13 marzo 2016

Chi sale e chi scende: solo questione di strategie? Considerazioni sul mercato attuale

Oggi come oggi solo un diversamente intelligente potrebbe dire che il mercato dell'automodellismo è chiaro nelle sue tendenze e del tutto interpretabile nelle sue numerose biforcazioni. E come spesso accade in periodi di grande crisi/trasformazione, oltre alle realtà consolidate che rischiano di perdere terreno a causa di scelte industriali e produttive non più adatte alla mutata temperie del momento, ce ne sono altre che traggono beneficio dal rapido evolversi delle cose, magari approfittando al meglio di una fetta di mercato che si amplia pur in presenza di cifre assolute in calo costante.

Fra i casi di colossi che male si stanno adattando alle esigenze di questo periodo vi è purtroppo Hornby Hobbies, il gruppo cui fanno capo i treni Hornby, ma anche i kit Airfix, gli automodelli diecast Vanguards Corgi e diversi altri brand storici come Humbrol e Scalextric. Malgrado i risultati positivi dell'ultimo quadrimestre 2015, all'inizio di quest'anno le azioni Hornby PLC hanno subito una brusca perdita, pari a oltre il 60% del loro valore (cfr. ad esempio http://www.iii.co.uk/research/LSE:HRN ). Un evento forse inatteso, tanto più triste nell'anno in cui il marchio Corgi celebra i suoi sessant'anni di vita.

Prodotti alternativi per vincere una crisi forse strutturale: i kit Airfix "Quickbuild",
orientatial pubblico dei giovanissimi, sono un esempio dello sforzo
da parte di Hornby di restare a galla in un mare tempestoso.
L'effetto immediato di tale perdita è ovviamente un'ulteriore riduzione negli investimenti per nuove produzioni - e non è un caso che le "novità" annunciate per questo 2016 si limitino a varianti più o meno elaborate di modelli già presenti in catalogo. Del resto già da un paio d'anni non si registravano significative novità nella gamma Vanguards e i tutte le altre serie Corgi. In questo frangente, pensare di richiedere altra liquidità dalle banche per un rinnovo significativo della produzione diventa un esercizio assai complicato se non impossibile. Hornby Hobbies ha cercato di reagire nei limiti del possibile, anche con un cambio in corsa dell'amministratore delegato, da Richard Ames a Roger Canham.
Ora, non è che un uomo solo possa risollevare le sorti di un gruppo che rischia di imboccare una pericolosa china, ma alcune nuove idee "d'emergenza" potrebbero contribuire a una sorta di parziale riscatto, in attesa di tempi migliori. I mercati, ad ogni buon conto, hanno dimostrato di apprezzare la mossa dirigenziale, e le azioni hanno già recuperato qualcosa (potrebbe essere un buon momento per acquistarle?).
Le strategie sono per il momento limitate, ma un minimo si sta facendo: risolvere alcuni nodi logistici alla radice di spese eccessive, razionalizzazione della produzione e alcune nuove uscite per tenere vivo l'interesse dei collezionisti prima che si rivolga definitivamente ad altri marchi concorrenti.

E se c'è chi scende, c'è anche chi sale: forse pochi in Italia avranno notato la sempre maggior fortuna dei modelli Greelight, soprattutto quelli legati a film e a serie televisive. Certo, il mercato di questa fascia (diecast abbastanza economici, con un target spiccatamente americano) era occupato in precedenza dai Mint e dagli Ertl, ormai scomparsi, e Greenlight ha saputo rioccupare questa nicchia che al giorno d'oggi non avrebbe comunque sopportato la presenza di due o più concorrenti. Ormai il mercato è talmente ristretto che spesso un solo produttore basta a soddisfare la richiesta, in un regime di involontario monopolio.

