovviamente prodotta in altre colorazioni. Il numero 13 è stato espunto per ragioni scaramantiche?
Focus su: Ferrari 365 P2 Berlinetta Drogo Elefante bianco Le Mans '67 Tecnomodel 1:18
Tecnomodel ha proposto entrambe le versioni corsa (Le Mans 1966 e 1967) oltre ad una configurazione "press" 1966, priva dell'appendice aerodinamica posteriore. Le differenze da un anno a un altro sono ben rispettate, il modello è un resincast senza aperture e in questo thread vi mostreremo la versione di Le Mans 1967. Direi che si tratta di un modello piuttosto bello, equilibrato, di sicuro effetto in una vetrina, pur con qualche pecca che si poteva facilmente evitare. Ricordo che a breve uscirà, sempre in scala 1:18, la Ferrari 312 PB coda lunga 1973 in varie versioni.
| Ognuna delle tre versioni della Ferrari 365 P2 Drogo di Tecnomodel in scala 1:18 è limitata a 250 esemplari numerati. |
| Questa è la vettura di Le Mans 1967: le proporzioni e le forme sono senz'altro ben interpretate. |
| Ottimo il livello di verniciatura; la carrozzeria è ben progettata, con incisioni precise e definite. |
| Le cornici dei vetri laterali (e anche di quello posteriore) sono comprese nell'acetato e includono la riproduzione dei rivetti. L'effetto è accettabile. |
| Appunto, stessa tecnica per l'applicazione del lunotto posteriore. |
| La cornice del deflettore vetro è realizzata in fotoincisione. |
| Numerosi particolari applicati con ottima precisione. |
| Le griglie sull'anteriore erano più fini sulla vettura reale. |
| Di buon effetto l'anteriore. |
| Qui c'è qualcosa che non torna: la botolina ovale non trova riscontro nella realtà. Sulla vettura erano presenti due sportellini di forma rettangolare, a destra e a sinistra. |
| Le luci di illuminazione dei numeri sono troppo piatte; sarebbero stati forse più realistici dei pezzi in plastica cromata invece delle fotoincisioni. |
| La parte posteriore è molto convincente, belli i gruppi ottici. |
| In fotoincisione il fermacofano, così come il gancio nero, che in realtà era in gomma; qui è riprodotto - con tutti i suoi limiti - da una fotoincisione. |
| Un po' semplificati i tappi serbatoio. Le decals sono ben stampate e applicate con cura. |
| Il numero nero è corretto; durante le prove la vettura aveva bolli neri con numeri bianchi, giudicati non conformi dai commissari tecnici dell'ACO. |
| La scritta "P2" in realtà non era nera ma rossa. Vedere per esempio F.Hurel, Ferrari au Mans Sport & Prototypes 1961-1967, Editions Speed, Le Mans 2008, p.133. |
| Un po' semplificato il tergicristallo in fotoincisione, ma applicato in modo pulito. |
| Il volante non presenta parti fotoincise ma è sufficientemente realistico. |
| Per gli interni si poteva fare forse di più; i vari comandi del cruscotto, comprese le varie levette, sono riprodotte con una decal. Belle le cinture di sicurezza in tessuto e parti fotoincise. |
| Molto realistici anche i gruppi ottici anteriori. |
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