Osservatori del settore affermano che la fascia di mercato degli Ertl - Greenlight - Mint sarebbe calata di un buon 50% (!) negli ultimi dieci anni, ma Greenlight ha visto il proprio volume d'affari triplicare nel triennio 2013-2015, grazie anche all'ottima distribuzione e a collaborazioni con la grande distribuzione americana come Toys'R'Us o Universal Studios. Abbastanza sorprendentemente, la scala che "tira" di più per Greenlight è la 1:64, seguita dall'1:18 e dall'1:43.
Il mercato nordamericano domina le vendite di questo marchio, ma altri paesi si stanno via via imponendo. In generale, oltre l'80% degli acquirenti dei modelli Greenlight ha oltre 18 anni, e com'è ovvio attendersi oltre l'80% è di sesso maschile. Le fasce d'età più attive sono quella fra i 25 e i 34 anni e quella degli over-55.


Greenlight ha saputo ottimizzare le proprie risorse dedicandosi a un mercato abbastanza lontano dal gusto europeo
ma di sicuro appeal nel continente nordamericano.
Greenlight sembra essere un po' lo specchio oltreoceano di ciò che è Oxford Diecast in Europa: sostanziosi investimenti in nuovi stampi, una strategia di marketing aggressiva e globale, capacità di riciclare modelli più vecchi sotto nuovi brand sembrano aver ripagato l'impegno del consiglio direttivo. Per Greenlight l'acquisto dei diritti di Fast and Furious è stata una delle mosse decisive, che ovviamente non puoi fare se ti manca la capacità di investire capitali anche notevoli.


Oxford è per certi versi la controparte britannica di Greenlight.
La storia di Greenlight è sintomatica perché dimostra che in un mercato difficile solo chi ha la possibilità di evolversi con nuove idee è in grado di resistere. E' una selezione ancora più dura che in passato, ma del resto le storie antiche di marchi come Corgi, Dinky o Matchbox insegnano che se mutano gli scenari e con questi le esigenze pratiche e strategiche, il mercato dell'automodello, sia esso più vicino al giocattolo o all'oggetto da collezione, è un settore esposto ai capricci di un mare tutt'altro che sicuro.

Aggiornamento del 17 marzo 2016: un ulteriore approfondimento sulle recenti vicende delle azioni di Hornby, con una serie di link a fonti e ad articoli della stampa finanziaria britannica, è disponibile a questo link: http://grandiepiccoleauto.blogspot.it/2016/03/a-proposito-di-chi-sale-e-chi-scende.html .

Le Minialuxe piccole: serie di modelli in scala 1:66

Già presentate a Rétromobile (http://grandiepiccoleauto.blogspot.it/search/label/Speciale%20R%C3%A9tromobile%202016), le Minialuxe in scala 1:66 non appaiono ancora sul sito ufficiale ma dovrebbero essere ormai regolarmente in vendita da qualche tempo. Si tratta di modelli abbastanza gradevoli, disegnati in Francia e fatti in Cina come tutto il resto della produzione contemporanea Minialuxe e caratterizzati da tampografie cromate e la solita cura nel packaging. Ci si potrebbe domandare il perché di una scala 1:66 quando tutte le serie della misura piccola dei vari produttori si sono ormai orientate sull'1:64. Ebbene, ci troviamo di fronte a un evidente richiamo al passato, Norev, Safir, Politoys ma anche Schuco, Efsi e Siku producevano in scala 1:66. I primi soggetti distribuiti da Minialuxe derivano direttamente dalla gamma 1:43: Citroen DS19 e DS21, Citroen 2CV, Mini, Renault 8 Gordini, VW Maggiolino e Transporter.
Una panoramica dei nuovi Minialuxe in scala 1:66 a Rétromobile lo scorso febbraio.

Rassegna stampa: Tamiya Model Magazine International 245 (marzo 2016)

In Italia il TMMI è disponibile in alcune edicole selezionate e ha un
prezzo di € 8,50.
Il numero di marzo 2016 del TMMI propone come sempre alcuni interessanti articoli, anche se non di argomento automodellistico. Personalmente nutro una grandissima ammirazione per i modellisti del "militare", il cui successo dipende per gran parte dalle capacità di verniciatura e dal sapiente uso delle tecniche di invecchiamento. Mi piacerebbe avere in collezione alcuni di questi pezzi, giusto per ammirare i risultati che è possibile raggiungere su un "semplice" modello in plastica, anche da pochi euro. Possedere un pezzo di Verlinden, ad esempio, dovrebbe essere un must per ogni serio collezionista... ma torniamo al TMMI. Tutti da leggere gli articoli sul montaggio dell'M24 in 1:35 (Tamiya-Italeri) e del Focke-Wulf Fw190-A8 di Tamiya in 1:48 (nelle due foto sotto).


Ma forse l'argomento che interesserà maggiormente il pubblico italiano è il montaggio, a cura di Ulf Lundberg, della corazzata Roma, riprodotta in scala 1:350 da Trumpeter. Un kit forse con alcune mancanze, cui Lundberg pone rimedio in modo semplice ma geniale, per un risultato del tutto in linea con le aspettative. Stranamente le navi da guerra italiane non hanno mai suscitato un particolare interesse da parte dei produttori di kit in plastica, ma viene da pensare a cosa sarebbe un kit Tamiya della Littorio o della Vittorio Veneto in scala 1:350...

Davvero interessante il montaggio, a cura di Ulf Lundberg, della Roma,
riprodotta in scala 1:350 dalla Trumpeter. Un kit che richiede diversi interventi extra ma
che alla fine sa premiare la bravura e la pazienza del modellista.

Nuova serie Atlas in Gran Bretagna: Touring Car Series, si apre con la Escort Alan Mann

Decisamente inesauribile il filone delle uscite da edicola; è stata annunciata per il Regno Unito una serie 1:43 dedicata a famose vetture che hanno partecipato ai campionati turismo. Si tratta ovviamente di una serie orientata al pubblico d'oltremanica, ma i soggetti sono interessanti a livello europeo, anche per elaborazioni a basso costo. Il consueto modello-pilota a prezzo di lancio è la Ford Escort Mk.I utilizzata da Frank Gardner nel 1968 (nella foto, sotto), con i classici colori dell'Alan Mann Racing.

Fra i vari soggetti previsti in un prossimo futuro vi sono la BMW M3 (E30) di Will Hoy (vincitore BTCC 1991), la Chevrolet Cruze S2000 di Jason Plato, la Sunbeam Imp Sport di Bill McGovern (1972), la Vauxhall Cavalier 16V di John Cleland (BTCC 1995) e la Ford Anglia di John Fitzpatrick (1966). Non si tratta sempre di soggetti inediti, ma ormai con tutto quello che è stato prodotto negli ultimi quindici anni è ben difficile trovare qualcosa di assolutamente "fresco". Anche la Imp di McGovern, forse la più esotica fra le prime uscite, era stata riprodotta da Vanguards all'inizio degli anni duemila.

10 marzo 2016

Nuovo modello Alfa Romeo per Autodelta43

Maurizio Sabatini di Autodelta43 ci ha appena inviato le immagini del suo più recente modello in 1:43, disponibile solo montato. Si tratta dell' Alfa Romeo 6C 1750 Super Sport del 1929 appartenuta al gentleman driver Leonard Headlam e curata nella carrozzeria dall'inglese Carlton Carriage Company. Una variazione sul tema che fa molto... Bentley. Questo modello segue a poco tempo di distanza l'Alfa Romeo 20-30 Hp del 1920.








04 marzo 2016

Una possibile rivalutazione: Bang Model e compagnia

Ricordo che una quindicina di anni acquistai da un noto modellista fiorentino una notevole collezione di modelli Bang e Best. All'epoca era roba che si riacquistava alle classiche diecimila lire per rivendere magari alle borse a venti o trenta nei casi più fortunati. Esistevano anche delle perle, come alcune edizioni limitate, realizzate per sponsor o per altri enti che raggiungevano quotazioni ragguardevoli, ma erano le proverbiali eccezioni che confermavano la regola.
Bang Ferrari Dino 246 GT

Si trattava di modelli apprezzati per le loro forme, ma già i Minichamps con le loro serie più o meno limitate avevano molto più appeal presso i collezionisti. Il fenomeno Spark, diverso comunque dal Minichamps, era ancora di là da venire; in quel periodo i primi Spark si affacciavano sul mercato nelle loro scatolette di latta e nessuno immaginava cosa sarebbe diventato quel marchio nel giro di qualche anno. Dicevo dei Bang e Best. Da quegli anni a oggi, questo tipo di modelli ha affrontato varie crisi del settore, non ultima l'invasione dei modelli da edicola. Sembrava che i marchi destinati a risentire maggiormente dei cambiamenti intervenuti nel giro di un quindicennio fossero proprio questi due, insieme naturalmente a Art Model e in misura minore, Rio.
Bang Ferrari 250 GT Sperimentale: notare le uscite d'aria ricavate nel vetro
posteriore, nonostante si tratti di un elemento in plastica tradizionale e non in acetato.
Dal canto suo Brumm si salvava per i prezzi ancora competitivi. Nel frattempo, però, qualcosa è cambiato, soprattutto per quanto concerne il marchio Bang, che forse è quello che ha prodotto i modelli più interessanti o per lo meno i più originali. La Giulietta Sprint prima e seconda serie, l'Alfa 2000 e 2600, la Giulia SZ con le sue varianti di cerchi sono ancora oggi dei modelli in grado di difendersi, per non parlare delle Ferrari 250 GTE e delle 250 GT Sperimentale.
Ferrari 250 GTE di Bang. Alcune colorazioni stanno raggiungendo
quotazioni interessanti.
E infatti, non a caso, alcune delle versioni più rare iniziano a passare di mano su eBay e nelle borse di scambio a 40-50 euro, a volte anche di più. Non è un caso: la qualità della produzione, l'ottimo livello di verniciatura, il rigore storico nella scelta dei colori e non ultima l'ormai comprovata tenuta nel tempo, sta finendo per rendere giustizia a modelli che sono rimasti troppo spesso confinati in una specie di limbo. Le ragioni sono molteplici, anche psicologiche - di marketing direbbe qualcuno. Ma se dovessi scommettere sulla rivincita dei Bang, oggi come oggi ci scommetterei. Nei giorni scorsi un importante distributore nostrano ha messo in vendita un cospicuo stock di modelli Bang a prezzi molto bassi; molti di essi sono andati esauriti nel giro di poche ore. Certo - si dirà - i prezzi proposti non sfiorano nemmeno lontanamente il prezzo pieno. Eppure quanti modelli di altre case restano per anni su eBay pure a prezzi ridicoli?
Nella produzione Bang, l'Alfa Romeo Giulietta Sprint è uno dei modelli
più riusciti. Questa è una II Serie in versione Pantera Polizia.
Credo che dietro a questa reazione del pubblico ci sia qualcosa di più e non tarderemo a vederla ancora meglio quando molti dei modelli cinesi anche delle produzioni più lussuose accentueranno un declino già iniziato, evidenziando precoci metal-fatigue e difetti di ogni genere nelle verniciature. Il tempo è galantuomo.
Maserati 450 S di Bang.

Ferrari 250 TR di Bang.

03 marzo 2016

Rassegna stampa: Auto Modélisme 221

Inevitabilmente nel numero di marzo di AutoModélisme la parte del leone la fa la Toy Fair di Norimberga, con un'altra bella fetta dedicata a Rétromobile. Ne viene fuori un numero abbastanza anomalo ma molto gradevole, forte di 74 pagine, quasi del tutte dedicate ai due eventi. Per quanto riguarda Norimberga consiglio davvero a tutti di leggere il commento generale di Alain Geslin, che fa il punto sulla situazione presente e del prossimo futuro del settore automodellistico. Una pagina di grande intelligenza ma anche di notevole sintesi che direi rispecchia bene lo stato attuale delle cose. Molto ben fatta anche la sezione su Rétromobile, in cui sono citate e commentate tutte le produzioni che meritavano una menzione; altre ne restano ma si tratta di realtà abbastanza marginali. Resta ben poco d'altro in questo numero 221, se non un paio di recensioni (interessante quella della Ferrari 340MM Mille Miglia 1953 di BBR in scala 1:18) e un articolo del tutto inutile sulle Jaguar dal 1959 ai nostri giorni, seguito di una prima parte pubblicata nel 219 di gennaio.